Studi storici
Volumi di saggi e testi di cultura storica novarese: atti di convengni, ricerche, approfondimenti legati all'attività di enti, associazioni e sodalizi storci - Formato 17x24, copertina a colori
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Fausto Melloni, Il conte falegname. I primi venti anni della Pro Senectute e i venticinque anni del Centro Maderna

La Pro Senectute, la cui storia è ben delineata in queste pagine, non rappresenta certo l’ennesimo esperimento di assistenza al mondo degli anziani, come tanti ve ne erano (e ve ne sono) in Italia da ormai molto tempo. L’intento da cui è nata non era quello di fare qualcosa “per” gli anziani, ma piuttosto di fornire agli anziani gli strumenti per diventare protagonisti diretti del proprio destino, mettendoli in condizione di far emergere le proprie attitudini, magari quelle nascoste o rimaste inespresse a causa di urgenze maggiori, e di dare ad esse uno sbocco positivo, ponendole al servizio dell’intera comunità.
L’enorme mole di lavoro svolto da un numero ristretto di persone, appoggiate dal contributo di una schiera nutrita di volontari, la collaborazione con enti culturali altamente qualificati – facoltà e dipartimenti universitari e fondazioni illustri, in particolare – e il riconoscimento e il consenso avuto da organismi nazionali e internazionali sono la riprova della validità di una istituzione, che, con grande rigore, si proponeva di offrire uno stimolo a un modo diverso, umanamente più ricco e socialmente (persino economicamente) più efficace, di affrontare una questione – quella della “condizione anziana” – che è divenuta, negli ultimi decenni, sempre più rilevante e urgente. pp. 248, isbn 978-88-6857-122-1


Sant’Antonio Abate in diocesi di Novara. Storia, arte, devozione e tradizione

A cura di Franco Dessilani. Il volume che qui si presenta nasce dalla giornata di studio intitolata Intorno ad un affresco. Sant’Antonio Abate nel Novarese. La motivazione alla base della giornata risiede nella presenza, all’interno della chiesa romanica carpignanese di San Pietro in Castello, di un affresco rappresentante Sant’Antonio Abate, risalente alla fine del Trecento e, pertanto, considerato finora la testimonianza figurativa più antica di questo santo nel Novarese. Dopo un intervento (di Giancarlo Andenna) sulla bibliografia antoniana, gli studi di Elisabetta Filippini e Susanna Borlandelli approfondiscono rispettivamente la diffusione degli Antoniani in Lombardia occidentale e quella dell’iconografia del santo abate nella diocesi novarese. Agli aspetti agiografici e alle traslazioni delle reliquie del santo sono dedicati gli interventi di Dorino Tuniz e Damiano Pomi. Una ricognizione, quasi a tappeto, su tutto il territorio diocesano alla ricerca delle testimonianze cultuali legate a sant’Antonio Abate è stata invece compiuta da Damiano Pomi, da Stefano Della Sala e da chi scrive. Dorino Tuniz si occupa, inoltre, delle vicende della chiesa dei Santi Michele e Antonio Abate annessa all’Ospedale Maggiore di Novara. Due saggi, infine, toccano il tema degli animali nelle religioni (di Paolo Milani), del rapporto in particolare fra Sant’Antonio Abate e il mondo animale (di Fabrizio Cammelli) e della ripresa dell’antica tradizione della benedizione degli animali (Stefania Biaggi). pp. 224 + XVI, isbn 978-88-6857-120-7


Stefano Apostolo, «Novara resterà indimenticabile per ciascuno di noi». La battaglia del 23 marzo 1849 vissuta tra le linee austriache. Memorie, lettere, prose

