Gli aironi
Temi e autori legati al territorio (non solo novarese). Testi di narrativa, saggistica e poesia, anche dialettale. - Formato 13x21, copertina a colori
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Carlo Alberto Carutti, Boom. Gli oggetti del miracolo economico tra vita, passione e lavoro

Presentazione di Andrea Kerbaker. I ricordi di un testimone del boom economico, uno dei molti italiani che hanno costruito il Paese collaborando con i grandi nomi dell’imprenditoria degli anni sessanta – Guzzi, Garelli, Fiat, Zoppas, Ignis, Zanussi e tanti altri –, sono rivolti ai giovani di oggi, perché siano fonte di energia positiva, di coraggio e fiducia, di ottimismo per cominciare da zero, nonostante le difficoltà del nostro tempo. Carlo Alberto Carutti ha vissuto i migliori anni del boom economico. Le tappe del suo racconto, fatto di incontri e di grande passione per il lavoro, si concretizzano negli oggetti che hanno cambiato il modo di vivere di una nazione: dalla bottiglia della Coca-cola al motore del Mosquito, dalle lampade fluorescenti alla motofalciatrice, dal frigorifero alla lavatrice, dal registratore Geloso al televisore, dalle brugole alle cerniere per mobili. Sono prodotti che hanno costellato vita e lavoro dell’autore, ingegnere appassionato di musica e arte, ma anche profondo conoscitore delle tecnologie più avanzate necessarie nei processi produttivi di maggior resa e qualità. pp. 320, isbn 978-88-6857-005-7


Umberto Gualdoni, Rina Musso. Maestra di carità

La maestra Musso è uno dei grandi novaresi del Novecento con un’esistenza completamente spesa nella carità presso quei bisognosi che la chiamavano “zia Rina”: i ragazzi orfani del Dominioni, i carcerati, le ragazze madri e gli emarginati a cavallo dell’ultima guerra, quando fu attiva nella Resistenza, anche a rischio della propria vita. Presente in molti gruppi cattolici d’impegno sociale, dalla San Vincenzo all’Oftal, Rina Del Ponte Musso, donna minuta e al tempo stesso forte, ha ricevuto la medaglia d’oro al valore civile dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che l’ha ricordata come «maestra che ha insegnato la verità e ha scelto la libertà». pp. 48, isbn 978-88-6857-098-9

Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia

Prefazione di Augusto Ferrari. A tre anni dalla morte, prendendo spunto da una foto di famiglia, l’autore intesse un dialogo immaginario con il proprio padre, ripercorrendo i sentieri della memoria che si addentrano nella relazione tra padre e figlio, in un continuo alternarsi di pubblico e privato. I luoghi della memoria sono quelli della Romentino del secondo Novecento, piccolo comune della periferia novarese di cui Giovanni Ferrari è stato dapprima sindaco per oltre un quarto di secolo e poi protagonista di numerose iniziative di volontariato a favore dei più deboli. Sullo sfondo, lo scenario di un’epoca che non c’è più, in cui il simbolo del padre aveva la capacità di coagulare energie nella vita sociale e politica, permettendo di credere in un futuro che potesse superare il presente. Ne emerge il ritratto di un uomo che con la capacità di ascolto continuo delle esigenze della gente, la fiducia nei valori e la passione per l’impegno civile, nella cornice del cattolicesimo democratico del dopoguerra, ha segnato una famiglia e un paese. Anche la malattia degli ultimi anni, nella rilettura del figlio, non acquista tanto il sapore della perdita, ma diventa lente di ingrandimento delle qualità umane del padre. pp. 140, isbn 978-88-6857-094-1

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me

Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società. pp 144, isbn 978-88-6857-080-4

Pietro Mattachini, Mons. Carlo Giani. Storia di quarant’anni a Mezzomerico

Uomo di chiesa dal forte carisma, negli oltre quarant’anni della sua permanenza nella comunità di Mezzomerico monsignor Carlo Giani ha saputo influenzare gli animi della popolazione di quel tempo anche dal punto di vista politico, sociale e culturale, lasciando impronte ancora oggi tangibili. La sua genialità, la straor­dinaria abilità nel campo della rabdomanzia e della radiestesia hanno dato luce e rinomanza alla sua terra al di fuori della sua splendida cornice naturale. Lo ricorda Dante Graziosi nella Topolino amaranto: «Con quel mago non c’era da scherzare e mentre eravamo soli, guardandomi attorno per evitare occhi indiscreti, gli chiesi anch’io di passarmi in rassegna con quel suo apparecchio infernale». pp. 128 + XVI, isbn 978-88-6857-076-7


