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Giuseppe Langella, La bottega dei cammei. 39 profili di donna dalla A alla Z

«E par che sia una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare»: i versi di dante alighieri aprono un libro originalissimo dedicato alle donne. Citazioni dalla grande letteratura mondiale introducono brevi componimenti poetici di misura quasi epigrammatica: “cammei” con incisi volti femminili. C’era proprio bisogno di un altro catalogo delle donne, dopo quello scritto, temporibus illis, da Esiodo? Forse sì… pp. 64, isbn 978-88-8212-892-0
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Guido Davico Bonino, Parole d’amore. 365 poesie per l’anno nuovo

Un libro-scrigno – che aduna l’effusione amorosa d’uomini e donne di cinque continenti –; un libro-talismano per la persona amata, il parente prediletto, il fido amico; un libro-viatico per tanti giovani, che non arrossiscono nel sentirsi coinvolti, giorno dopo giorno, nei tremori, nelle speranze, nelle illusioni d’amore, «quell’antico e crudelissimo Iddio…». pp. 304, isbn 978-88-8212-862-3
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Ryszard Krynicki, Abitiamo attraverso la pelle

Traduzione di Francesca Fornari. Poesie con testo polacco a fronte. Quella di Krynicki, uno dei massimi poeti polacchi contemporanei, nato in un lager nel 1943 e ora importante editore, è una poesia di immagini epifaniche e illuminazioni, disseminata di riferimenti e omaggi ai suoi maestri – Celan, Herbert, Kafka, Schulz –, una poesia raffinata che non dimentica la nostra realtà di «frontiere e fili spinati», impegnata nella contestazione al regime e nella denuncia del linguaggio della propaganda. Forse la poesia, si chiede Krynicki, non salva i popoli, ma deve essere voce della coscienza, lasciare tracce nella realtà, esporsi al rischio di diventare «prigioniera politica». pp. 80, isbn 978-88-8212-880-7
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Corrado Benigni, Tribunale della mente

La giustizia vista con gli occhi di un poeta. Una lotta costante tra cuore e cervello, il primo a dettare la sua sapienza, l’antica sapientia cordis, che tutto già sa e prevede: le colpe etiche degli incolpevoli, le riserve mentali degli innocenti, le attenuanti dei colpevoli. Il secondo a dettare norme, compulsare codici, prevedere l’evoluzione delle dottrine, dal diritto naturale al diritto positivo al relativismo giuridico. Il tutto in poesia, in forma precisa e sapiente – avendo l’autore profondamente introiettato le più alte lezioni poetiche novecentesche – e riuscendo a riviverle come alimento per una poetica propria, originale e accattivante. pp. 88, isbn 978-88-8212-856-2

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Camillo Pennati, Paesaggi del silenzio con figura

«L’opera di Pennati si può anche leggere come uno dei tentativi di sottrarsi alla crisi novecentesca del discorso poetico e alla destrutturazione dell’oggetto che di quella crisi era il dato più eminente e vistoso; è comunque un tentativo condotto con un impiego di strategia linguistica e di sapienza stilistica davvero inusitata, una competenza e un gusto lessicale che non lasciano margine a dubbi» (Giorgio Linguaglossa). pp. 192, isbn 978-88-8212-836-4

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Paola Loreto, In quota

Un’originale raccolta di poesie dedicate alla montagna: all’incontro con il suo corpo fisico e con la presenza che sembra animarla, ai suoi paesaggi naturali e umani. «Si fa presto a dire montagna, e a scrivere di vette cieli e nevi incantate, ma per passare dalla retorica alla poesia serve verità, ed è un mestiere difficile. La salita verso la cima è fatta di luci e ombre, felicità e ansia, incanto e delusione. Proprio come la vita vera, e i suoi misteri» (Enrico Camanni). pp. 112, isbn 978-88-8212-834-0