Presentazione e note conclusive di Paolo Cirri. Nella storiografia italiana relativa agli avvenimenti bellici del Risorgimento le fonti del “nemico” non sono mai state prese in seria considerazione. Questo è vero particolarmente per l’avversario austriaco. Le notizie che vengono “dall’altra parte”, invece, sono molto interessanti: innanzitutto, perché completano le informazioni già a nostra disposizione e forniscono una visuale diversa degli avvenimenti. Poi, perché aggiungono fatti, episodi, situazioni che, senza magari sconvolgere l’interpretazione degli eventi, aiutano però a capirne meglio il senso; spesso, inoltre, rivelano fatterelli gustosi. Infine, le testimonianze dirette del “nemico” ce lo rendono molto più umano, più vicino a noi nei suoi sentimenti, nei suoi pensieri, nelle sue paure. Queste ultime considerazioni valgono particolarmente per la memorialistica e le lettere, di cui proprio si occupa in questo volume il giovane studioso Stefano Apostolo. La sua ricerca è una vera benedizione per gli studi sulla battaglia di Novara e, più in generale, sulle vicende del marzo 1849 e della fine della prima guerra d’Indipendenza. La perfetta conoscenza della lingua, propria di un germanista, insieme a solide nozioni storiche, gli hanno consentito di affrontare con ottimi risultati la non facile impresa di tradurre per la prima volta in italiano testi sovente scritti nel tedesco di oltre centocinquant’anni fa. Il tutto sapendo trasmettere perfettamente nella nostra lingua sensazioni, emozioni, carattere e soluzioni espressive dei diversi autori. Le introduzioni di Apostolo ai brani e i commenti sui contenuti sono sempre esaurienti ed equilibrate, senza mancare di qualche opportuno tocco di benevola ironia, segno di affetto per i soggetti delle sue analisi e di vera passione per la materia storica. pp. 200, serie “Studi sul 23 marzo 1849” 9, isbn 978-88-6857-086-6

Giovanni Baselli, Santa Maria alla Bicocca. Una chiesa di Novara tra arte, storia e fervore popolare

Con contributi di Simona Gavinelli e Pier Davide Guenzi, presentazione di Giancarlo Andenna e don Gianni Lategana. Santa Maria alla Bicocca nel suburbio di Novara è una chiesa che nella seconda metà dell’Ottocento molti italiani hanno conosciuto, perché essa appare in molti quadri che rappresentano gli episodi salienti della celebre battaglia di Novara, che il 23 marzo 1849 i Piemontesi, schierati da soli contro l’esercito austriaco comandato dal maresciallo Josef Radetzky, persero in modo drammatico. Questo volume ne ripercorre la storia, dalle antiche origini ai giorni nostri, con un ricco apparato iconografico a colori. pp. 308, isbn 978-88-6857-079-8


Giuseppe Sarasso, Paolo Viana, La risicoltura e la Grande Guerra

La definirono l’inutile strage. La Prima Guerra Mondiale fece sedici milioni di morti, nove sui campi di battaglia e sette tra i civili. Anche la risicoltura versò un pesantissimo tributo di sangue, ma sopravvisse: nel 1914 si estendeva su 146.100 ettari e restarono 138.400 nel 1918. Anni durissimi, nel corso dei quali i risicoltori italiani dimostrarono un’eccezionale reattività: adottarono tecniche colturali innovative, svilupparono alleanze ed esplorarono nuovi sbocchi commerciali, si scontrarono con la politica e pagarono i prezzi che andavano pagati, pur di restare fedeli alla propria storia e alla propria vocazione agricola. La Grande Guerra vista delle nostre risaie. pp. 104, isbn 978-88-6857-071-2


Salvatore Fiori, I Templari nel territorio novarese

A margine del settimo centenario della morte sul rogo del gran maestro dell'ordine templare Jacques de Molay viene pubblicata una sintesi di anni di ricerche sulla presenza templare nel territorio di Novara grazie a un'accurata e personale verifica dell'autore sui luoghi e sugli edifici studiati, in particolare Sant'Apollinare, San Genesio e Santa Maria della Masone. il volume è ampiamente illustrato e si rivela di grande interesse non soltanto per i molti lettori appassionati di letteratura sui Templari. pp. 104, isbn 978-88-6857-049-1


Giulia e Lorenzo Borelli, Franca e il lume della Cevola. La vita, la guerra, i partigiani

