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Le colonne

Studi, reprint e monografie di storia del territorio (formato 17×24, con rilegatura rigida)


Novaria

Terre e vescovi della diocesi

di Carlo Bascapè

editore: Interlinea

pagine: 300

«Chi parla della Chiesa non può tacere della città» scrive Carlo Bascapè in quest'opera caposaldo della storiografia novarese ed esempio di impegno della Chiesa postridentina. Nella sua Novaria l'autore, una delle più grandi figure nella storia locale, propone con forza pastorale una descrizione umana e religiosa del territorio dell'intera diocesi descrivendo luoghi, tradizioni e monumenti come nessuno prima di lui. Bascapè, già segretario di san Carlo Borromeo, di cui avviò la beatificazione, promotore di Sinodi fondamentali, viaggiò nelle diverse zone diocesane, dalla pianura alle Alpi, in visite pastorali rimaste impresse nelle pagine del suo capolavoro pubblicato nel 1612, qui tradotto dopo un lungo studio storico e archivistico. Edizione a cura di Giancarlo Andenna e Dorino Tuniz.   «Bascapè dividendo il suo scritto in due libri (de locis e de episcopis) propone una sorta di "geografia antropologica" e di "storiografia spirituale", che sono i due assi cartesiani per comprendere il rapporto della Chiesa col mondo. Essi forgiano non solo lo sguardo accurato sul mondo coevo nella varietà dei suoi costumi e nella differenza delle condizioni storico-geografiche, in un cambio di secolo che sta transitando verso la modernità, ma ricuperano soprattutto la memoria di una Chiesa radicata nel suo territorio, come nuovo anello della catena di una traditio ecclesiale da trasmettere. In questo sta la "modernità" dell'opera di Bascapè» (dalla presentazione del vescovo Franco Giulio Brambilla).

Sguardi sul Novecento a Paruzzaro

a cura di Mauro Julita, Filippo Rollini

editore: Interlinea

pagine: 324

Con Sguardi del Novecento a Paruzzaro si vuole lasciare un segno di un secolo importante. Come scrive il sindaco nella presentazione, «nulla meglio del termine “sguardi” esprime lo spirito che connota la ricerca che ha prodotto il volume in questione. Recuperare una identità che altrimenti rischia di perdersi è una iniziativa meritoria perché volta a valorizzare il patrimonio culturale di un Paese e mantenere vivo il senso della memoria. Sono immagini fotografiche, messaggi documentali, notizie sicuramente ignote ai più che ci consentono di guardare indietro per stimolarci alla ricerca delle radici, non con senso di sterile nostalgia ma con spirito concreto di recupero di un passato che è il nostro. Il volume è un’occasione imperdibile per interpretare e valorizzare la volontà dei nostri nonni e bisnonni e comprendere che è importante salvaguardare ciò che essi fecero». È un tornare alle radici come a qualcosa di sacro, radici di spazio e di tempo che sono tanto più significative oggi per noi che ci troviamo a vivere in un mondo frenetico dove tutto fugge a velocità vertiginosa, senza possibilità di riflettere, meditare, valutare, apprezzare. Il libro è diviso in tre sezioni. Nella prima (“Le carte raccontano”) si fanno parlare i documenti dell’archivio storico del comune di Paruzzaro (testo di Francesca Pirovano). Nella seconda sezione (“Frammenti di storia a Paruzzaro”) si presenta l’evoluzione urbana fra Otto e Novecento (Valerio Cirio), aspetti economici e demografici (Renzo Fiammetti), l’emigrazione a Paruzzaro (Alberto Gemelli), fascismo e autonomia locale durante il periodo podestarile (Renato Negro) con un testo intitolato «Oggi e ieri che era Natale ho fatto 18 ore di lavoro» (Michelangelo Di Cerbo), oltre alla storia di Arandora Star (Maria Serena Balestracci). Nella terza sezione del volume (“Fra arte e religiosità”) si racconta la storia della parrocchia di Paruzzaro nel Novecento (Alberto Temporelli) e si presentano dipinti votivi nel territorio (Laura Chironi Temporelli).

