Gina Labriola
Il diavolo nel presepe
illustrazioni di Valentina Magnaschi
pp. 32, euro 5, Isbn 978-88-8212-381-9

Focus 3 è un diavoletto un po’ strano: invece di fare il tentatore, suggerisce pensieri dolci e sognanti ai bambini. E così, cacciato fuori dall’inferno dalla mamma diavolessa, finisce in un luogo incantato: un presepe. E intanto un angioletto dispettoso…

  
L'AUTORE

Gina Labriola è nata a Chiaromonte (Potenza) e si è laureata a Bari in Lettere Classiche. è vissuta undici anni in Iran dove ha lavorato presso l'Istituto Italiano di Cultura di Teheran corrispondente dell'ANSA e lettrice presso l'Università di Teheran. Ha abitato poi in Spagna, a Barcellona. Ha insegnato per oltre quindici anni Lingua e Letteratura Italiana presso l'Università di Rennes in Bretagna e attualmente risiede a Parigi. Il racconto ha vinto il premio “Storia di Natale” nel 1999.
 

L'ILLUSTRATORE

Valentina Magnaschi è una delle più promettenti giovani autrici e illustratrici. Con Interlinea ha pubblicato Giovannino pestacacca, uno dei maggiori successi della collana “Le Rane”.
 

ETÀ CONSIGLIATA
  Dai 6 anni.
 
UN BRANO DEL LIBRO

Quella volta Focus Terzo l’aveva fatta grossa. Tanto grossa che sua madre era stata costretta a cacciarlo fuori di casa, cioè fuori dalla bocca dell’inferno, in mezzo alla neve, il 24 dicembre. Tutto accaldato com’era, non si poteva dire che fosse una cosa piacevole.
Focus Terzo era l’erede di una grande famiglia di diavoli, tutti cornuti, con zoccolo di cavallo che sprizzava scintille e coda attorcigliata che terminava in una fiamma bluastra. Suo padre Ponsò e suo nonno Zolferino si erano fatti onore provocando liti, faide, vendette, omicidi, stragi, guerre; i suoi fratelli, Falò e Fumino, e la sorella Scintilla sapevano usare da maestri tutte le armi diavolesche: invidia, gelosia, maldicenza, tradimento, oltre, si capisce, al solito forcone, simbolo di tutti i diavoli dabbene. Gli antenati di Focus avevano al loro attivo non so più quante condanne a morte di non so più quanti ladri, briganti, banditi e assassini.
Focus Terzo, però, era un erede degenere di tanta diabolica nobiltà. Sua madre, la diavolessa Rubecchia, bravissima a provocare litigi anche tra le donne più miti, per insegnargli il mestiere di diavolo lo metteva accanto a un bambino affinché insinuasse in lui la voglia di far capricci, di dir bugie, di disubbidire. Focus si addormentava con la testa sul cuscino della vittima, come se fosse il suo angelo custode invece che il suo diavoletto tentatore, e le teneva caldo, perché i diavoli scottano come se avessero sempre la febbre a quaranta tanto che, ad averne uno vicino, si potrebbe fare a meno della stufa.

  
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