Dorino Tuniz, Carlo Bascapè. un vescovo sulle orme di san Carlo

Il più celebre vescovo di Novara dopo il patrono san Gaudenzio è Carlo Bascapè. Già segretario di san Carlo Borromeo, di cui è il primo biografo, giunge a Novara in piena Controriforma alla fine del Cinquecento, visitando dalla Bassa alle vallate alpine l’intera diocesi poi descritta minuziosamente nella Novara sacra, il suo capolavoro, pietra miliare della storiografia novarese in cui tra l’altro parla di luoghi, usi e costumi. Bascapè è attento alla pastorale ma anche all’arte, riorganizzando il Sacro Monte di Varallo e progettando quello di Orta. Dichiarato “venerabile” nel 2005, la sua figura è entrata nel celebre romanzo La chimera di Sebastiano Vassalli che lo descrive «magrissimo, con la pelle del colore della cera, la barba grigia…» Conoscere la sua figura significa comprendere meglio Novara e la sua diocesi, nell’idea che «chi parla della Chiesa non può tacere della città». pp. 48, € 5, isbn 978-88-6857-046-0


Aldo Del Monte, La croce sui girasoli. Diario di un cappellano militare sul fronte russo

«C’è un campo di girasoli, poi c’è un’altura sempre battuta dal vento; ecco, appena a valle, c’è il cimitero» ricorda il cappellano militare Aldo Del Monte nel suo tragico diario della ritirata di Russia durante l’ultima guerra, uno dei più intensi della nostra letteratura accanto al Sergente nella neve di Rigoni Stern e alle Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi. Al giovane reduce, rimasto ferito gravemente, un medico prescrive di consegnare alla scrittura l’angoscia di quell’esperienza nel «vallone della morte», per tentare di liberarsene. E lo pubblica pochi mesi dopo la fine della guerra. Don Aldo, nato a Montù Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia del secondo conflitto mondiale, sarà amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento del Concilio Vaticano II; si spegnerà nel 2005 nel paese di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore e riposa nel cimitero dell’abbazia benedettina sull’isola di San Giulio, al centro del vicino lago d’Orta. In questo libro ci fa comprendere perché «gli uomini hanno avuto paura di quell’ora che batteva sulla steppa» dove su molti di quei settantacinquemila morti ora «veglia una croce gigantesca levata sui girasoli» condividendo con noi, ieri come oggi, «lo sforzo di trovare – anche in mezzo alla burrasca – qualche raggio di luce».
«C’è un campo di girasoli, poi c’è un’altura sempre battuta dal vento; ecco, appena a valle, c’è il cimitero» ricorda il cappellano militare Aldo Del Monte nel suo tragico diario della campagna di Russia durante l’ultima guerra, uno dei più intensi della nostra letteratura, accanto al Sergente nella neve di Rigoni Stern e alle Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi. Al giovane reduce, rimasto ferito gravemente, un medico prescrive di consegnare alla scrittura l’angoscia del ricordo di quell’esperienza nel «vallone della morte», per tentare di liberarsene. Lo stesso dottore, pochi mesi dopo la Liberazione, decide di pubblicare quei venti quaderni e tra i primi lettori c’è un amico cappellano della ritirata dell’Armir, don Carlo Gnocchi, che scrive di getto una lettera commossa all’autore, qui riprodotta. Don Aldo, nato a Montù Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia della seconda guerra mondiale, con una sensibilità letteraria e una profondità spirituale distillate nello stile di questo «giornale intimo» di guerra, che è ancora oggi una lettura forte, sarà amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento catechistico dopo il Concilio Vaticano II; si spegnerà nel 2005 sul poggio di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore, ospite negli ultimi anni di Mariella Enoc, e riposa ora nel cimitero dell’abbazia benedettina sull’isola di San Giulio, al centro del vicino lago d’Orta.
Nel suo diario, ora ripubblicato a settant’anni dalla fine delle guerra e dalla prima edizione e nel centenario della nascita dell’autore, si comprende perché «gli uomini hanno avuto paura di quell’ora che batteva sulla steppa» e perché, mentre l’inverno si faceva opprimente, «i sopravvissuti si chiamavano per nome ma i più erano già freddi, come la neve, come la steppa». Del Monte ci accompagna sulle rive del Don, dove su molti di quei settantacinquemila morti ora «veglia una croce gigantesca levata sui girasoli» condividendo con noi, ieri come oggi, «lo sforzo di trovare – anche in mezzo alla burrasca – qualche raggio di luce». pp. 256, isbn 978-88-6857-036-1


