Una Genova tra provincia ed Europa è la citta narrata nei diari inglesi e francesi di molti viaggiatori, addirittura periferico epicentro del Romanticismo inglese nel breve tempo del soggiorno di Byron, con altri autori da Mary Shelley a Lady Blessington. Ma la città della formazione di Mazzini (1815-31) e della fine dei giansenisti fu anche una officina della Reazione, non meno di Torino e Modena, quando anche il melodramma giocò la sua partita quale strumento di riverbero legittimista, come evidenzia il Bianca e Fernando di Bellini per l’inaugurazione del nuovo teatro intitolato al sovrano regnante Carlo Felice. Stefano Verdino racconta il progetto reazionario, la cultura della città, i suoi passaggi internazionali, il mondo dell’università, le polemiche culturali: un quadro tanto ricco e vario quanto inesplorato. pp. 196, isbn 978-88-8212-868-5
«Gli incontri che si fanno tra le pagine dei libri sono altrettanto importanti di quelli della vita. Spesso, anzi, sono più importanti». Lo testimonia uno scrittore come Sebastiano Vassalli che qui raccoglie testi introduttivi scritti in quasi mezzo secolo, dodici incontri di vita e letteratura: un campionario esemplare per capire che ci sono buoni e cattivi (o falsi) maestri. Al centro sta sempre il valore della parola: dalle lettere con cui l’apostolo Paolo costruisce la Chiesa a quelle di un altro uomo religioso che fa ancora discutere, don Milani, stanno libri entrati nella storia. Ecco una certa cultura occidentale negli antieroi Bouvard e Pécuchet di Flaubert, l’America di Malcolm X, le lettere dal carcere di «un grande italiano», Gramsci, la Sicilia di Dolci e Sciascia, la guerra al femminile di Renata Viganò, la lingua virtuosa di Céline, le prose scapigliate di Faldella e Ragazzoni, estremisti come il precursore della neoavanguardia Garrone e soprattutto come il poeta «fuori posto» Campana. Maestri o no? Per l’autore della Chimera «i veri maestri sono rari». Ma si trovano nei libri. pp. 120, isbn 978-88-8212-800-5
A cura di Orso Bugiani. «Nell’estate del 1994 Arrigo Bugiani era andato nel Chianti per passare in campagna le settimane più calde dell’anno, e lì morì. Per non perdere tempo, aveva portato con sé una busta di pelle con dentro un centinaio di fogli, metà scritti a macchina e metà già formattati, più qualche ritaglio di giornale. Era il manoscritto al quale lavorava da molti mesi, sapendo bene che sarebbe stato l’ultimo della sua vita quasi centenaria» scrive Orso Bugiani nel presentare questi Soprappensieri di uno scrittore editore unico nel suo genere grazie ai “Libretti di Mal’aria”: non pensieri distratti bensì meditazioni di testi scritti lungo tutta una vita e ripresentati qui al lettore in una sorta di testamento letterario: «Sommare i tempi / son centonovantanni. / La sposa ride / e io mai mi trattengo / di carezzarla in fronte». pp. 136, isbn 978-88-8212-793-0
A cura di Giosiana Carrara. Attraverso il suo Alfabeto e grazie ai contributi di alcuni dei suoi amici e colleghi, fra i quali spiccano importanti nomi della filosofia, della critica cinematografica e del giornalismo italiano, si vuole qui tracciare un profilo del filosofo Flavio Baroncelli dal quale emergano tanto l’attitudine critica e il talento artistico quanto la concretezza della persona, la carnalità dei tratti e l’inarrestabile tendenza alla provocazione istrionica e alla presa in giro: ovverosia, per seguire la lezione di Tatti Sanguineti, il raffinato esercizio del «menabelino». In sintesi, e con le parole del suo alter ego David L.H. Marlowe jr.: «La sua idea era che la filosofia poteva fare davvero qualcosa per l’umanità soprattutto perché sia per produrla che per consumarla (due attività divertentissime) si consumano molte ore/uomo e pochissimo petrolio». pp. 208, isbn 978-88-8212-819-7
A cura di Pietro Frassica. Oltre a cogliere la portata rivoluzionaria che l’azione del Futurismo ha avuto in un’Italia ancora avvolta nei primi anni del Novecento dai retaggi di una cultura tardoromantica, il volume approfondisce ruoli, funzioni, echi e contraddizioni maturati anche in altri Paesi. A dare un respiro internazionale è la volontà di sottolineare le risonanze che l’azione del movimento ha avuto nel corso della irripetibile stagione del Novecento artistico internazionale: dall’Italia all’Irlanda, alla Russia, alla Germania, alla Spagna, alla Grecia, al Belgio, ai Paesi balcanici, fino alle colonie portoghesi. Di questi Paesi sono evidenziati aspetti rimasti finora in ombra e, tuttavia, significativi per cogliere gli effetti prodotti dal Futurismo sia sulle ideologie, sia sulle tradizioni di altre culture. Alla prospettiva internazionale si aggiungono quella interculturale e quella interdisciplinare, in cui le ragioni dell’arte escono dai luoghi tradizionali per volare altrove. pp. 360, isbn 978-88-8212-821-0
«Un mestiere antico come il mondo, che risponde a una necessità degli esseri umani, a un loro bisogno fondamentale: quello di raccontarsi». Così uno dei maggiori scrittori contemporanei si racconta alla vigilia dei settant’anni in una lunga confessione-intervista: la sua difficile fanciullezza tra fascismo e Repubblica, la Milano degli anni universitari, la nascita delle passioni per l’arte e la letteratura, una drammatica storia matrimoniale, i primi lavori, gli anni dell’ideologia e del Gruppo 63, il Sessantotto, la scoperta delle storie da narrare. Sebastiano Vassalli parla anche di tv, religione e politica («L’Italia è due Paesi in uno. C’è il Paese Legale, che è sotto gli occhi di tutti, e c’è il Paese Sommerso, illegale, che tutti più o meno fanno finta di non vedere»), con un capitolo dedicato al «signor B.» («se non ci fosse stato lui, sarebbe arrivato un altro con un’altra iniziale, o forse addirittura con la stessa iniziale»). Alla fine la speranza è riposta nella letteratura, «vita che rimane impigliata in una trama di parole». pp. 148, isbn 978-88-8212-735-0