Lyra
Collana di poesia - Formato 12x16
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Sebastiano Vassalli, Il millennio che muore. Un elogio del libro e della parola

Con appendice di testi, a cura di Roberto Cicala. Da un maestro della parola narrata l’elogio del libro e della parola nella storia del mondo in un’opera giovanile provocatoria ma anticipatrice e ancora attuale. La visione del «millennio che muore» segna la fine del movimento del sessantotto in letteratura e spezza l’onda della neoavanguardia cavalcata da Sebastiano Vassalli, travasando nella pagina le inquietudini politico-sociali di quegli anni attraverso furore linguistico e satira culturale. Tra poesia in prosa e gusto per gli aforismi, l’autore della chimera dimostra che «tutto nasce dalla parola» e la società è come un libro universale in cui «miliardi di parole hanno proiettato le loro illusioni» lungo un «millennio che muore» se, grazie alla letteratura, non si ripete «il miracolo delle parole che trattengono la vita». pp. 96, isbn 978-88-6857-157-3


Le cento più belle poesie d'amore italiane da Dante a De André. Antologia con illustrazioni d'arte NUOVA EDIZIONE

A cura di Guido Davico Bonino «E tu che con gli occhi di un altro colore / mi dici le stesse parole d’amore» canta De André in Amore che vieni amore che vai, inserita da Guido Davico Bonino in questa raccolta d’autore sul sentimento più intenso dell’uomo. Dalla donna stilnovista di Dante che «tanto gentile e tanto onesta pare» al «pianger d’amore» di foscoliana memoria, le cento più belle poesie d’amore qui raccolte dalla tradizione italiana cullano «le dolcezze amorose» e danno voce anche al momento dell’addio, come confessa Alda Merini dopo che «tu mi hai tutta predata vorticoso / come un vento selvaggio». Ma resta sempre l’illusione che «amore che fuggi da me tornerai». Con illustrazioni d’arte a colori. pp. 184 + XII, isbn 978-88-6857-159-7


Corrado Benigni, Tempo riflesso

Corrado Benigni riflette sul tempo delle nostre esistenze, quasi un «rarefarsi in forma di persone», in questo libro che è un tentativo di sottrarsi al flusso della vita e quindi di condensare il tempo. Lo stesso avviene con la fotografia, cui è dedicato un finale intenso tra invisibile e apparenze, perché – come spiega Walter Benjamin – «l’osservatore sente il bisogno irresistibile di cercare nell’immagine quella scintilla magari minima di caso, di hic et nunc, in cui, nell’essere in un certo modo in quell’attimo lontano, si annida ancora oggi il futuro». Infatti in una poesia avviene come «dentro una foto, il tempo inverte la prospettiva». E così si torna allo specchio delle parole, che «come suoni nelle pietre… nascondono / luoghi e cellule, respiri e ore contate / che dicono chi siamo». pp. 88, isbn 978-88-6857-158-0


Beppe Mariano, Attraversamenti. Poesia 2011-2017

«Attraversamenti di spazi, di tempi (di tempo), di vite: questo tocca al poeta. Attraversare esperienze (la propria esperienza inclusa) per testimoniarne l’orma, l’ombra, la traccia che sono le parole a segnare, a sostenere, nonostante la debolezza del loro naturale statuto. In questa raccolta di Beppe Mariano a parlare è la voce di un migrante, che pone immediatamente la domanda cruciale («mi sono salvato: perché io fra i tanti?»), che è poi la domanda di ogni salvezza, la domanda dei reduci, la domanda di chi scampa alla maledizione che altri subisce e che altri sommerge (e come non pensare ai Sommersi e i salvati di Primo Levi)» (dalla nota di Giovanni Tesio). pp. 116, isbn 978-88-6857-161-0


Faraj Bayrakdar, Specchi dell’assenza

Traduzione e cura di Elena Chiti. «La scrittura in carcere è stata un atto di resistenza» dichiara Faraj Bayrakdar, il poeta siriano che è stato arrestato più volte dal regime di Hafez Assad subendo il completo isolamento dal 1987 al 1993, senza carta né inchiostro per scrivere. In questa raccolta immagina specchi che «potevano / essere acqua pura / puro silenzio / o almeno puro pianto» ma le circostanze li hanno trasformati in «pietra / e il tintinnio del tempo e del luogo / aveva una macchia che somiglia a sangue». Eppure, anche nell’assenza dal mondo e nella crudezza della detenzione, il poeta pensa che «un uccello / basta / perché non cada il cielo». Con la stessa fede incrollabile nell’uomo e nella parola, Bayrakdar, rilasciato nel 2000 e residente in Svezia dal 2005, continua a scrivere e a lottare contro il regime degli Assad, per una Siria libera e democratica. Come scrive lui stesso nel 2015, in uno degli inediti che chiudono questo libro, «il suo senso di giustizia / gli dà un senso di forza / così non s’interroga mai / sul grado di debolezza / che affligge / il dittatore». pp. 120, isbn 978-88-6857-153-5