Diego Boca, Alessandro Antonelli. Un protagonista dell'architettura

«Chi è quel matto che sta facendo la cupola di San Gaudenzio a Novara?» si chiese nel 1863 un gruppo di architetti riuniti a Firenze. «Quel matto sono io» rispose il sessantacinquenne Alessandro Antonelli, dimostrando ai colleghi quella grinta, unita a un’inarrivabile capacità di convincimento, che ha reso grande l’autore della Mole Antonelliana di Torino, di Casa Bossi a Novara (il «cuore di pietra» narrato da Vassalli) e di altre opere neoclassiche, dal santuario di Boca a Villa Caccia a Romagnano Sesia. Questo libro racconta vita e imprese di colui che ha lasciato a Novara la cupola in mattoni più alta al mondo. pp. 48, isbn 978-88-6857-040-8


Carlo Alberto Carutti, Viaggio ad Arles

La felicità piena e irragionevole riservata forse ad ogni vita s’incontra in queste pagine nella storia di un personaggio il cui nome non è casuale, Felicita. L’autore di questo esordio narrativo a novant’anni s’immedesima nell’adolescenza di povertà, soprusi, solitudini e fragilità della donna, nel suo «crescere all’affanno» e nella volontà di resistere, testarda, conservando la fierezza e imparando a non aspettarsi niente dagli altri. Anche quando Felicita incontra l’amore di un avvocato milanese appassionato di arte e di Van Gogh, il suo sogno si scontra con la realtà. E nel momento in cui è l’uomo ad aver bisogno di lei e tutti sono messi davanti alle scelte più difficili, lei diviene testimone, quando meno se lo sarebbe aspettato, di un atto d’amorevole generosità. Arriva però da un’altra persona con una dignità che quasi senza saperlo cambia il modo di guardare la vita. pp. 180, isbn 978-88-6857-008-8


Giovanni Pieri, Giacomo Fauser. La passione per la ricerca scientifica e per il bene dell’umanità

Giacomo Fauser è una figura di spicco dell’industria chimica italiana moderna. Come geniale inventore ha rotto il monopolio tedesco sulla tecnologia di produzione dell’ammoniaca, base indispensabile per l’industria dei fertilizzanti, alla cui diffusione su scala mondiale ha contribuito in modo determinante, con vantaggi sulla vita di miliardi di persone. La città di Novara ha ricevuto benefici diretti dall’attività di Fauser in termini di posti di lavoro, nel polo chimico che Fauser ha creato, e in termini di cultura chimica diffusa, tuttora presente e viva con punte di eccellenza. pp. 48, isbn 978-88-8212-958-3


Benito Mazzi, Il falsario sognatore. Un bohémien di provincia

Che cosa spinge Pier, giovane di Masera, paesino della piemontese valle Ossola, a tralasciare gli studi per il richiamo delle vie del mondo? Che cosa lo porterà in Francia, Inghilterra, Svizzera, tra cinema, belle donne, auto sportive e gioco d’azzardo, per poi ritornare nella propria valle, con il nome di Pierre Benson Bruss, detto “il falsario”? In questo nuovo romanzo Benito Mazzi dà un’ulteriore prova della sua abilità di narrare un piccolo mondo alpino di frontiera, da sempre terra ricca di personaggi dotati, come il protagonista del romanzo, di un misto tra ingegno, furbizia, sete d’ignoto e di avventura. pp. 248, isbn 978-88-8212-964-4