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Franco Loi, I niül

Nota di Stefano Verdino. Franco Loi, superato il traguardo degli ottant’anni, rivive il profondo legame con la sua città, Milano, e con un’Italia in crisi, con la consapevolezza del disagio dell’uomo contemporaneo ma anche con una indistruttibile speranza nel futuro: «Ah Italia scunda, che nissün pö vêd, / Italia che laura e se despera, / Italia sensa gloria e sensa mêd, / tèra d’un diu scundü sensa paüra, / mì te cunussi e cerchi el giüss del crêd / che tègn insèma i gent denter la scüra» (Ah Italia nascosta, che nessuno può vedere, / Italia che lavora e si dispera, / Italia senza gloria e senza possedimenti, / terra d’un dio nascosto senza paura, / io ti conosco e cerco il succo del credere / che tiene insieme le genti dentro l’oscurità). pp. 64, isbn 978-88-8212-833-3

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Maria Luisa Spaziani, Giovanna d’Arco. Romanzo popolare in sei canti in ottave e un epilog

Con un testo di Gesualdo Bufalino. «M’innamorai di Giovanna d’Arco quando avevo dodici anni, l’età delle sue prime visioni […]. Per passioni storiche e letterarie (forse anche umane?) che mi abbiano invasa dopo l’adolescenza, nessuna è paragonabile per intensità o durata alla passione che mi ha ispirato Giovanna. è un personaggio anomalo, una santa con la spada in mano, una poesia in azione, una creatura di straordinaria e totale maturità». La Musa di Montale, ma ancor più poetessa in proprio, tanto apprezzata dal premio Nobel e dall’intera critica contemporanea, attraverso la vicenda esemplare della pulzella d’Orleans ci suggerisce che «forse un angelo parla a tutti, eppure / in quel supremo momento pochi ascoltano». pp. 112, isbn 978-88-8212-796-1

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Renato Pennisi, La notte

Presentazione di Giovanni Tesio. La raccolta di un poeta che, come scrive Giovanni Tesio, «si muove con circospezione e discrezione, quasi in punta di sé, restio a voce grossa, tanto affilato di parola quanto rotto di fiato» e che, attraverso la scrittura poetica, manda «richiami al sentimento di una presenza-assenza, di una unità spezzata, segni ed emblemi di una cesura – di una spaccatura – che è esistenziale», di un io «rotto e straniato» che qui si inscena. pp. 88, isbn 978-88-8212-769-5
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Lo stato poetico

Con sculture di Marco Nereo Rotelli e note di Lucrezia Lerro e Annamaria Orsini. In occasione della 54a esposizione internazionale d’arte la Biennale di Venezia, l’artista Marco Nereo Rotelli ha impresso nella pietra alcuni versi di molte e tra le più significative voci della nostra poesia d’oggi. La concisione e la sintesi dei loro testi è il modo migliore per significare con semplicità il valore insostituibile della parola poetica. Testi di Antonella Anedda, Maria Attanasio, Pier Luigi Bacchini, Gemma Bracco, Tiziano Broggiato, Roberto Carifi, Patrizia Cavalli, Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Claudio Damiani, Tomaso Kemeny, Vivian Lamarque, Lucrezia Lerro, Franco Loi, Giancarlo Majorino, Roberto Mussapi, Loretto Rafanelli, Antonio Riccardi, Davide Rondoni, Edoardo Sanguineti, Mario Santagostini, Maria Luisa Spaziani, Gian Mario Villalta, Cesare Viviani, Valentino Zeichen, Andrea Zanzotto, Sergio Zavoli. pp. 64, isbn 978-88-8212-806-7
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Poeti innamorati. Da Guittone a Raboni

A cura di Patrizia Valduga.
«“Fuoco di paglia è amore di poeta, / perciò è vorace, ed è così fugace”. Questo dice Attila József: l’amore dei poeti è come l’amore degli adolescenti, che vogliono essere quello che non sono, che vogliono che gli altri siano quello che non sono, che vogliono dare l’amore a chi non lo vuole, che perdono l’amore appena lo possiedono, che se ne stancano appena lo conquistano, che pensano di poter davvero possedere una persona, davvero conoscerla interamente e definitivamente»: così scrive Patrizia Valduga, una delle poetesse più note per i suoi versi d’amore, introducendo questa originale antologia sui poeti innamorati, da Guittone d’Arezzo fino a Giovanni Raboni. pp. 96, isbn 978-88-8212-755-8