Maddalena Bergamin, L’ultima volta in Italia

«Chi ha detto che questo è il paese / del mare non sa delle nostre giornate / su tangenziali padane, della periferia / latina malmessa e delle grigie ore / che ci separano dalla vista del sole» scrive Maddalena Bergamin, giovane talento della parola, con uno sguardo lucido di «occhi che bruciano». L’autrice, che vive a Parigi, racconta in versi le stagioni, la vita e le passioni, tra attese e delusioni, con freschezza e originalità attraverso una «parola / che si ritorce e che cade / sui vetri rotti». È un libro su un’italia personale, lontana e interiore. pp 104, isbn 978-88-6857-128-3


Marco Corsi, Pronomi personali

Una promessa della poesia italiana secondo Franco Buffoni. In questa raccolta, che inaugura la serie “Lyra giovani”, i “pronomi” del titolo sono le immagini che ci avvolgono e che sono “personali” perché c’è la necessità di un soggetto forte, un “io” che vorrebbe diventare un io di tutti. Marco Corsi cerca di mettere insieme, con le parole, una piccola “ragione emotiva”, tra razionalità e ferita sentimentale, per permettere il passaggio a una dimensione più ampia di significato e di esistenza: «lavoriamo per giorni sopra le parole; da giorni lavoriamo silenziosi intorno al nero. […] disegniamo immagini nere e silenziose. Lavoriamo di silenzio e di nero. Un nero che sembra la notte». pp 128, isbn 978-88-6857-129-0


Alberto Nessi, Un sabato senza dolore

Con una nota di Fabio Pusterla. «Partire la mattina presto» è l’atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del Gran Premio Svizzero di Letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l’oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l’autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d’incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po’ come ballare il tango». pp. 120, isbn 978-88-6857-109-2


Katherine Larson, Le storie più mute

A cura di Pietro Federico, con una nota di Bryan Giemza. «Una volta credevo che la scienza si occupasse / solo di certezza. Più tardi ne ho riconosciuto il mistero» scrive Katherine Larson, biologa molecolare e rivelazione della poesia americana, qui per la prima volta in italiano. «Nel mio laboratorio le cellule immortali / di un tumore si dividono e dividono… / niente è sublime o lo è ogni cosa»: il suo modo di concepire l’esistenza nasce dalla consapevolezza di essere stati prima di tutto misteriosamente visti, e di esserlo stati insieme al più piccolo filo d’erba e al moto migratorio delle nuvole. Anche per questo nella Larson non si trova mai il tentativo di spiegare, perché «non esiste un linguaggio per questo, / per il modo in cui ti vedo quando splendi». Così questa nuova poesia a molti appare come il baluardo per la difesa della civiltà occidentale. pp. 128, isbn 978-88-6857-199-6


Gian Luca Favetto, Il viaggio della parola

«Nel tintinnare delle parole è la prova che la lingua cammina» scrive Gian Luca Favetto nel nuovo viaggio letterario che fa fare alle parole: è un itinerario dall’autore al lettore, da una scrivania di Torino alle strade di New York, nella consapevolezza che «l’alfabeto è l’immaginazione del mondo». Ogni testo in poesia è un passaggio, una svolta, un frammento del mosaico che compone il mondo dei libri, a partire dall’atto creativo di chi «semina le parole come briciole» usando un computer che «scrive a penna / anche il silenzio scrive / e non lo dice». In ogni momento (pure nel lavoro dell’editore che «rosicchia le parole… le fa sue in pasto al mondo») c’è un cuore che batte lungo questo viaggio ed è il tempo: «verrà porterà via il mio amore, / ho imparato e lo lascio andare». Così Favetto riesce a dare un’anima ai libri e alla scrittura perché in fondo «soltanto la parola custodisce». pp. 88, isbn 978-88-6857-100-9


Paul Valéry, Il cimitero marino

Con testo francese a fronte. A cura di Raul Capra. Con Claudel, Gide e Proust, Paul Valéry è stato uno dei massimi esponenti della letteratura francese della prima metà del secolo scorso. Il suo celebre Cimetière marin, uno dei vertici della lirica del novecento, accompagna il lettore in un percorso fitto di riferimenti simbolici e mitici, dalla contemplazione della morte, tra le tombe del cimitero di Sète, all’esaltazione della vita, seguendo il vento che si è alzato a muovere il mare. La traduzione di Raul Capra, che intende mantenere la struttura strofica e ritmica dell’originale, ma senza il vincolo illusorio e sviante delle rime, è preceduta da un’ampia introduzione che esamina le precedenti traduzioni italiane del cimitero marino, collocandole nell’ambito delle problematiche dell’odierna traduttologia. pp. 64, isbn 978-88-6857-088-0