Paolo Cirri, Giuseppe Prina, il genio delle Finanze di Napoleone

Giuseppe Prina è più conosciuto per la sua proverbiale drammatica fine che per quello che fece nella sua vita. Eppure fu un uomo dotato di grandissima intelligenza, di eccezionali capacità e di una volontà ferrea: Ministro delle Finanze prima del Regno di Sardegna (a soli trentadue anni), poi della Nazione piemontese, quindi della Repubblica italiana e del Regno italico; in grado di risanare i bilanci di tutti questi Stati, di sconfiggere corruzione, concussione, evasione fiscale, contrabbando e di impostare un sistema di tassazione efficace, ma equo; attento a creare le condizioni per lo sviluppo dell’economia, dell’industria e del ceto medio; apprezzatissimo da Napoleone, che lo volle ininterrottamente al suo servizio dal 1802 al 1814. La sua integrità, l’onestà, l’azione decisa senza remore e condizionamenti, la vicinanza a Napoleone gli attirarono l’odio di personaggi influenti, che decretarono la sua morte e la cancellazione del suo ricordo. La lezione di Prina, invece, andrebbe ben studiata anche oggi. pp. 48, isbn 978-88-8212-961-1


Carlo Banfi, Il bracconiere di Livigno

Dalla pianura milanese un gruppo di giovani amici va in vacanza estiva a Livigno, zona franca al confine con la Svizzera, dove, fra cacciatori di frodo dal cuore d’oro e imprenditori senza scrupoli, intraprendono un percorso di riscoperta del proprio io, dell’amore e della storia della propria terra. Un romanzo che fa sorridere e commuovere, inducendo a riflettere sulla società del nostro passato contadino che non c’è più, ma al tempo stesso a guardare con fiducia giovanile al futuro. Affiora comunque la consapevolezza dell’imprevedibile scacco in agguato. pp. 192, isbn 978-88-8212-962-0


Giovanni Silengo, Racconti di frontiera

Il confine tra Piemonte e Svizzera e la periferia torinese sono gli orizzonti di quattro brevi Racconti di frontiera. Giovanni Silengo (una vita tra gli archivi e poi l’esordio nel 2004 con Il fattore della Graziosa) fa riassaporare il clima e gli stati d’animo di un mondo ormai scomparso, quello degli anni cinquanta del secondo dopoguerra del nordovest italiano: episodi di vita visti e conosciuti nella loro umanità semplice e per questo vera. pp. 112, isbn 978-88-8212-950-7


Silvia Benatti, La Marchesa Colombi. Una scrittrice nella Novara dell’Ottocento

Nata nel cuore della Novara dell’800, La Marchesa Colombi è un’autrice ancora oggi ristampata, letta, apprezzata e studiata, anche all’estero: dopo la riscoperta da parte di Italo Calvino molte sono le traduzioni recenti del suo romanzo più noto, Un matrimonio in provincia, e le varie riedizioni in Italia delle sue opere meglio riuscite, mentre In risaia già nell’Ottocento fu tradotto in inglese, francese e tedesco. Maria Antonietta Torriani, questo il suo vero nome, trascorse l’infanzia e la prima giovinezza vivendo nel centro storico della città. Sfuggendo al cliché consueto per l’epoca che voleva la donna maritata o zitella in famiglia o tutt’al più monaca, con grande spirito di indipendenza, ancora giovane, si trasferì a Milano, si impegnò nella sensibilizzazione verso la condizione femminile e divenne giornalista e scrittrice. Fu amica di Giosue Carducci e nel 1875 sposò Eugenio Torelli Viollier, fondatore del “Corriere della Sera”, di cui fu la prima firma femminile. Ambientò a Novara alcune delle sue opere più lette restando per anni un’intellettuale di primo piano (autrice tra l’altro del galateo più diffuso, La gente per bene), finché, separatasi dal marito, nei primi anni del Novecento si defilò dagli ambienti letterari e condusse una vita appartata dopo essersi trasferita a Torino, dove si spense nel 1920. pp. 48, isbn 978-88-8212-949-1


Mario Giarda, Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito

Il 24 novembre 1956 moriva, in una sciagura aerea a Orly, Guido Cantelli, il giovane musicista novarese che da una settimana appena era stato nominato direttore stabile dell’orchestra del Teatro alla Scala. Milano e il mondo intero perdevano, in quella notte piovosa, il successore di Toscanini e De Sabata e, insieme, il maestro "dei tempi nuovi" (come lo definì Massimo Mila, forse il maggiore musicologo italiano), osannato in vita nei teatri d’Europa e d’America e considerato oggi dalla critica uno dei direttori più significativi del Novecento. Quando morì, Cantelli aveva solo trentasei anni e ancora tanta strada, tanti concerti, tanti successi davanti a sè. Sappiamo bene che la storia non si fa con i se e con i ma, per cui è ozioso domandarsi che cosa sarebbe diventato se fosse vissuto più a lungo, come per esempio i quasi coetanei Bernstein, Giulini, Sawallish o lo stesso Karajan, che era di una dozzina d’anni più anziano. Ugualmente, però, è difficile scrollarsi di dosso una sensazione di ingiustizia e di amarezza per quella bacchetta spezzata così brutalmente… pp. 48, isbn 978-88-8212-735-0


