Lyra
Collana di poesia - Formato 12x16
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Alberto Nessi, Un sabato senza dolore

Con una nota di Fabio Pusterla. «Partire la mattina presto» è l’atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del Gran Premio Svizzero di Letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l’oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l’autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d’incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po’ come ballare il tango». pp. 120, isbn 978-88-6857-109-2


Katherine Larson, Le storie più mute

A cura di Pietro Federico, con una nota di Bryan Giemza. «Una volta credevo che la scienza si occupasse / solo di certezza. Più tardi ne ho riconosciuto il mistero» scrive Katherine Larson, biologa molecolare e rivelazione della poesia americana, qui per la prima volta in italiano. «Nel mio laboratorio le cellule immortali / di un tumore si dividono e dividono… / niente è sublime o lo è ogni cosa»: il suo modo di concepire l’esistenza nasce dalla consapevolezza di essere stati prima di tutto misteriosamente visti, e di esserlo stati insieme al più piccolo filo d’erba e al moto migratorio delle nuvole. Anche per questo nella Larson non si trova mai il tentativo di spiegare, perché «non esiste un linguaggio per questo, / per il modo in cui ti vedo quando splendi». Così questa nuova poesia a molti appare come il baluardo per la difesa della civiltà occidentale. pp. 128, isbn 978-88-6857-199-6


Gian Luca Favetto, Il viaggio della parola

«Nel tintinnare delle parole è la prova che la lingua cammina» scrive Gian Luca Favetto nel nuovo viaggio letterario che fa fare alle parole: è un itinerario dall’autore al lettore, da una scrivania di Torino alle strade di New York, nella consapevolezza che «l’alfabeto è l’immaginazione del mondo». Ogni testo in poesia è un passaggio, una svolta, un frammento del mosaico che compone il mondo dei libri, a partire dall’atto creativo di chi «semina le parole come briciole» usando un computer che «scrive a penna / anche il silenzio scrive / e non lo dice». In ogni momento (pure nel lavoro dell’editore che «rosicchia le parole… le fa sue in pasto al mondo») c’è un cuore che batte lungo questo viaggio ed è il tempo: «verrà porterà via il mio amore, / ho imparato e lo lascio andare». Così Favetto riesce a dare un’anima ai libri e alla scrittura perché in fondo «soltanto la parola custodisce». pp. 88, isbn 978-88-6857-100-9


Paul Valéry, Il cimitero marino

Con testo francese a fronte. A cura di Raul Capra. Con Claudel, Gide e Proust, Paul Valéry è stato uno dei massimi esponenti della letteratura francese della prima metà del secolo scorso. Il suo celebre Cimetière marin, uno dei vertici della lirica del novecento, accompagna il lettore in un percorso fitto di riferimenti simbolici e mitici, dalla contemplazione della morte, tra le tombe del cimitero di Sète, all’esaltazione della vita, seguendo il vento che si è alzato a muovere il mare. La traduzione di Raul Capra, che intende mantenere la struttura strofica e ritmica dell’originale, ma senza il vincolo illusorio e sviante delle rime, è preceduta da un’ampia introduzione che esamina le precedenti traduzioni italiane del cimitero marino, collocandole nell’ambito delle problematiche dell’odierna traduttologia. pp. 64, isbn 978-88-6857-088-0

Renato Pennisi, Pruvulazzu (Polvere)

Con una nota di Giovanni Tesio. Un poeta che «sente bene la rugosità del reale; che ne sa registrare le contraddizioni e le storture; che ne sa ascoltare le dissonanze; che sa riferirne senza convertire l’evidenza in grottesco, ma se mai in amarezza, e qualche volta in (mai retorica) indignazione», scrive Giovanni Tesio presentando questo itinerario di Renato Pennisi dentro una lingua siciliana che la narrativa odierna ci ha reso più vicina e simpatica. Il «pruvulazzu» del titolo è la polvere che talvolta nella vita come nelle città (non solo Catania) finisce per prevalere, tanto da ispirare un moto di protesta civile e provocazione di chi fa la sua parte con sacrifici («jastimi»): «Sciancata Italia, ntra sti strati / chini di scaffi e pruvulazzu / cchi fini ficiru deci anni / di jastimi? Stu silenziu / vulissi diri che semu tutti morti?» pp. 92, isbn 978-88-6857-091-0

