Al di là degli eventi che passano, le Carte durano, ciascuna con la minuscola storia e vivono in quella che Borges chiama la nostra “quarta dimensione, la memoria”. E quando anche noi ce ne andremo, loro le Carte resteranno lì e non sapranno mai che noi non ci siamo più
 (Maria Corti, Ombre dal Fondo)

 

Dal 1997 Interlinea pubblica la rivista di letteratura di inediti e rari fondata da Maria Corti “Autografo”, promossa dal Centro Manoscritti di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia. La rivista è caratterizzata da numeri monografici sui maggiori problemi e autori del Novecento letterario italiano. Il nuovo direttore è Maria Antonietta Grignani affiancata da Angelo Stella, mentre fanno parte del comitato scientifico Franco Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Giuseppe Polimeni e Carla Riccardi.


La Corti era particolarmente fiera della creazione del Fondo manoscritti di autori moderni e contemporanei presso l' Università di Pavia. Questo Fondo, formato in origine di lasciti e donazioni di scrittori, si è poi allargato anche ad autori classici come il Foscolo, ed è ora una delle più consistenti raccolte di stesure autografe, bozze corrette, corrispondenze di scrittori italiani degli ultimi due secoli. Ma è anche diventato subito un' officina in cui si studiano geneticamente opere importanti della nostra letteratura, specie contemporanea, o si affrontano problemi biografici. Credo però che il capolavoro della Corti sia stato il suo insegnamento: per la sua capacità di comunicare non solo sul piano metodologico, ma su quello umano. Maestra e madre, per tanti allievi. Oggi la piangono un' infinità di suoi discepoli, dalle scuole secondarie, da cui prese il volo, alle università. Sono centinaia e centinaia le persone che dalla Corti hanno imparato la serietà del metodo, ma soprattutto l' apertura verso gli altri, il disinteresse, la generosità. E anche l' ottimismo

(Cesare Segre)

 

Indice dei numeri usciti

 

Elenco dei numeri usciti presso Interlinea

 

Autografo 34 (1997), Viaggio tra gli autori del Fondo Manoscritti. 

 

Autografo 35 (1997), L'inquieta cultura del Novecento.

 

Autografo 36 (1998), Suggestive voci di Pavese e Calvino nel Fondo Manoscritti.

 

Autografo 37 (1998), Ipotesi su Morselli

 

Autografo 38 (1999), La messinscena di scritto e figurato.

 

Autografo 39 (1999), Il complesso e ambiguo mondo delle traduzioni.

 

Autografo 40 (2000), Gioco di lingua e dialetto nel Novecento.

 

Autografo 41 (2000), A Vanni Scheiwiller: una sirena nell'editoria italiana.

 

Autografo 42 (2001), Luci intermittenti dai piccoli epistolari.

 

Autografo 43 (2001), Morte e rinascita del dialetto: da Zanzotto ai novissimi.

 

Autografo 44 (2002), Maria Corti. Congedi primi ed ultimi.

 

Autografo 45 (2011), La "scommemorazione". Giorgio Manganelli a vent'anni dalla scomparsa


Autografo 46 (2011),
I novanta di Zanzotto. Studi, incontri, lettere, immagini

Autografo 47 (2012),
Maria Corti. Ancora dialogando

.
Autografo 48 (2012), Intersezioni tra filologia e critica

Autografo 49 (2013), Le linee gotiche di Ottieni. Percorsi testuali

Autografo 50 (2013), Novissimi (e dintorni) tra due sponde.

Autografo 51 (2014), Teatro, narrativa, critica

Autografo 52 (2014), Traduzione e Novecento

Autografo 53 (2015), Filologia, critica, linguistica

 

Per informazioni e richiesta copie arretrate: Interlinea, tel. 0321 1992282, fax 0321 612636;
catalogo 2016 da scaricare

 

 

Maria Corti durante una presentazione
della rivista "Autografo"
alla Fiera del libro di Torino.
 

 

   

>> RICORDO DI MARIA CORTI

 
Con il numero 44 (2002) dedicato interamente a Maria Corti (con ricordi, testimonianze, fotografie e i suoi inediti da diario, lettere e documenti), "Autografo" ha registrato la perdita del suo direttore e fondatore. Ma per il periodico è stato promesso un futuro nel segno della continuità da parte dei professori Angelo Stella e Renzo Cremante, ai quali la professoressa Corti ha passato il testimone. Ecco un po' di storia. "Autografo" nasce nel 1984 come quadrimestrale del
Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, per desiderio di un gruppo omogeneo di studiosi, affini anche se appartenenti a diverse generazioni della scuola pavese, di aprire il colloquio con scrittori e colleghi, italiani e stranieri, riguardanti la cultura letteraria del Novecento, con uno sguardo anche all’Ottocento.
Nella prima sezione dedicata ai Saggi si sono offerti gli esiti di ricerche in cui si sono incontrate filologia e critica letteraria.
Nella sezione Inediti e rari sono stati pubblicati preziosi testi poetici o prosastici o epistolari presenti per lo più nel Fondo pavese, inediti o editi in sedi non facilmente raggiungibili (per esempio le lettere di Saba a Montale o quelle di Dino Buzzati ad Arturo Brambilla o ancora quelle di Comisso a Ferrieri, il Viaggio in Sardegna di Vittorini, materiale narrativo di Guido Morselli).
Al Centro pavese è dedicata la sezione Vetrina che contiene una prima descrizione di un particolare fondo manoscritto d’autore, di cui si forniscono informazioni e schede ad utilità di studiosi e frequentatori della letteratura italiana moderna e contemporanea.
Alla sezione Archivio della memoria è stato affidato talora il ricordo di un protagonista della cultura attraverso la testimonianza di uno studioso o di uno scrittore (ad esempio in memoria di Vittorio Sereni sono stati pubblicati nel numero 9 due interventi di Lalla Romano e di Attilio Bertolucci; per Roberto Longhi il ricordo è stato redatto da Cesare Garboli nel numero 26); in alcuni numeri si è presentata un’Intervista a uno scrittore o a un poeta (celebre l’intervista a Italo Calvino a cura di Maria Corti uscita nel numero 6, oppure quella a Jurij Lotman a cura di Lorenzo Scacabarozzi ed Elena Kondràsina nel numero 24).
Nella rubrica di chiusa, Margini, il cui titolo è metafora assunta dallo stesso campo semantico del vocabolo "Autografo", si sono alternate recensioni e interventi, reputati significativi agli effetti della finalità della rivista, su libri di attualità in ambito creativo, saggistico e storico.
Dal 1994 la rivista è divenuta semestrale e, pur nel rispetto della consolidata struttura del passato, ha assunto una fisionomia più spiccatamente monotematica a partire dal numero doppio dedicato allo scrittore toscano Romano Bilenchi (ma già in passato erano usciti due numeri di questo tipo rispettivamente su Vittorini e sul critico d’arte Roberto Longhi). Sono seguiti altri 4 numeri intitolati La letteratura italiana e l’Europa nel ’900, La letteratura italiana e l’Europa nell’800, Desiderio d’Europa, Tracce di cultura lombarda tra Ottocento e Novecento e Viaggio tra gli autori del Fondo.

Altra novità è stata l’introduzione di una nuova rubrica intitolata Notiziario che, volendo dare maggior spazio all’informazione, mira a dar conto una volta all’anno, delle nuove acquisizioni del Fondo pavese, delle manifestazioni promosse dal Centro e delle pubblicazioni scaturite dalla ricerche condotte sui materiali conservati nell’annesso archivio.
 

 

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