Mauro Begozzi, Lisàndar. Sandro Bermani: il sindaco poeta

Poeta, musicista, avvocato, sportivo, tifoso, buongustaio, pittore, giornalista, militante e dirigente politico, amico, esempio e, su tutto, novarese tra i novaresi. Sandro Bermani (Novara 1906-1979) socialista “sentimentale” e lombardiano, è stato il più amato sindaco della città, senatore della Repubblica e deputato al Parlamento Europeo nei faticosi anni della ricostruzione. Rappresentante speciale di un secolo sconvolgente, innamorato della sua terra e dei suoi concittadini, ne ha cantato in lingua e in dialetto, col nome di Lisàndar, storia, costumi, uomini, donne, vizi e virtù. pp. 48, isbn 978-88-8212-942-2


Maurizio Leigheb, Figli della luna. Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea

Questa narrazione è anche un caso antropologico. Racconta in prima persona la vera storia di una straordinaria sopravvivenza umana: il popolo dei Pigmei Fa che vive in una sperduta valle sui monti della Nuova Guinea indonesiana. Sono uomini e donne destinati a soccombere e forse a scomparire per sempre all’arrivo degli invasori stranieri. L’etnologo Leigheb viene a contatto con loro subendo il profondo fascino dei luoghi e dell’esistenza isolata e “primitiva” delle comunità indigene fino a raccogliere il loro racconto, che mescola la realtà con la potenza creativa del sogno e la magia. Al di là delle avvincenti vicende narrate, il libro adombra anche problematiche e conflitti di natura universale come la costante lotta tra il Bene e il Male e l’osservazione di comportamenti, sentimenti e pulsioni. Un fantastico viaggio nel tempo e nell’evoluzione dell’uomo. Pp. 224, isbn 978-88-8212-920-0

Simona Arrigoni, Vicino al cuore

Con testi di Paolo Zani e Pamela Bergamo. Vicino al cuore è il legame tra una donna di trent’anni e la nonna ultranovantenne, la storia di un destino che non ferma il tempo e richiede scelte fatte con la testa e con il cuore. Un romanzo a due voci. Il presente è narrato da un giovane medico veterinario con una carriera avviata e la sofferenza profonda dei genitori assenti, un’adolescenza segnata dalla solitudine e troppe verità nascoste. Il passato è narrato dall’anziana che ha saputo prenderla tra le braccia senza mai lasciarla. Una vicenda di gesti e presenze che sono il lessico familiare che tutti conoscono. Quando ami non servono troppe parole. L’essenziale racchiude tutto: «Avrò cura di te, sempre» è la promessa che Vittoria fa alla nonna quando rischia di perderla a causa della rottura del femore. E fa una scelta inevitabile, difficile, rivoluzionaria, in un luogo che è proprio lì, vicino al cuore. Questo romanzo, ambientato tra Milano e Novara, tra Lombardia e Marche, è l’esordio di Simona Arrigoni, giornalista, conduttrice televisiva di 7Gold, dove si occupa in modo particolare di politiche sociali annodando un filo diretto quotidiano con i cittadini attraverso la trasmissione Aria Pulita. Al termine del romanzo un utile vademecum sull’assistenza e sui diritti dei nonni. pp. 176, isbn 978-88-8212-934-7

Antonella Mecenero, La roccia nel cuore

Sul lago d’Orta una piccola comunità è sconvolta dal suicidio di un adolescente. Due sole persone dubitano che le cose siano proprio come sembrano: un compagno del ragazzo morto e il nuovo parroco del paese. Due opposti modi di vedere il mondo stretti in un’inedita alleanza per svelare un mistero che va infittendosi quando nella basilica vicina sparisce il teschio di un santo. Sulle orme di Fred Vargas, un romanzo d’esordio con qualche tono di giallo dove le digressioni contano quanto gli indizi. Dove la descrizione della realtà, nei suoi risvolti di attualità sociale, si mescola all’immaginario in una geografia costruita tanto su luoghi reali fedelmente descritti quanto sulle loro leggende. pp. 180, isbn 978-88-8212-904-0
meceneroroccia