Introduzione di Giovanni A. Cerutti. Giulia e Lorenzo Borelli ci regalano un appassionato dialogo tra generazioni diverse indagando nella memoria della nonna e mamma Lanfranca Barbaglia, una donna semplice, generosa e coraggiosa, vissuta in cascina Cevola a Invorio dal 1926 al 1946, una donna che con il suo “lume” ha accolto i partigiani che cercavano rifugio ed è stata “lume” come catechista e come delegata della gioventù femminile dell’Azione Cattolica. Quest’opera arricchisce il patrimonio librario riguardante il fascismo e la Resistenza nei territori del Vergante, evidenziando svariati aspetti: il ruolo della donna nella Resistenza; uno spaccato di vita e delle tradizioni contadine; la scuola-educazione durante il fascismo; la descrizione della cascina Cevola e dei suoi tesori; i documenti e le testimonianze riguardanti la Resistenza invoriese con particolare attenzione all’eccidio di San Marcello del 28 marzo 1945. pp. 180, isbn 978-88-6857-033-0


Francesco Guicciardini, Storia d’Italia. La Novara rinascimentale

Scelta antologica nella lingua italiana di oggi a cura e con presentazione di Claudio Groppetti. Questo libro è un’antologia di brani riguardanti Novara, estratti dai venti libri della Storia d’Italia di Francesco Guicciardini. Nella Storia vi sono molti capitoli dedicati alla città che la vedono come protagonista principale, altri invece in cui Novara è sullo sfondo di eventi di altre città, per esempio Milano, ma la cui storia è comunque interconnessa con la vita dei novaresi. Poiché questo libro è rivolto al più ampio pubblico, le pagine del Guicciardini sono state trascritte in un linguaggio più accessibile al lettore moderno. pp. 184, isbn 978-88-6857-010-1


Fra Gioachino Uberti. Una vita umile sulle orme di Francesco d’Assisi

A cura di Dorino Tuniz. Nel primo anniversario della morte di fra Gioachino Uberti, vengono raccolte le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto e che hanno avuto modo di raccogliere il suo insegnamento, nel segno dell’umiltà francescana che ha caratterizzato tutta la sua vita. In tutti i luoghi in cui prestò servizio, fra Gioachino ottenne stima per il suo modo di operare e affetto per la carica umana che lo caratterizzava. Per tutti è stato un maestro di vita religiosa e un fratello a cui confidare pene e speranze, un silenzioso amico capace di accogliere sempre con partecipazione. Avvenimenti e momenti vissuti con lui, anche distanti ormai molti anni, hanno lasciato in un gran numero di persone profonde tracce e contribuito alla loro formazione umana e religiosa. Valgano le considerazioni scritte nel Numero unico del Gruppo ex chierichetti del 1972, curato da Otello Cerri: «In tutte queste nostre vicende troviamo sempre un personaggio che ha creato fiducia in noi stessi, lasciandoci lavorare senza farci violenza, al massimo spolverandoci con il cordone. In noi tutti sono familiari i suoi occhi severi e scrutatori, il suo incedere lento e controllato, ma soprattutto la fraterna partecipazione alle nostre tribolazioni e alle nostre felicità. Un punto fisso nella storia di tutte le persone sfilate nel tempo con le cotte da chierichetti nella comunità religiosa di Sant’Andrea». Con un album fotografico. pp. 88, isbn 978-88-6857-013-2


Trino e l'arte tipografica nel XVI secolo. Dal marchesato del Monferrato all'Europa al mondo

A cura di Magda Balboni. «Certamente enorme fu il contributo dato dai piemontesi all’arte tipografica ma, fra tutti, un posto speciale meritano i trinesi, che grazie alla loro intraprendenza e intelligenza resero famoso il nome di Trino in Italia e in Europa fino ad appartenere, oggi, al mondo intero. […]. Nella loro prima parte, questi atti presentano contributi volti a dare risposta alla domanda di fondo: perché proprio a Trino mise così forti radici e fiorirono l’arte tipografica ed editoriale, offrendo un panorama ampio sulla situazione geopolitica, sociale e culturale della Trino paleologa fra Quattro e Cinquecento, per accentrarsi poi su temi più strettamente inerenti gli editori e la loro attività e focalizzarsi infine sulla figura di Camillo Leone e la sua importante opera di raccoglitore di memorie del territorio, oltre che archeologiche anche cartacee: fra queste un posto di primo piano rivestono le oltre mille cinquecentine, molte delle quali esposte al pubblico in una bella mostra organizzata in concomitanza col convegno» (dalla presentazione di Magda Balboni, presidente dell'Associazione culturale "Le Grange"). pp. 208, isbn 978-88-8212-976-7