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Francesco Granatiero, La chiéve de l’úrte

Con una nota di Giovanni Tesio. La chiéve de l’úrte è un’immagine in cui si condensa tutto il valore più altamente evocativo della poesia di Francesco Granatiero: la capacità di disserrare – attraverso l’arte poetica – la porta di un recinto che è anche un mondo “altro”. «C’è l’idea dell’orto chiuso, di un recinto che da sempre abitano creature silenti e divinità disturbate, evocando misteri e risvegliando inquietudini, animando incanti e scatenando paure. E poi c’è l’enigma della chiave che dovrebbe aprirlo, svelandone gli arcani. Ma questa chiave – come ci avvisa il componimento proemiale, La chiéve – è nascosta sotto la cenere, e chi ne sa il segreto dorme, e non lo si può svegliare» (Giovanni Tesio). pp. 128, isbn 978-88-8212-758-9

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Matteo Munaretto, Arde nel verde

Presentazione di Fernando Bandini. Una lingua capace di cantare. Quella – sembra dirci Arde nel verde – di cui ha bisogno la poesia, la sua lingua originaria e fedele, «che non abdica all’umano». La cercano questi versi, nati in un vento leggero, di rosmarino e di magnolie; ne cercano la limpidezza, la misura, la musica per inseguire «sempre lei, la bellezza». Ecco la parola decisiva, quasi tutt’una con l’altra, che precede e continua oltre i testi, lo stupore. Uno sguardo incantato e nuziale sull’esistente. Si fondono qui qualcosa di una lezione tra Luzi e Saba, un senso classico della poesia, e qualcos’altro ancora di non definibile, una freschezza, un «tremore», come dice Bandini nella Prefazione, che fanno il fascino di questo libretto. un esordio promettente. pp. 64, isbn 978-88-8212-729-9

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Le cento più belle poesie d'amore italiane da Dante a De André. Antologia con illustrazioni d'arte

A cura di Guido Davico Bonino. "E tu che con gli occhi di un altro colore / mi dici le stesse parole d'amore" canta De André in Amore che vieni amore che vai, inserita da Guido Davico Bonino in questa raccolta d'autore sul sentimento più intenso dell'uomo. Dalla donna stilnovista di Dante che "tanto gentile e tanto onesta pare" al "pianger d'amore" di foscoliana memoria, le cento più belle poesie d'amore qui raccolte dalla tradizione italiana cullano "le dolcezze amorose" e danno voce anche al momento dell'addio, come confessa Alda Merini dopo che "tu mi hai tutta predata vorticoso / come un vento selvaggio". Ma resta sempre l'illusione che "amore che fuggi da me tornerai". Con illustrazioni d'arte a colori. Pp. 184, isbn 978-88-8212-709-1
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Evgenij Evtushenko, Condannato all'immortalità. Piccola antologia con inediti

A cura di Evelina Pascucci. Due scritti autobiografici e una piccola antologia di poesie di un mito vivente della poesia mondiale. Dalle riflessioni su Solzenicyn ("condannato all'immortalità") ai ricordi personali del soggiorno a Cuba, quando "la pace era appesa a un sottile capello… della calvizie di Nikita Chruscev". Con testi dedicati ai suoi amori, ai suoi ideali, alla poesia "come spionaggio", ma anche a Fellini e ai Beatles, con una poesia inedita senza retorica e molta autoironia: "Arriverò nel Ventunesimo secolo / e riconoscerò tutte le mie amate predilette / in sembianze di nonnine regalmente aggraziate". Un poeta che continua a stupire, parlando anche ai giovani. pp. 80, isbn 978-88-8212-663-6

Islam Samhan, A chi porti la rosa?

