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Saggistica

Scritti sul Piemonte orientale

a cura di Carmen Aina, Gian Carlo Avanzi, Gian-Luigi Bulsei, Giorgia Casalone, Cesare Emanuel, Paolo Ghinetti, Maria Napoli, Paolo Pomati, Davide Porporato, Claudio Rosso, Marcello Tadini

editore: Interlinea

pagine: 184

Questo volume conclude in bellezza i festeggiamenti del ventesimo anniversario di fondazione dell’Università del Piemonte Orientale, aperti il 2 febbraio 2018 dal mio predecessore, professor Cesare Emanuel. Queste celebrazioni non si esauriscono in riti di aggregazione e in operazioni di memoria nostalgica, ma evolvono in occasioni per narrarsi, per riflettere su ciò che è stato compiuto e per pianificare il futuro dell’istituzione. Non a caso il mio intervento durante la cerimonia del passaggio di consegne rettorali si intitolava L’UPO che verrà: un Ateneo che trarrà linfa dai risultati fin qui realizzati e si proietterà in una visione in cui l’ambizioso progetto di identificare il territorio con la propria Università (il Multicampus) si espanderà a scale sempre più estese (l’Open Campus), coinvolgendo attivamente gli attori locali in contagiose collaborazioni, in dialoghi innovativi, in strategie internazionali.Il fertile terreno che permette di prefigurare un programma così importante è stato preparato in questo ventennio e il libro racconta come i frutti già raccolti abbiano lasciato condizioni ottimali per ulteriori e copiose mietiture. Cesare Emanuel riassume bene nella sua Introduzione i processi che hanno consentito ai due cardini di riferimento, l’Ateneo e il territorio che lo ospita, di dialogare, interagire e conferire identità a una regione non più codificata, come avveniva nel passato, dai fenomeni naturali, dalla storia e dai governi. Questi processi pretendono requisiti di partenza, strategie in itinere ed esiti che i saggi del volume illustrano da molteplici angolazioni: storica, geografica, economica, etnografica, sociologica e linguistica. Ne deriva un bouquet fragrante di sollecitazioni che costituiscono la pietra angolare del Piano strategico del prossimo sessennio dell’Università, aperto alle istituzioni, al sistema economico-imprenditoriale, alle associazioni, a chiunque desidererà interagire nella fierezza di essere un piemontese orientale. È, appunto, la bellezza dell’Open Campus.

Scalfaro dalla Costituente al Quirinale

Cinquant’anni di storia italiana

a cura di Giovanni A. Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 192

La memoria collettiva su Oscar Luigi Scalfaro è indissolubilmente legata al suo settennato presidenziale, uno dei momenti più intensi e turbolenti della storia dell’Italia repubblicana. È in quella fase di transizione, di emergenza economica, di crisi politica e istituzionale, che la figura del Presidente Scalfaro emerge come pilastro a difesa della nostra Costituzione, dell’unità nazionale e delle prerogative del Parlamento. Ma la storia politica di Scalfaro affonda le sue radici nella storia stessa della Repubblica, in un lungo e prestigioso percorso politico: dalla militanza nell’Azione Cattolica all’Assemblea Costituente, dall’elezione ininterrotta alla Camera dei Deputati per ben undici legislature a importanti incarichi ministeriali. Questo libro rappresenta un primo contributo alla ricostruzione della biografia politica di Oscar Luigi Scalfaro, senza dimenticarne la dimensione sociale, umana, spirituale. L’impegno per la legalità, contro le mafie e la corruzione, la passione civile nella difesa della Resistenza e del movimento di liberazione sono ricostruite da studi e testimonianze che offrono nuova luce su un autentico protagonista della nostra storia repubblicana, la cui etica della politica emerge chiaramente da un suo testo inedito dedicato ad Alcide De Gasperi. «Tutto mi ha conquistato, tutto è richiamo alla responsabilità» scrive Scalfaro del grande statista democristiano: un richiamo alla responsabilità che non smette di essere attuale.

