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Andando in direzione
sud, verso la periferia di Milano,dove la città smette quelle sue arie da
gran signorona e s’infila gli abiti più sportivi di una che lavora sodo,
ti può anche capitare di finire in via Canigatti. Canigatti è un nome
curioso, lo so bene, ma so anche che non sarebbe questa la sede, né il
momento per parlarne. Però voglio fare uno strappo, proprio perché siete
voi. Dunque. Il Comune si era scervellato parecchio per trovare un nome a
tutte le vie della città. In quella zona – ormai a secco di risorse –
s’era buttato sui pesci: via Merluzzo, via Sogliola, via Branzino, via
Nasello, via Sardina... Alla fine non sapeva più che pesci prendere. E
c’era ancora una via da battezzare, l’ultima Del quartiere. I residenti
non si davano pace e tempestavano il Comune di telefonate arrabbiatissime:
«Ci trattate a pesci in faccia!» «Alle prossime elezioni, non abbocchiamo
più!» Per calmare gli animi, si decise di incorporare la via al quartiere
dei Quadrupedi (senza offese, naturalmente) che cominciava due metri più
in là. Il nome che se lo scegliessero i residenti, per evitare nuove
discussioni. Invece venne fuori il nome di via Canigatti: il Comune capì
l’allusione polemica, ma dette ugualmente il consenso. |