Una famiglia per Novara: i Faraggiana

Autori vari

editore: Interlinea

pagine: 224

Presentazione di Vittorio Minola. Fotografie di Mario Finotti. La storia dei Faraggiana è qui, per la prima volta, ricostruita e illustrata da Silvana Bartoli che ha svolto approfondite ricerche, reperendo e acquisendo documenti, intervistando i discendenti della famiglia, visitandone i luoghi e, infine, fornendo notizie e collaborazione ad altri autori. Maria Grazia Porzio traccia la storia del patrimonio immobiliare della famiglia e Massimo Semola studia i giardini delle ville di Albissola e Meina. Il contesto storico in cui si collocano le esplorazioni di Alessandro, di cui Maurizio Leigheb analizza motivazioni, scopi e memorie, è stato affidato a Francesco Surdich che ricopre la cattedra di geografia delle esplorazioni all’Università di Genova, mentre il contesto socio-economico della famiglia è stato illustrato da Giampietro Morreale. A Igor Festari si deve la ricostruzione delle vicende che hanno portato alla nascita e alla crescita del Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi, mentre Alessandro Barbaglia e Davide Tartaglia si occupano della Fondazione Faraggiana tra divulgazione e scienza. Un grazie a tutti gli autori e al fotografo Mario Finotti che, con competenza e passione, hanno contribuito a quest’opera.

Il trionfo di S. Gaudenzio

di Girolamo Antonio Prina

editore: Interlinea

pagine: 156

Uno dei capitoli più importanti che segnano la storia novarese riguarda il patrono san Gaudenzio e, in particolare, il solenne trasporto delle sue reliquie nello scurolo della nuova Basilica. Questo avvenne il 14 giugno 1711, data in cui l’intera città, nessuno escluso, con grande partecipazione e contributo del Consiglio Comunale oltre che della comunità cristiana, divenne teatro e protagonista di una solenne e fastosa festa definita Il Trionfo di San Gaudenzio. Con questo stesso titolo, qualche mese dopo l’evento, Girolamo Antonio Prina pubblicò un’opera di eccezionale valore documentario sulla città e su questo avvenimento tanto capitale, con la riproduzione di grandi tavole che illustrano la processione, l’interno della Basilica di San Gaudenzio, lo Scurolo e altre opere che tuttora costituiscono uno dei più significativi patrimoni storici, artistici e religiosi di Novara. L’opera divenne subito celebre, specie per la qualità delle incisioni in essa contenute. Dopo alcuni secoli l’opera è divenuta anche una notevole rarità. Oggi l’opera viene riconsegnata ad un ristretto novero di persone che hanno care le radici novaresi. Viene ristampata in anastatica la prima edizione del 1711 con procedimenti artigianali di arte tipografica, in una tiratura limitatissima di 150 copie, contenente le celebri e altrettanto rare incisioni.