Storia della Lombardia medievale

di Giancarlo Andenna

editore: Interlinea

pagine: 288

Città fortificate, borghi, fertili campi da coltivare. La Lombardia nel Medioevo fu tra le più fiorenti regioni europee...

La città di Novara e il Novarese nella prima guerra mondiale

vol. I: Istituzioni e personaggi

a cura di Cristina Vernizzi

editore: Interlinea

pagine: 176

Un lavoro di ricerca meticoloso sul ruolo che le istituzioni ebbero in un preciso periodo storico, importante quanto tragico, che aprì il XX secolo e sul contributo dato dalla popolazione. La mostra e il volume Le istituzioni del Novarese e la Prima Guerra Mondiale hanno avuto il merito di far conoscere ai novaresi un importante capitolo della storia del nostro Paese. La Prima Guerra Mondiale determinò infatti ripercussioni di tipo organizzativo non solo sul piano strettamente militare e dell’attività al fronte, ma anche di gestione della vita civile. Il volume su La città di Novara e il Novarese nella Prima Guerra Mondiale. Le istituzioni e i personaggi ha inoltre un secondo, importante merito, ovvero quello di riportare alla luce storie nella Storia. Parliamo di uomini che, con il proprio sacrificio, hanno contribuito a scrivere le vicende salienti del nostro Paese. Insieme con i garibaldini vengono infatti ricordati anche personaggi novaresi come Mario Cattaneo e Michele Burlotto, facendo scoprire aspetti delle loro biografie che meritano evidenza e che ne decretano l’esemplarità.

Sant'Antonio Abate in diocesi di Novara

Storia, arte, devozione e tradizione

a cura di Franco Dessilani

editore: Interlinea

pagine: 224 + XVI

Il volume che qui si presenta nasce dalla giornata di studio intitolata Intorno ad un affresco. Sant’Antonio Abate nel Novarese.

«Novara resterà indimenticabile per ciascuno di noi»

La battaglia del 23 marzo 1849 vissuta tra le linee austriache. Memorie, lettere, prose

di Stefano Apostolo

editore: Interlinea

pagine: 200

Nella storiografia italiana relativa agli avvenimenti bellici del Risorgimento le fonti del “nemico” non sono mai state prese in seria considerazione.

Santa Maria alla Bicocca

Una chiesa di Novara tra arte, storia e fervore popolare

di Giovanni Baselli

editore: Interlinea

pagine: 308

Santa Maria alla Bicocca nel suburbio di Novara è una chiesa che nella seconda metà dell'Ottocento molti italiani hanno conosciuto, perché appare in molti quadri che rappresentano gli episodi salienti della celebre battaglia di Novara, che il 23 marzo 1849 i Piemontesi, schierati da soli contro l'esercito austriaco comandato dal maresciallo Josef Radetzky, persero in modo drammatico. Questo volume ne ripercorre la storia, dalle antiche origini ai giorni nostri, con un ricco apparato iconografico a colori.

La risicoltura e la grande guerra

di Giuseppe Sarasso e Paolo Viana

editore: Interlinea

pagine: 104

La definirono l’inutile strage. La Prima Guerra Mondiale fece sedici milioni di morti, nove sui campi di battaglia e sette tra i civili.

