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La storia
della rivista Autografo"
"Autografo"
nasce nel 1984 come quadrimestrale del Centro di ricerca
sulla tradizione manoscritta di autori moderni e
contemporanei dell’Università di Pavia, per desiderio di
un gruppo omogeneo di studiosi, affini anche se
appartenenti a diverse generazioni della scuola pavese,
di aprire il colloquio con scrittori e colleghi,
italiani e stranieri, riguardanti la cultura letteraria
del Novecento, con uno sguardo anche all’Ottocento.
Nella prima sezione dedicata ai "Saggi" si sono offerti
gli esiti di ricerche in cui si sono incontrate
filologia e critica letteraria. Nella sezione "Inediti e
rari" sono stati pubblicati preziosi testi poetici o
prosastici o epistolari presenti per lo più nel Fondo
pavese, inediti o editi in sedi non facilmente
raggiungibili (per esempio le lettere di Saba a Montale
o quelle di Dino Buzzati ad Arturo Brambilla o ancora
quelle di Comisso a Ferrieri, il Viaggio in Sardegna di
Vittorini, materiale narrativo di Guido Morselli). Al
Centro pavese è dedicata la sezione "Vetrina" che
contiene una prima descrizione di un particolare fondo
manoscritto d’autore, di cui si forniscono informazioni
e schede ad utilità di studiosi e frequentatori della
letteratura italiana moderna e contemporanea. Alla
sezione "Archivio della memoria" è stato affidato talora
il ricordo di un protagonista della cultura attraverso
la testimonianza di uno studioso o di uno scrittore (ad
esempio in memoria di Vittorio Sereni sono stati
pubblicati nel numero 9 due interventi di Lalla Romano e
di Attilio Bertolucci; per Roberto Longhi il ricordo è
stato redatto da Cesare Garboli nel numero 26); in
alcuni numeri si è presentata un’intervista a uno
scrittore o a un poeta (celebre l’intervista a Italo
Calvino a cura di Maria Corti uscita nel numero 6,
oppure quella a Jurij Lotman a cura di Lorenzo
Scacabarozzi ed Elena Kondràsina nel numero 24). Nella
rubrica di chiusa, "Margini", il cui titolo è metafora
assunta dallo stesso campo semantico del vocabolo
"Autografo", si sono alternate recensioni e interventi,
reputati significativi agli effetti della finalità della
rivista, su libri di attualità in ambito creativo,
saggistico e storico.
Dal 1994 la rivista è divenuta semestrale e, pur nel
rispetto della consolidata struttura del passato, ha
assunto una fisionomia più spiccatamente monotematica a
partire dal numero doppio dedicato allo scrittore
toscano Romano Bilenchi (ma già in passato erano usciti
due numeri di questo tipo rispettivamente su Vittorini e
sul critico d’arte Roberto Longhi).
Altra novità è stata l’introduzione di una nuova rubrica
intitolata "Notiziario" che, volendo dare maggior spazio
all’informazione, mira a dar conto una volta all’anno,
delle nuove acquisizioni del Fondo pavese, delle
manifestazioni promosse dal Centro e delle pubblicazioni
scaturite dalla ricerche condotte sui materiali
conservati nell’annesso archivio.
ELENCO DEI NUMERI USCITI
PRESSO INTERLINEA (dal 1997)
Autografo 34
(1997),
Viaggio tra gli autori del
Fondo Manoscritti
Autografo 35 (1997),
L'inquieta
cultura del Novecento
Autografo
36 (1998),
Suggestive voci di Pavese e
Calvino nel Fondo Manoscritti
Autografo
37 (1998),
Ipotesi su Morselli
Autografo
38 (1999),
La messinscena di scritto e
figurato
Autografo
39 (1999),
Il complesso e
ambiguo mondo delle traduzioni
Autografo 40
(2000),
Gioco di lingua e dialetto nel
Novecento
Autografo
41 (2000),
A Vanni
Scheiwiller: una sirena nell'editoria italiana.
Autografo
42 (2001),
Luci
intermittenti dai piccoli epistolari
Autografo
43 (2001),
Morte e
rinascita del dialetto: da Zanzotto ai novissimi
Autografo
44 (2002),
Maria Corti.
Congedi primi ed ultimi
Autografo 45 (2011),
La "scommemorazione". Giorgio
Manganelli a vent'anni dalla scomparsa |