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Poesia straniera

Le storie più mute

di Katherine Larson

editore: Interlinea

pagine: 128

Una volta credevo che la scienza si occupasse / solo di certezza. Più tardi ne ho riconosciuto il mistero" scrive Katherine Larson

Il cimitero marino

di Paul Valéry

editore: Interlinea

pagine: 64

Con Claudel, Gide e Proust, Paul Valéry è stato uno dei massimi esponenti della letteratura francese della prima metà del secolo scorso.

Nel nido dell'Amazzonia

di Márcia Theóphilo

editore: Interlinea

pagine: 116

Nel testo di Márcia Theóphilo ci sono voci che lei trascrive ispirata o che traduce da un linguaggio (magari musica di tamburi e flauti o i suoni della natura ora affidati alle onomatopee) cui bisogna trovare parole che vanno oltre il semplice significato. Per aderire allo spirito del luogo non basta la ragione, che tuttavia non è esclusa dal racconto. Márcia ci ha messo tutta l'anima - e magari anche la psicanalisi - in questi versi in cui la cultura più sofisticata si fa natura "primordiale": quello che siamo diventati senza mai smettere di essere "selvaggi": nel senso del "pensiero selvaggio" di Claude Lévi Strauss. Per convincerci più profondamente, coinvolgendoci come esseri capaci di scovare e intendere il nostro più remoto passato, l'autrice usa non una lingua - il suo portoghese di nascita - bensì due, cioè anche l'italiano, lingua di ormai antica elezione. Márcia scrive per ricordare agli uomini quello che hanno dimenticato, dal rumore della pioggia al resto.

Afrodite del Mar Nero e altre nuove poesie

di Tony Harrison

editore: Interlinea

pagine: 96

Working class poet. War poet. Angry poet. Poeta operaio. Poeta di guerra. Poeta arrabbiato.

I miei poeti tradotti

di Luciano Erba

editore: Interlinea

pagine: 312

Le poesie amate e tradotte da uno dei maggiori autori italiani del Novecento sono raccolte nell’idea che «una traduzione di poesia è sempre destinata ad essere un’altra cosa»

Veli di passione

di Nada El Hage

editore: Interlinea

pagine: 128

Quale testimonianza giunge da Beirut, una città martoriata? Dolore, ma anche, o meglio, "l'ultimo cui si aspira (al-mubtaghi) e il fine ultimo (al-muntahi)": è Dio, inizio e termine di tutte le cose, principale oggetto della ricerca della poetessa libanese Nadia El Hage, compiuta in una mistica solitudine. Attraverso versi ricchi di luci e colori la giovane autrice eleva la propria chiamata vibrante e assetata di Dio e lo fa con una delle voci più autentiche e uniche della letteratura araba contemporanea.

All'opposto di ogni posto

Testo francese e tedesco a fronte

di Lambert Schlechter

editore: Interlinea

pagine: 144

Proponiamo qui la prima traduzione italiana di Lambert Schlechter, filosofo, poeta e scrittore lussemburghese, autore di primo piano della poesia francofona

Abitiamo attraverso la pelle

di Ryszard Krynicki

editore: Interlinea

pagine: 78

Quella di Krynicki, uno dei massimi poeti polacchi contemporanei, nato in un lager nel 1943 e ora importante editore, è una poesia di immagini epifaniche e illuminazioni,

A chi porti la rosa?

Con testo arabo a fronte

di Islam Samhan

editore: Interlinea

pagine: 96

Per la prima volta viene tradotto il libro sottoposto a fatwa di Islam Samhan, il poeta giordano condannato a morte "per aver viaggiato nelle metafore", come scrive Valentina Colombo, che qui lo propone in italia con il testo originale a fronte

La casa e altre poesie

di Titos Patrikios

editore: Interlinea

pagine: 64

«Come ha scritto Filippomaria Pontani, per Patrikios la poesia è soprattutto “testimonianza, rimedio all’oblio, inesausta esortazione al ricordo dei compagni uccisi, della barbarie vissuta e mai del tutto debellata, del dolore che non solo lui […] ma tutta una generazione, un popolo, un mondo hanno patito, seppure a vari gradi di coinvolgimento, di consapevolezza, di indignazione”. La memoria è per il poeta l’unico antidoto all’orrore sempre incombente, un rifugio amaro e nel contempo ineludibile per l’uomo contemporaneo. E il giudizio sulla storia, dice il poeta, dev’essere spietato: “Dobbiamo giudicare anche il giudice”. Di qui il suo sguardo critico sul mondo. Anche se, come afferma, “nessun verso può rovesciare i regimi”, memore della lezione di Ritsos granitica rimane la sua fede nella poesia, cui è demandato il compito, passando in rassegna il passato, di cercare risposte “a domande non ancora fatte”, e di vigilare sull’inconsapevole scialacquìo di quelle conquiste che hanno richiesto tanti sacrifici e tanto sangue. In questo filone della memoria si inserisce l’opera più recente di Patrikios, La casa (2009). Si tratta di un poemetto in sei parti di struttura narrativa ma dal ritmo accentuatamente poetico, dove la rievocazione della casa in cui il poeta ha abitato dai dodici anni è il pretesto per ripensare con il distacco della maturità gli sconvolgenti eventi politici e sociali che ha vissuto la Grecia per lunghi decenni del secolo scorso, e che hanno drammaticamente segnato più di una generazione, ma soprattutto il poeta, che ne è stato testimone e protagonista» (dalla presentazione di Nicola Crocetti).

Americus

di Lawrence Ferlinghetti

editore: Interlinea

pagine: 104

Americus è "parte documentario, parte pubblica conversazione intima, parte personale epopea, una non-poesia, una poesia non declamata, una storia banale, una invenzione reale, lirica e politica"

I titoli non esistono

di Antonio Buonocore

editore: Interlinea

pagine: 64

"'Ognuno di noi è più di uno', diceva Pessoa e anche l'autore dei Titoli non esistono si rappresenta seguendo il principio del due, del doppio registro e dell'identità riflessa. Riuniti in una struttura che simula un assetto scenico, dopo un prologo di composta armonia con duplice titolo (Gratitudine e sentimento), i testi si presentano come passi di un recitativo per voce sola che non cessa di essere dialogica, proprio perché è rivolta a quel diverso se stesso, invisibile, eppure presente come l'eco di un luogo comune. Il ritratto che emerge da questo libro esibisce in tal modo una smaccata rottura di tradizionali compostezze e il distacco da tutte le questioni che potrebbero misurarsi con le forme canoniche della poesia. Alto e basso, bello e brutto, cielo e terra, angeli e demoni, solfeggiano così il loro lessico bifronte allo specchio 'senza aloni' di una poesia che non chiede benevole indulgenze, ma spera di distillare nel suo alambicco da stregone un nuovo segno, una ragione dialogica, un titolo degno di questo nome." (dalla presentazione di Giovanna Ioli).

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