Piera Oppezzo, Una lucida disperazione

A cura di Luciano Martinengo, presentazione di Giancarlo Majorino. «Il poetico è un equivoco che detta sentimenti equivoci» affermava piera oppezzo in una rara intervista degli anni settanta. Voce solitaria della poesia italiana contemporanea, si è identificata caparbiamente con una vocazione alla ricerca estrema che era già implicita in quelle parole. La sua poesia è un’esperienza impervia, un capogiro intellettuale, piacere raffinato per pochi. Una parabola di mezzo secolo, da percorrere e ripercorrere, meravigliando nella scoperta di un incessante rovello. Ma è proprio vero che nella vita «o si vive o si scrive»? pp. 216, isbn 978-88-6857-055-2

Giovanni Orelli, Accanto a te sul pavimento

Dove può arrivare e come si esprime l’amore di un nonno per il nipote, lo stupore rinnovato di una vita che nasce e cammina, ultimo e più grande lascito per il mondo? Lo vuole mostrare Giovanni Orelli, uno dei maggiori poeti svizzeri viventi, che dopo le Quartine per Francesco dedicate al nipote torna con una nuova raccolta poetica, ideale per chi vuole riflettere su coloro che muovono i primi passi verso il futuro: «il nostro destino mette radici cento anni prima di noi». pp. 144, isbn 978-88-8212-955-2


Chandra Livia Candiani, Bevendo il tè con i morti

Con una nota di Vivian Lamarque. Dall’autrice di uno dei più recenti casi editoriali di poesia con La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi) un libro originale: non sulla morte ma sui morti, su un mondo di ombre più vive dei vivi, fantasmi amici e compassionevoli, abitanti di un regno che è la patria della memoria e la compagnia dei solitari. Candiani ci consegna una doppia vista con un linguaggio che ammutolisce grazie a versi che hanno per interlocutore il silenzio. «Candiani vive in un suo pianeta, come il piccolo principe, cui molto assomiglia. Traduce testi buddhisti, recita, dipinge… molti suoi versi non vi usciranno più dal cuore e dalla mente» (Vivian Lamarque). pp. 120, isbn 978-88-6857-042-2


Franco Buffoni, O Germania NUOVA EDIZIONE

Nuova edizione con una nota di Helena Janeczek. Può la poesia aiutarci a capire qualcosa di più sull’Europa moderna, dove sembrano dominare solo sterili leggi economiche e l’unità di pensiero è ancora un miraggio? Lo crede Franco Buffoni, che dedica una riflessione in versi e prosa alla nazione oggi più potente del continente, rivelandone difetti nascosti ma anche pregi insospettabili, con riferimenti all’attualità, tra Merkel e Volkswagen: «Oggi che la Germania / non è più il mostro accucciato / che ho conosciuto nell’infanzia, / oggi che è tornata arrogante / e la sua / meticolosità nell’efficienza / mi appare per quel che è / – nevrosi da obbedienza – / io le ripeto: quieta, zitta, a cuccia. / già hai dato il meglio, non strafare». Annota Buffoni: «più delle mie parole valgano quelle dell’ex ministro degli esteri tedesco Fischer, che nel 2012, valutando l’atteggiamento del suo paese nei confronti dell’unione, sentenziò: “con queste politiche, e soprattutto con questo approccio solo economico-finanziario ai problemi politici, la Germania rischia di affossare l’intera Europa per la terza volta in un secolo”». Franco Buffoni in questo libro cerca dunque la sfida maggiore: quella di volgere lo sdegno in poesia. pp. 104, isbn 978-88-6857-075-0


Franco Buffoni, O Germania

Può la poesia aiutarci a capire qualcosa di più sull’Europa moderna, dove sembrano dominare solo sterili leggi economiche e l’unità di pensiero è ancora un miraggio? Lo crede Franco Bufffoni, che dedica una riflessione in versi e prosa alla nazione oggi più potente del continente, rivelandone difetti nascosti ma anche pregi insospettabili: «Oggi che la Germania / non è più il mostro accucciato / che ho conosciuto nell’infanzia, / oggi che è tornata arrogante / e la sua / meticolosità nell’efficienza / mi appare per quel che è / – nevrosi da obbedienza – / io le ripeto: quieta, zitta, a cuccia. / già hai dato il meglio, non strafare». Annota Buffoni: «Più delle mie parole valgano quelle dell’ex ministro degli esteri tedesco Fischer, che nel 2012, valutando l’atteggiamento del suo paese nei confronti dell’unione, sentenziò: “con queste politiche, e soprattutto con questo approccio solo economico-finanziario ai problemi politici, la Germania rischia di affossare l’intera Europa per la terza volta in un secolo”». Franco Buffoni in questo libro cerca dunque la sfida maggiore: quella di volgere lo sdegno in poesia. pp. 88, isbn 978-88-6857-020-0