Renato Pennisi, Pruvulazzu (Polvere)

Con una nota di Giovanni Tesio. Un poeta che «sente bene la rugosità del reale; che ne sa registrare le contraddizioni e le storture; che ne sa ascoltare le dissonanze; che sa riferirne senza convertire l’evidenza in grottesco, ma se mai in amarezza, e qualche volta in (mai retorica) indignazione», scrive Giovanni Tesio presentando questo itinerario di Renato Pennisi dentro una lingua siciliana che la narrativa odierna ci ha reso più vicina e simpatica. Il «pruvulazzu» del titolo è la polvere che talvolta nella vita come nelle città (non solo Catania) finisce per prevalere, tanto da ispirare un moto di protesta civile e provocazione di chi fa la sua parte con sacrifici («jastimi»): «Sciancata Italia, ntra sti strati / chini di scaffi e pruvulazzu / cchi fini ficiru deci anni / di jastimi? Stu silenziu / vulissi diri che semu tutti morti?» pp. 92, isbn 978-88-6857-091-0

Piera Oppezzo, Una lucida disperazione

A cura di Luciano Martinengo, presentazione di Giancarlo Majorino. «Il poetico è un equivoco che detta sentimenti equivoci» affermava piera oppezzo in una rara intervista degli anni settanta. Voce solitaria della poesia italiana contemporanea, si è identificata caparbiamente con una vocazione alla ricerca estrema che era già implicita in quelle parole. La sua poesia è un’esperienza impervia, un capogiro intellettuale, piacere raffinato per pochi. Una parabola di mezzo secolo, da percorrere e ripercorrere, meravigliando nella scoperta di un incessante rovello. Ma è proprio vero che nella vita «o si vive o si scrive»? pp. 216, isbn 978-88-6857-055-2

Giovanni Orelli, Accanto a te sul pavimento

Dove può arrivare e come si esprime l’amore di un nonno per il nipote, lo stupore rinnovato di una vita che nasce e cammina, ultimo e più grande lascito per il mondo? Lo vuole mostrare Giovanni Orelli, uno dei maggiori poeti svizzeri viventi, che dopo le Quartine per Francesco dedicate al nipote torna con una nuova raccolta poetica, ideale per chi vuole riflettere su coloro che muovono i primi passi verso il futuro: «il nostro destino mette radici cento anni prima di noi». pp. 144, isbn 978-88-8212-955-2


Chandra Livia Candiani, Bevendo il tè con i morti

Con una nota di Vivian Lamarque. Dall’autrice di uno dei più recenti casi editoriali di poesia con La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi) un libro originale: non sulla morte ma sui morti, su un mondo di ombre più vive dei vivi, fantasmi amici e compassionevoli, abitanti di un regno che è la patria della memoria e la compagnia dei solitari. Candiani ci consegna una doppia vista con un linguaggio che ammutolisce grazie a versi che hanno per interlocutore il silenzio. «Candiani vive in un suo pianeta, come il piccolo principe, cui molto assomiglia. Traduce testi buddhisti, recita, dipinge… molti suoi versi non vi usciranno più dal cuore e dalla mente» (Vivian Lamarque). pp. 120, isbn 978-88-6857-042-2


Franco Buffoni, O Germania NUOVA EDIZIONE

Nuova edizione con una nota di Helena Janeczek. Può la poesia aiutarci a capire qualcosa di più sull’Europa moderna, dove sembrano dominare solo sterili leggi economiche e l’unità di pensiero è ancora un miraggio? Lo crede Franco Buffoni, che dedica una riflessione in versi e prosa alla nazione oggi più potente del continente, rivelandone difetti nascosti ma anche pregi insospettabili, con riferimenti all’attualità, tra Merkel e Volkswagen: «Oggi che la Germania / non è più il mostro accucciato / che ho conosciuto nell’infanzia, / oggi che è tornata arrogante / e la sua / meticolosità nell’efficienza / mi appare per quel che è / – nevrosi da obbedienza – / io le ripeto: quieta, zitta, a cuccia. / già hai dato il meglio, non strafare». Annota Buffoni: «più delle mie parole valgano quelle dell’ex ministro degli esteri tedesco Fischer, che nel 2012, valutando l’atteggiamento del suo paese nei confronti dell’unione, sentenziò: “con queste politiche, e soprattutto con questo approccio solo economico-finanziario ai problemi politici, la Germania rischia di affossare l’intera Europa per la terza volta in un secolo”». Franco Buffoni in questo libro cerca dunque la sfida maggiore: quella di volgere lo sdegno in poesia. pp. 104, isbn 978-88-6857-075-0