La memoria di Napoleone

Storia e collezionismo nella Novara dell'Ottocento

di Marco Albertario e Susanna Borlandelli

editore: Interlinea

pagine: 304

L’ingresso di Bonaparte a Novara, la mattina del 31 maggio 1800, si pone significativamente tra due eventi chiave della seconda campagna d’Italia, largamente trattati dall’iconografia napoleonica: il passaggio dal Gran San Bernardo e la battaglia di Marengo. Proprio nelle sale dello storico palazzo Bellini, dove è ospitato il giovane generale, la storiografia novarese vuole tradizionalmente ambientata l’intuizione della geniale strategia e la predisposizione dei preparativi per la battaglia di Marengo che consacra definitivamente il suo mito. È l’inizio di una nuova epoca anche per Novara. Alcuni nomi noti nella storia del collezionismo novarese coltivano la memoria di Napoleone collezionando iconografie, cimeli e materiali che ne rievocano il mito e la. In tempi diversi e secondo differenti modalità alcuni di queste iconografie napoleoniche sono infine pervenute alle collezioni pubbliche novaresi. Appartengono a donazioni e lasciti fra cui si distinguono quelli di alcuni tra i protagonisti della cultura e della politica della Novara di secondo Ottocento: Pietro Negri (1827-1862), Pietro Caire (1809-1884), Prospero Bollini (1793-1872), i fratelli Giovanni (1811-1867) e Giuseppe (1822-1888) Pampuri, ma anche figure femminili più recenti su cui convergono ampie tradizioni di collezionismo famigliare, quali Giuseppina Faa Negretti e Alessandra Salvaneschi Rognoni.Ecco il ricco contesto in cui si colloca l’ampio e documentato volume La memoria di Napoleone. Storia e collezionismo nella Novara dell’Ottocento, a cura di Marco Albertario e Susanna Borlandelli, che riserva a studiosi e appassionati molte sorprese e scoperte.

Lo sguardo del viaggiatore

Vita e opere di Guido Boggiani

di Maurizio Leigheb

editore: Interlinea

pagine: 136

Nato a Omegna, Boggiani (1861-1901) fu pittore di talento e assiduo frequentatore di ambienti artistico-letterari, prima di diventare un grande esploratore e pioniere della ricerca etnologica e linguistica in America Latina. Il libro illustra le nuove conoscenze frutto dei viaggi compiuti da Maurizio Leigheb sulle orme di Boggiani, ed è corredato dalle eccezionali fotografie scattate dall'esploratore agli indios del Gran Chaco e del Mato Grosso.

La coltivazione del riso

di Gian Battista Spolverini

editore: Interlinea

pagine: 200

La coltivazione del riso è un capolavoro dell’editoria del Settecento: pubblicato nel 1758 in leganti caratteri mobili, presenta bellissime incisioni e oltre quattromila versi sciolti. Questo poema illustrato fu molto ammirato nei decenni e nei secoli tanto da essere considerato tra i più belli della poesia didascalica di ogni tempo. Leopardi lo stimò e riservò alla Coltivazione del riso ampio spazio nella sua Crestomazia. L’opera è apprezzata, oltre che per i pregi letterari e didascalici, anche per le incisioni che la completano e che ne fanno il più bel libro illustrato veronese della seconda metà del XVIII secolo. I rami sono incisi all'acquaforte da Domenico Cunego su disegno di Francesco Lorenzi, una coppia artista-incisore che risulta particolarmente felice in questa prova. Infatti nelle vignette poste all'inizio o in fine ai canti è illustrata la vita delle risaie, interpretando con puntualità i versi di Spolverini e offrendo, con leggerezza barocca, spaccati di realismo.

L'umanista aronese Pietro Martire d'Anghiera, primo storico del "Nuovo mondo"

a cura di Roberto Cicala, Angelo Luigi Stoppa, Paolo Emilio Taviani

editore: Interlinea

pagine: 206

Saggi di Angelo Luigi Stoppa, Ernesto Lunardi, Pier Giacomo Pisoni, Pierangelo Frigerio, Francesca Pirovano, Carlo Manni, Luciano Galli, Battista Beccaria, Antonio Zonca. Antologia (De orbe novo, Opus epistolarum, Legatio babylonica) e bibliografia delle opere di Pietro Martire e degli studi che lo riguardano.

Provincia di Novara

di Gustavo Strafforello

editore: Interlinea

pagine: 280

Edizione anastatica dell'opera che fu pubblicata a fascicoli nel 1891, nell'ambito di "La Patria. Geografia dell'Italia", ambizioso progetto dell'Unione Tipografico-editrice di Torino (UTET). Cenni sulla storia e la geografia, sui monumenti, l'economia, la popolazione, con molti dati statistici e varie incisioni riguardanti una provincia che alla fine dell'Ottocento comprendeva, oltre all'attuale territorio di Novara, anche quelli del Verbano Cusio Ossola, di Vercelli e di Biella.

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