Con testo arabo a fronte, a cura di Valentina Colombo. Per la prima volta viene tradotto il libro sottoposto a fatwa di Islam Samhan, il poeta giordano condannato a morte "per aver viaggiato nelle metafore", come scrive Valentina Colombo, che qui lo propone in italia con il testo originale a fronte: "il labbro inferiore è più bello del viso / di un dio / che si pavoneggia della sua saggezza". In questo libro uno dei più promettenti poeti del mondo arabo contemporaneo ha scritto poesie d'amore che talvolta ricordano e ricalcano alcune sure del corano o si rivolgono a Dio stesso: per questo Samhan è stato incarcerato e messo sotto processo. "A chi porti la rosa? / la tua innamorata verrà portata via dal bombardamento di qui a poco / diventerà una manciata di polvere / non rischiare la vita in nome dell'amore!" pp. 96, isbn 978-88-8212-687-2

Lawrence Ferlinghetti, Americus. I-IV

Poesie con testo inglese a fronte. A cura di Massimo Bacigalupo. Americus è "parte documentario, parte pubblica conversazione intima, parte personale epopea, una non-poesia, una poesia non declamata, una storia banale, una invenzione reale, lirica e politica": così definisce l'opera lo stesso autore, Ferlinghetti, che combina frammenti di canzoni con parole che parlano di amore e di odio, da Lotte Lenya fino all'ultimo cantante soul. Questo libro è una "chiamata per il risveglio", nella grande tradizione da Whitman a Ezra Pound; Ferlinghetti viaggia attraverso i nostri paesaggi letterari e politici, passati e presenti, per creare un'autobiografia della coscienza americana. Pp. 104, isbn 978-88-8212-661-2

Bella Achmadùlina, Lo giuro. Antologia poetica

Poesie con testo russo a fronte. A cura di Serena Vitale, con due scritti di Sebastiano Grasso e Giovanni Perrino. Presentiamo qui una scelta di liriche di Bella Achmadùlina, l'affascinante poetessa di cui molti giovani sovietici custodiscono la fotografia e si protestano innamorati, la ribelle dai capelli rossi che con la sua opera poetica, ma anche con le sue vicende sentimentali, ha avuto sempre un enorme successo, figura rappresentativa del fenomeno tipicamente sovietico del divismo letterario grazie al quale gli scampoli di libertà che a volte trapelano dalle liriche dei più arditi bardi conferiscono ai loro versi un'eccitante aura di proibito. Di Bella Achmadùlina Marc Slonim ha scritto: "La sua voce ha una tale purezza di tono, una tale ricchezza di timbro, una tale originalità di dizione che se continuerà così potrà prendere il posto di Anna Achmàtova, la quale alla fine della sua vita è stata riconosciuta come la più grande poetessa russa contemporanea". Pp. 100, isbn 978-88-8212-651-3

Tommaso Grossi, Poesie milanesi

Nuova edizione rivista e accresciuta a cura di Aurelio Sargenti. Per un'immersione nella cultura romantica non c'è di meglio dell'amico di Carlo Porta e Alessandro Manzoni, il Tommaso Grossi autore di poesie in dialetto tra cui la Prineide, da Stendhal definita "la maggiore satira che mai la letteratura abbia prodotto nell'ultimo secolo". Questo volume a cura di Aurelio Sargenti ripropone, con l'aggiunta di un inedito, tutte le opere del poeta lombardo, nella volontà di riaffermarne l'importanza all'interno del contesto storico e letterario del romanticismo. Pp. 324, isbn 978-88-8212-621-6

Gian Luca Favetto, Mappamondi e corsari

Un libro di poesia può essere un mappamondo di città e di sguardi se l'autore è un viaggiatore che crede che il "tempo quieto della poesia / è cielo chilometri attimi". Ma Gian Luca Favetto non osserva soltanto: nella concretezza delle sue parole pregnanti e calde palpita l'azione della vita e del tempo (la stessa azione che è passione per lo sport in un'originale sezione tra "dribbling" e "cento metri"). La scrittura, "corsara" anche nel segno di Pasolini, mette così in gioco una molteplicità di "io" protagonisti di un viaggiare che è vivere, sperimentare, interrogarsi, costruire il mondo con i frammenti dei luoghi visti. "Ogni passo è il nome che soltanto il tempo dice" ma alla fine occorre che ci riporti a casa, sebbene per il poeta "non ha capolinea lo sguardo". pp. 96, isbn 978-88-8212-662-9