Franco Buffoni, O Germania

Può la poesia aiutarci a capire qualcosa di più sull’Europa moderna, dove sembrano dominare solo sterili leggi economiche e l’unità di pensiero è ancora un miraggio? Lo crede Franco Bufffoni, che dedica una riflessione in versi e prosa alla nazione oggi più potente del continente, rivelandone difetti nascosti ma anche pregi insospettabili: «Oggi che la Germania / non è più il mostro accucciato / che ho conosciuto nell’infanzia, / oggi che è tornata arrogante / e la sua / meticolosità nell’efficienza / mi appare per quel che è / – nevrosi da obbedienza – / io le ripeto: quieta, zitta, a cuccia. / già hai dato il meglio, non strafare». Annota Buffoni: «Più delle mie parole valgano quelle dell’ex ministro degli esteri tedesco Fischer, che nel 2012, valutando l’atteggiamento del suo paese nei confronti dell’unione, sentenziò: “con queste politiche, e soprattutto con questo approccio solo economico-finanziario ai problemi politici, la Germania rischia di affossare l’intera Europa per la terza volta in un secolo”». Franco Buffoni in questo libro cerca dunque la sfida maggiore: quella di volgere lo sdegno in poesia. pp. 88, isbn 978-88-6857-020-0

 


Salvo Basso, Scriviriscriviri. Antologia 1979-2002

 

A cura di Renato Pennisi, presentazione di Giovanni Tesio. «Il fuoco di Salvo Basso è la poesia. Non dunque una finalità, ma una necessità» scrive Giovanni Tesio presentando la prima antologia del poeta siciliano curata con il titolo Scriviriscriviri da Renato Pennisi. L’autore catanese (Giarre 1963-Scordia 2002), appassionato di filosofia e animatore culturale e politico, è una vera scoperta letteraria grazie al suo linguaggio fulminante e corrosivo, spesso in dialetto, con un testo, «nun sacciu scriviri poesii bboni ppe concorsi», che resta il più esplicito documento di un ruolo di poeta laureato cui non ambisce, anche quando una malattia incurabile non gli lascia altre speranze. Perché per Salvo Basso «la poesia è fatta / di scale e scalette: / piano piano che / ti rompi l’osso del collo. // cosa dobbiamo fare, ci prepariamo? / sono pronto, la morte / può arrivare». pp. 104, isbn 978-88-8212-972-9


Tony Harrison, Afrodite del Mar Nero e altre nuove poesie

Traduzione e cura di Giovanni Greco. Working class poet. War poet. Angry poet. Poeta operaio. Poeta di guerra. Poeta arrabbiato. Sono alcune delle molte definizioni che la critica ha riservato a Tony Harrison in questi ultimi decenni. Il maggiore poeta inglese vivente, figlio della classe operaia e nutrito di cultura classica, raccoglie le sue poesie inedite più recenti in un libro provocatorio, confermando la tensione civile che lo contraddistingue, anche quando mescola i miti della classicità e le crisi in medio oriente: «sul mar nero… se le mie pietre radenti potessero continuare a saltare / arriverebbero in Georgia, sul Caspio, in Afghanistan...» pp. 96, isbn 978-88-6857-018-7


Luciano Erba, I miei poeti tradotti

Testi originali e traduzioni da Cendrars, Claudel, De Sponde, Frénaud, Gautier, Gunn, Hugo, Jacob, Machado, Michaux, Neruda, Ponge, Racine, Reverdy, Rodenbach, Saint-Amant, Swenson e Villon. A cura di Franco Buffoni. Le poesie amate e tradotte da uno dei maggiori autori italiani del Novecento sono raccolte nell’idea che «una traduzione di poesia è sempre destinata ad essere un’altra cosa» e per questo è un’esperienza da fare, anche come lettori. Luciano Erba ci accompagna in un viaggio lirico che passando per la Fiandra dei simbolisti attraversa l’oceano e i secoli, da Hugo e Claudel a Machado e Neruda, da Racine a Rodenbach, da Villon alla Swenson, facendoci scoprire mondi, sentimenti ed emozioni che, per citare Francis Ponge, appaiono «cristalli naturali». Grazie a queste traduzioni anche noi avvertiamo con lui la lucentezza di questi tesori e ci domandiamo: «perché alla vista dei cristalli ci sentiamo così repentinamente affascinati?» pp. 312, isbn 978-88-8212-832-6