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Lo sport, fin dai tempi più antichi, ha
accompagnato l’uomo nelle sue attività quotidiane. Per migliorare il
proprio aspetto fisico, per la necessità di allontanare lo stress, per
amore del culto del fisico, per superare i limiti che la natura ci ha
imposto, tutti abbiamo praticato, almeno una volta nella vita, un’attività
sportiva che ci ha permesso di entrare in dialogo con il nostro corpo.
Siamo a conoscenza del fatto che alcuni scrittori praticassero, anche con
una certa assiduità, uno sport perché ritenevano che la cura del corpo
fosse importante quanto quella della mente, ma in Italia, la letteratura
se ne è occupata solo marginalmente in quanto si riteneva che lo sport non
fosse un argomento sufficientemente “elevato” per poter essere annoverato
in libri di una certa importanza. È solo nell’ultimo mezzo secolo che,
grazie ad una serie di studi sui linguaggi del corpo, l’argomento ha
iniziato ad interessare.
Di questo percorso si è occupato un libro di Giusi Baldissone ed
Edoardo Tortarolo, Corpi letterari. L’esperienza sportiva nella
cultura contemporanea, in cui si rintracciano i forti legami tra
letteratura e attività sportiva e si stabilisce un metodo per affrontare
un fruttuoso scambio tra le due discipline.
Un altro volume, Letteratura e sport. Per una storia delle
olimpiadi a cura di Giovanna Ioli, raccogliendo gli atti di un
importante convegno in materia, ripercorre le numerose interferenze tra lo
sport e la letteratura, anche con la presentazione di un buon numero di
testi.
A testimonianza del fatto che nell’antichità lo sport avesse più dignità
di quanto non avesse fino a qualche decennio fa in Italia, c’è un testo
scritto nel III d.C. e che è un vero e proprio manuale: Il manuale
dell’allenatore di Filostrato di Lemno.
Un’intera monografia è dedicata ad uno dei più sorprendenti atleti dei
territori piemontesi: Un uomo che conta. La storia di Andrea Borgnis
di Benito Mazzi. Questo libro vuole raccontare l’esempio di un uomo
che, solo grazie ad un’immensa forza di volontà, è riuscito ad ottenere il
primo gradino del podio italiano solo dopo pochi mesi di attività.
Ed è un altro libro di Benito Mazzi, con un piccola
partecipazione di Mario Rigoni Stern, a rendere omaggio ad una
delle massime espressioni italiane di sport agonistico, le Fiamme Verdi,
che ottennero per il loro paese, nel 1936, il primo oro olimpico nella
disciplina sciistica.
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Corpi letterari. L’esperienza
sportiva nella cultura contemporanea,
pp. 168, € 15,00, isbn 88-8212-524-6
Quale rapporto esiste tra l’attività sportiva e la letteratura ?
E più oltre: in che misura il racconto dello sport può essere
considerato un genere letterario? A questi e ad altri interrogativi,
a partire da un interessante convegno su sport e letteratura
tenutosi a Vercelli nel 2004, risponde questo volume, che si avvale
di interventi di prestigiosi autori come Folco Portinari, Giorgio
Cusatelli, Maurizio Cucchi e altri.
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Letteratura e sport. Per una storia
delle olimpiadi pp.
268, € 20 isbn 88-8212-560-2
A cura di Giovanna Ioli. Questo volume sul binomio letteratura-sport
spiega da dove viene lo spirito agonistico, quali sono i linguaggi
per viverlo e raccontarlo, come sono nate le Olimpiadi. Un secolo
dopo l'altro, in tempo di pace o di guerra, la storia dello sport è
ripercorsa attraverso le narrazioni in versi o in prosa. Con testi
di Caludio Magris, Gina Lagorio, Giorgio Bárberi Squarotti, Gian
Luigi Beccaria, Giorgio Bertone, Carlo Carena, Luciano Erba,
Marziano Guglielminetti, Roberto Mussapi, Massimo Novelli, Ermanno
Paccagnini, Darwin Pastorin, Falco Portinari, Silvio Ramat, Giovanni
Tesio e altri
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Filostrato di
Lemno,
Il manuale dell’allenatore, pp.116, € 7,75, isbn
88-86121-57-1
Introduzione, traduzione e note a cura di Alessandro Caretta. Un
testo del III secolo che rimane l'unica testimonianza sull'aspetto
teorico dell'atletica nel mondo antico. Chi ama lo sport non può
ignorare Filostrato, che avvisa contro i pericoli del professionismo
e condanna il superallenamento dei giovanissimi |
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Benito Mazzi,
Un uomo che conta. Storia di Ancrea
Borgnis, pp. 112, € 12,91,
isbn 88-8212-158-5
Presentazione di Angelo Rovelli. Il vigezzino Andrea Borgnis
(1930-1980), "scaturito" da quella fucina di atleti che è il corpo
dei Vigili del Fuoco, dopo solo pochi mesi di attività agonistica
salì sul podio tricolore nella categoria dei massimi-leggeri del
sollevamento pesi. Entrò nelle squadre nazionali azzurre e dal 1956
vinse titoli in serie. Un campione di generosità e di altruismo,
prima che sportivo, come Mazzi ricorda in questo suo ritratto
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Benito Mazzi,
Gli invincibili della neve, pp. 160, € 14,00, isbn
88-8212-536-X
Lo sci organizzato in Italia è nato nel 1901, ma la prima
esaltante espressione di sci agonistico ad alto livello l’ha
prodotta Formazza, minuscola valle di cultura walser ai confini
dell’Ossola. Lì sono sbocciati i primi grandi campioni, che hanno
dominato dal 1915 al 1932 la scena sciistica nazionale. Da Formazza
è arrivato Sisto Scilligo, punta di diamante delle Fiamme Verdi, il
mitico quartetto degli Alpini che nel 1936 fruttò all’Italia il
primo oro olimpico dello sci.
La straordinaria avventura sportiva e umana di questa valle dalle
mille suggestioni è rievocata da Benito Mazzi lungo la sua intera
parabola. Arricchisce l’appassionante racconto un testo di Mario
Rigoni Stern sulle sue lontane esperienze di giovane sciatore e
alpino nella valle dei walser.
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