Marina Airoldi Tuniz, L'Hospitale di Santa Lucia. Un'istituzione novarese dal 1599 al servizio del disagio giovanile

Con saggi di Susanna Borlandelli e Giuseppina Marrella, introduzione di Gianno Colombo. Una giovane donna – immagine dell’inverno – che si riscalda al calore del fuoco: è uno dei quadri simboleggianti le quattro stagioni, oggi custodito presso la Comunità per minori Santa Lucia. La scelta di quest’immagine per la  copertina del libro non è casuale: il fuoco che riscalda la giovane e la luce che il medesimo irradia sul suo volto possono costituire l’immagine simbolica dello stile del lavoro e del cammino compiuto in questi quattrocento anni dell’Istituto, oggi Comunità per minori Santa Lucia. Oggi celebriamo i quattrocento anni di fondazione e i tempi sono cambiati, viviamo in una società complessa che, a proposito di lavoro educativo, domanda una grande passione, competenza e spirito di collaborazione. Credo tuttavia resti immutato, per chi è credente, l’orizzonte di fondo che guida il compito educativo: la convinzione cioè che educare è in realtà dare una mano a Dio, il vero educatore delle persone. pp. 310, isbn 978-88-8212-174-7


Aldo Toscano, Io mi sono salvato. L’olocausto del lago Maggiore e gli anni dell’internamento in Svizzera (1943-1945)

A cura di Sara Lorenzetti e Laura Toscano. Presentazione di Alberto Toscano, con un saggio introduttivo di Mauro Begozzi. Nei giorni immediatamente successivi all’armistizio, tra il 15 settembre e l’11 ottobre 1943, sulla sponda occidentale del lago Maggiore i soldati del primo battaglione SS del secondo reggimento della divisione corazzata Leibstandarte “Adolf Hitler” compirono uno dei più efferati eccidi di ebrei in territorio italiano. Ad oggi le vittime accertate sono 57, uomini, donne, vecchi e bambini, implacabilmente rintracciati e immediatamente sterminati.
I contorni della strage emersero in tutta la loro tragica evidenza, soltanto nel 1963, grazie all’indagine condotta da Gerhard Wiedmann sull’attività del capitano delle SS Theodor Saewceke. Prese avvio un’istruttoria giudiziaria che si concluse con un processo contro i maggiori responsabili dell’eccidio che venne celebrato nel 1968 a Osnabrück. Dopo 61 udienze e l’escussione di 180 testi, gli ufficiali vennero condannati all’ergastolo e i due sottoufficiali a pene minori. Nell’appello svoltosi il 17 aprile 1970, la corte suprema di Berlino li mandò assolti, con la stupefacente motivazione dell’avvenuta prescrizione dei termini.
Aldo Toscano, ebreo novarese nato nel 1907, dopo essere scampato all’eccidio rifugiandosi in Svizzera dove venne internato, fu il primo a dedicarsi alla ricostruzione storica di quegli avvenimenti, pubblicando il risultato delle sue ricerche nel 1993 su una rivista storica novarese. In occasione del settantesimo anniversario della strage e a vent’anni dalla morte di Toscano, si ripubblica lo studio insieme al diario che ricostruisce gli anni dell’internamento, rimasto inedito fino ad oggi.
Si tratta non solo di un omaggio alla figura di chi con tenacia per primo portò all’attenzione dell’opinione pubblica un episodio trascurato nella ricostruzione degli eventi della guerra nei nostri territori, ma di un contributo alla formazione della coscienza civile delle nuove generazioni. pp. 280, isbn 978-88-8212-922-4

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Come nascevamo? Dalle comari levatrici alle ostetriche. Storia e storie dalle sponde del lago Maggiore

A cura di Ornella Bertoldini. In Come nascevamo? è stato illustrato l’evolversi del ruolo della levatrice e dell’ostetrica esercitato da donne depositarie di un sapere antico spesso tramandato di madre in figlia, poi riconosciuto anche formalmente dalle istituzioni. La donna afferma se stessa nella maternità, ma l’evento è sostenuto, assistito dalle mani forti e delicate un tempo dalle comari poi dalle levatrici e infine dalle ostetriche: con esse la medicina ha iniziato a esprimersi al femminile sulle sponde del lago Maggiore. pp. 208, isbn 978-88-8212-909-5
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Mario Perotti, Don Giuseppe Rossi. Un prete martire per la sua gente