 


Salvo Basso, Scriviriscriviri. Antologia 1979-2002

 

A cura di Renato Pennisi, presentazione di Giovanni Tesio. «Il fuoco di Salvo Basso è la poesia. Non dunque una finalità, ma una necessità» scrive Giovanni Tesio presentando la prima antologia del poeta siciliano curata con il titolo Scriviriscriviri da Renato Pennisi. L’autore catanese (Giarre 1963-Scordia 2002), appassionato di filosofia e animatore culturale e politico, è una vera scoperta letteraria grazie al suo linguaggio fulminante e corrosivo, spesso in dialetto, con un testo, «nun sacciu scriviri poesii bboni ppe concorsi», che resta il più esplicito documento di un ruolo di poeta laureato cui non ambisce, anche quando una malattia incurabile non gli lascia altre speranze. Perché per Salvo Basso «la poesia è fatta / di scale e scalette: / piano piano che / ti rompi l’osso del collo. // cosa dobbiamo fare, ci prepariamo? / sono pronto, la morte / può arrivare». pp. 104, isbn 978-88-8212-972-9


Tony Harrison, Afrodite del Mar Nero e altre nuove poesie

Traduzione e cura di Giovanni Greco. Working class poet. War poet. Angry poet. Poeta operaio. Poeta di guerra. Poeta arrabbiato. Sono alcune delle molte definizioni che la critica ha riservato a Tony Harrison in questi ultimi decenni. Il maggiore poeta inglese vivente, figlio della classe operaia e nutrito di cultura classica, raccoglie le sue poesie inedite più recenti in un libro provocatorio, confermando la tensione civile che lo contraddistingue, anche quando mescola i miti della classicità e le crisi in medio oriente: «sul mar nero… se le mie pietre radenti potessero continuare a saltare / arriverebbero in Georgia, sul Caspio, in Afghanistan...» pp. 96, isbn 978-88-6857-018-7


Luciano Erba, I miei poeti tradotti

Testi originali e traduzioni da Cendrars, Claudel, De Sponde, Frénaud, Gautier, Gunn, Hugo, Jacob, Machado, Michaux, Neruda, Ponge, Racine, Reverdy, Rodenbach, Saint-Amant, Swenson e Villon. A cura di Franco Buffoni. Le poesie amate e tradotte da uno dei maggiori autori italiani del Novecento sono raccolte nell’idea che «una traduzione di poesia è sempre destinata ad essere un’altra cosa» e per questo è un’esperienza da fare, anche come lettori. Luciano Erba ci accompagna in un viaggio lirico che passando per la Fiandra dei simbolisti attraversa l’oceano e i secoli, da Hugo e Claudel a Machado e Neruda, da Racine a Rodenbach, da Villon alla Swenson, facendoci scoprire mondi, sentimenti ed emozioni che, per citare Francis Ponge, appaiono «cristalli naturali». Grazie a queste traduzioni anche noi avvertiamo con lui la lucentezza di questi tesori e ci domandiamo: «perché alla vista dei cristalli ci sentiamo così repentinamente affascinati?» pp. 312, isbn 978-88-8212-832-6


Roberto Piumini, I silenziosi strumenti d’amore

Con una nota di Umberto Piersanti. Da un grande affabulatore un vero e proprio canzoniere amoroso, composto solo da sonetti che, pur nella forma chiusa della struttura metrica classica, raccontano con assoluta naturalezza un amore dei nostri giorni. La forza di questa poesia sta nell’avere assunto l’amore come totalità, come tema unico sul quale sono possibili infinite variazioni, ma mentre il sonetto antico non conosce un “eros” raccontato, piumini “racconta” tutta la fisicità dell’eros, e non lo distingue dalla contemplazione, dalla tenerezza e dall’amore... (Umberto Piersanti). pp. 120, isbn 978-88-8212-929-3