Nato a Varallo Pombia il 3 novembre del 1912 da Girolamo e da Angela De Ambrogio, venne introdotto nel popolo sacerdotale del Signore la domenica 10 novembre quando, nel Battesimo, rinacque come figlio di Dio con i nomi di Giuseppe e di Pietro. La sua esistenza lineare ebbe una svolta con l’ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1937, fu poi parroco di Castiglione Ossola sino alla tragica morte, subita dopo una giornata convulsa, iniziata con un attentato partigiano e continuata con la rappresaglia fascista. Don Rossi non fugge e si lascia arrestare per stare, in coerenza al suo ministero pastorale, tra gli ostaggi e rincuorarli, con la presenza e la parola. Liberato e quindi non considerato colpevole, viene poi prelevato per iniziativa di alcuni militi assetati di vendetta, e senza nessuna prova di colpevolezza e di condanna, barbaramente ucciso. Da quel giorno il nome di don Giuseppe viene ricordato come fulgido esempio di dedizione e associato a quanti hanno dato la vita per la patria, in quella che fu la resistenza. pp. 64, isbn 978-88-8212-903-3
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Fabrizio Fiaschini, Margherita, Alberto e Isabella. Ingressi trionfali a Pavia nel 1599

Premessa di Maria Ines Aliverti. Il lavoro di Fiaschini nasce nell’ambito di una ricerca sul viaggio italiano della regina di Spagna. L’entrata pavese di Margherita d’Austria mostra caratteristiche peculiari legate all’impegno rigoroso della élite aristocratica e delle sue istituzioni, università e accademie, nell’organizzare l’accoglienza. In considerazione dell’importanza politica dell’evento e della dignità della regale ospite, certo gli effimeri erano d’obbligo; ma soprattutto, secondo quel che ci mostra Fabrizio Fiaschini nel suo erudito e intelligente saggio, ciò che si rimarca è il progetto comunicativo organico e articolato volto a esaltare, tramite la produzione poetica e oratoria, la specifica qualità culturale della città.  pp. 144, isbn 978-88-8212-873-9
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Documenti sul Marzo 1849

La relazione di Carlo Cadorna sulla campagna del 1849 (di Paolo Cirri). Il carme “Pugna Ad Novariam” a cura di Pierangelo Ariatta e Franco Guerra. Luigi Broggi progettista dell’ossario della Bicocca (di Luigi Polo Friz). pp. 72, isbn 978-88-8212-848-7

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Varallo Pombia. Storia e memorie di una millenaria comunità

A cura di Doruno Tuniz. Testo. L’importante insediamento dell’Ovest Ticino, protagonista e testimone di significativi avvenimenti e trasformazioni di questa parte del territorio novarese nel corso dei secoli medievali e dell’età moderna, è oggetto di una ricerca e di una presentazione a più mani, che ne definiscono il profilo e ne tracciano le vicende storiche e artistiche. Dopo le pagine iniziali dedicate da Carlo Mazzella ai primi insediamenti umani e ai ritrovamenti archeologici, Franco Dessilani si concentra sulla istituzione della pieve e sulla diffusione del cristianesimo in quest’area ad ovest del Ticino. La chiesa di San Vincenzo è oggetto di una attenta analisi da parte di Simone Caldano: lo studioso, che ha già affrontato lo studio approfondito di altre chiese romaniche novaresi,  discute della struttura architettonica e delle decorazioni dell’edificio.  Il territorio e lo sviluppo del tessuto urbano, le vicende del feudo e dei feudatari di Varallo Pombia e della sua comunità parrocchiale sono affrontate da Maria Grazia Porzio, Gian Paolo Prinetti e Dorino Tuniz, mentre Salvatore Ussia traccia la vicenda di un singolare personaggio, Martino Paolo Nibbia, feudatario di Varallo ma soprattutto editore e commentatore della Divina Commedia. Marina Dell’Omo, Silvia Angiolini, Ivana Teruggi e Susanna Borlandelli prendono in esame gli edifici di culto e le decorazioni delle chiese del territorio, mentre Flavia Fiori studia i paramenti sacri conservati sul territorio della parrocchia. Dopo la presentazione di Roberta De Filippi dell’ambiente e della vita della frazione Cascinetta, Francesco Omodeo Zorini e Giuseppe Veronica ricordano alcuni episodi della guerra e della lotta di liberazione a Varallo, mentre Mario Perotti conclude il volume con un bel ritratto di un nobile figlio di Varallo, don Giuseppe Rossi, parroco di Castiglione d’Ossola, ucciso dai nazifascisti nel 1944. Chiude la pubblicazione un ricco apparato fotografico e cartografico. pp. 384, isbn 978-88-8212-845-6