Titos Patrikios, Le parole nude. Antologia

Con testo greco a fronte. Traduzione e cura di Katerina Papatheu. Con un testo di Giuseppe Conte. Titos Patrikios, uno dei maggiori poeti europei attuali, nato ad atene nel 1928, ha partecipato alla resistenza, durante l’occupazione nazifascista, rischiando l’esecuzione, e alla guerra civile. mandato al confino durante i regimi di destra che si sono avvicendati fino al 1974, è sopravvissuto alla brutalità delle due guerre e della polizia e alle torture, grazie a una scrittura assidua, febbrile, incessante. è un poeta che s’interroga, e il suo verso è un sentiero ritmico che protrae quasi all’infinito il suo sentire, è un percorso della memoria che può riempire i vuoti della vita. «nessun verso oggi può rovesciare i regimi / […] / se non per sollevare un angolo di verità». a questo servono appunto i poeti, perché «a un certo momento scelgono, denunciano, sperano, / chiedono / […] / passando in rassegna le cose già accadute / la poesia cerca risposte / a domande non ancora fatte». edizione, con inediti, a cura di katerina papatheu, con una nota di Giuseppe Conte. pp. 128, isbn 978-88-8212-926-2
parolenude

Lambert Schlechter, All’opposto di ogni posto

A cura di Clemente Condello. Proponiamo qui la prima traduzione italiana di Lambert Schlechter, filosofo, poeta e scrittore lussemburghese, autore di primo piano della poesia francofona nel mondo e tradotto in diverse lingue. La forza della sua poesia è generata non solo dal carattere colloquiale, o dalla prosodia e dalla metrica ben curate, ma anche dal sapiente uso di una scrittura che arriva dal fondo dei secoli, e soprattutto da una grande cultura che si fa ancilla della poesia per esprimere con semplicità realtà complesse. Con i nostri classici, da Dante a Montale, Pavese e Alda Merini, Schlechter ha un dialogo che dura da sempre. A Montale ha dedicato una serie di poesie inedite scritte in tedesco nei primi anni ottanta e qui riproposte. pp. 144, isbn 978-88-8212-911-8
opposto

Pierre Lepori, Strade bianche

«L’inizio sicuro di un poeta nuovo» aveva definito Maurizio Cucchi il libro d’esordio dello svizzero Pierre Lepori, che riserva alla poesia la sua voce più lancinante. in questo libro sfilano i volti dei passanti, le emozioni di una performance coreografica, lo choc provato nell’incontro con l’architettura dello Jüdisches Museum di Berlino. In una lingua alta, percorsa da clangori e franamenti, Strade bianche tesse una fragile ma implacabile litania dei giorni, con un’attenzione spasmodica al linguaggio del corpo e alla poetica dei “tempi deboli” del cineasta francese Raymond Depardon, senza dimenticare l’angoscia di fronte a eventi quali l’esilio e la Shoah. la conferma di una voce nuova. pp. 120, isbn 978-88-8212-906-4

Giuseppe Langella, La bottega dei cammei. 39 profili di donna dalla A alla Z

«E par che sia una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare»: i versi di dante alighieri aprono un libro originalissimo dedicato alle donne. Citazioni dalla grande letteratura mondiale introducono brevi componimenti poetici di misura quasi epigrammatica: “cammei” con incisi volti femminili. C’era proprio bisogno di un altro catalogo delle donne, dopo quello scritto, temporibus illis, da Esiodo? Forse sì… pp. 64, isbn 978-88-8212-892-0
langellacammei

Guido Davico Bonino, Parole d’amore. 365 poesie per l’anno nuovo

Un libro-scrigno – che aduna l’effusione amorosa d’uomini e donne di cinque continenti –; un libro-talismano per la persona amata, il parente prediletto, il fido amico; un libro-viatico per tanti giovani, che non arrossiscono nel sentirsi coinvolti, giorno dopo giorno, nei tremori, nelle speranze, nelle illusioni d’amore, «quell’antico e crudelissimo Iddio…». pp. 304, isbn 978-88-8212-862-3
paroledamore

Ryszard Krynicki, Abitiamo attraverso la pelle

Traduzione di Francesca Fornari. Poesie con testo polacco a fronte. Quella di Krynicki, uno dei massimi poeti polacchi contemporanei, nato in un lager nel 1943 e ora importante editore, è una poesia di immagini epifaniche e illuminazioni, disseminata di riferimenti e omaggi ai suoi maestri – Celan, Herbert, Kafka, Schulz –, una poesia raffinata che non dimentica la nostra realtà di «frontiere e fili spinati», impegnata nella contestazione al regime e nella denuncia del linguaggio della propaganda. Forse la poesia, si chiede Krynicki, non salva i popoli, ma deve essere voce della coscienza, lasciare tracce nella realtà, esporsi al rischio di diventare «prigioniera politica». pp. 80, isbn 978-88-8212-880-7
krynickiabitiamo