varallopombia

Il Risorgimento vercellese e l’impronta di Cavour

A cura di Magda Balboni e Irene Gaddo. Testi di Raffaella Afferni, Renata Allìo, Carlo Barbero, Michela Barosio, Ombretta Bertolo, Luca Brusotto, Patrizia Carpo, Alberto Cavaglion, Irene Gaddo, Giorgio Giordano, Mario Guilla, Cinzia Joris, Cinzia Lacchia, Gianni Mentigazzi, Mario Ogliaro, Maria Caterina Perazzo, Paoletta Picco, Paolo Pomati, Anna Rosso, Marco Trisciuoglio, Cristina Vernizzi, Adriano Viarengo, Giuseppe Zaccaria. Una raccolta di saggi che, a centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, si accostano, con una rinnovata consapevolezza storica, a temi nuovi e consolidati riguardanti eventi e personaggi del Risorgimento in rapporto al territorio vercellese, a sua volta contraddistinto dalla contrapposizione tra città e campagna, immobilismo e innovazione. Nella convinzione che, come scrive Edoardo Tortarolo nell’Introduzione, «Centocinquant’anni sono molti: vale la pena di ricordarli non distrattamente e come per dovere (o far finta di dimenticarsene) ma con il senso della proporzione storica che rende significativo e utile parlare a ragion veduta del passato comune». pp. 360, isbn 978-88-8212-786-2
risorgimvercellese

Paola Piccoli, Simona Pruno Il castello e le mura di Novara. storia e progetti per una città fortezza tra il XVI e il XVII secolo

L’ambito centrale di questo saggio è la storia del castello e delle fortificazioni della città di Novara. Lo studio delle caratteristiche difensive della città dal Cinquecento fino all’epoca moderna vuole mostrare Novara nel suo aspetto più interessante, sottolineandone l’importanza come caposaldo militare e ulteriore esempio dello sviluppo della scienza bellica. È il baluardo l’elemento d’espressione delle fortificazioni “moderne”, che viene a sostituire la torre come rinforzo e collegamento di due tratti di cortina difensiva e viene sagomato per accogliere un maggior numero di pezzi d’artiglieria e dei relativi serventi. Le mura, per difendersi, diminuiscono la loro altezza e aumentano il loro spessore, offrendo così un bersaglio piuttosto scarso agli avversari e un più sicuro “assorbimento” dei colpi inferti. Ma la storia delle costruzioni delle mura non è solo la storia dell’evoluzione tecnica: è soprattutto la storia della città e dei suoi abitanti, la cui esistenza è sempre stata segnata da eventi costruttivi diversi e molteplici. pp. 96, isbn 978-88-8212-741-1

castello mura novara

I Sacri Monti di Varallo e Arona dal Borromeo al Bascapè

Angelo Luigi Stoppa, I quattro pellegrinaggi di san Carlo al Sacro Monte di Varallo; Pier Giorgio Longo, Il Sacro Monte di Varallo nella seconda metà del XVI secolo; Angelo Luigi Stoppa, Il Sacro Monte di Arona. Tradizione e innovazione del fenomeno dei Sacri Monti; Guido Gentile, Ideazione e realizzazione del Sacro Monte di Arona. Percorsi, edifici e immagini; Giuseppe Balosso, Geografia e storia del culto di san Carlo nella diocesi di Novara. pp. 216, isbn 88-86121-66-0 ESAURITO