I templari nel territorio novarese

di Salvatore Fiori

editore: Interlinea

pagine: 104

A margine del settimo centenario della morte sul rogo del gran maestro dell'ordine templare Jacques de Molay viene pubblicata una sintesi di anni di ricerche

Trino e l'arte tipografica nel XVI secolo

Dal marchesato del Monferrato all'Europa al mondo

a cura di Magda Balboni

editore: Interlinea

pagine: 208

«Certamente enorme fu il contributo dato dai piemontesi all’arte tipografica ma, fra tutti, un posto speciale meritano i trinesi, che grazie alla loro intraprendenza e intelligenza resero famoso il nome di Trino in Italia e in Europa fino ad appartenere, oggi, al mondo intero. […]. I trinesi si inserirono dunque nella storia dell’arte editoriale, certamente favoriti, agli inizi, da esempi stranieri; ma è inevitabile chiedersi come siano giunti in città questi esempi e perché vi abbiano trovato terreno tanto fertile. Ritengo plausibile che la spiegazione stia in prevalenza nella corte dei Paleologi. […]. Dopo un’intensa produzione e un fiorente commercio di volumi di scienze e diritto, poi anche letterari, con la volontà di diffondere i testi antichi in patria, gli editori e mercanti trinesi si trasferirono principalmente a Venezia, insieme a Parigi e Napoli una delle tre megalopoli del tempo e nel Cinquecento all’apice del suo splendore, dove era sorta la prima industria moderna: il business dell’editoria. […]. Sebbene le notizie su di loro siano scarse, ad eccezione che per Gabriele Giolito, è certo che a Venezia gli editori trinesi divennero veri protagonisti della stampa e del commercio di libri, per raggiungere l’apice con la famiglia Giolito de’ Ferrari […]. Nella loro prima parte, questi atti presentano contributi volti a dare risposta alla domanda di fondo: perché proprio a Trino mise così forti radici e fiorirono l’arte tipografica ed editoriale, offrendo un panorama ampio sulla situazione geopolitica, sociale e culturale della Trino paleologa fra Quattro e Cinquecento, per accentrarsi poi su temi più strettamente inerenti gli editori e la loro attività e focalizzarsi infine sulla figura di Camillo Leone e la sua importante opera di raccoglitore di memorie del territorio, oltre che archeologiche anche cartacee: fra queste un posto di primo piano rivestono le oltre mille cinquecentine, molte delle quali esposte al pubblico in una bella mostra organizzata in concomitanza col convegno» (dalla presentazione di Magda Balboni, presidente dell'Associazione culturale "Le Grange").

Questua e carità

I canonici di Sant'Antonio di Vienne nella Lombardia medievale

di Elisabetta Filippini

editore: Interlinea

pagine: 280

In piena età medievale la presenza diffusa dei  fratres e deicanonici noti come antoniani o antoniti, divenne una costante. Dall’iniziale comunità laica che operava presso l’ospedale in località La Motte-St-Didier, non lontana da Vienne, nel Delfinato, si sviluppò un Ordine canonicale dall’importanza universalmente riconosciuta.  Grande fu la fama di sant’Antonio abate e altrettanto intensa fu la devozione popolare per il santo eremita, in grado di operare prodigi e guarigioni e di liberare dalla terribile malattia comunemente denominata fuoco di Sant’Antonio.  Rapida fu l’azione di irraggiamento sul suolo italiano degli antoniani, che dalla loro prima fondazione piemontese di Ranverso seppero creare una complessa rete di precettorie, particolarmente fiorenti fra XIII e XIV secolo. L’espansione e gli sviluppi  delle case e degli ospedali sorti nell’antica  Lombardia medievale rientrano nel campo di indagine privilegiato dall’autrice del volume, che sulla scorta di documentazione nuova e inedita  si è mossa alla ricerca delle tracce lasciate dai canonici antoniani, fondatori di centri assistenziali, dove a lungo fu assicurata la cura agli infermi e l’assistenza ai pellegrini. Tale fondamentale attività fu garantita grazie agli introiti delle elemosine, raccolte con la pratica che li rese noti ,e nel contempo oggetto di dure critiche, quella della questua, condotta con sistematicità, su ampi territori e lungo le maggiori vie di comunicazione. Le complesse tappe di un percorso tra centro e periferia e dei suoi risvolti istituzionali, economici e artistici, sono indagati puntualmente, con l’intento di offrire un quadro generale in cui inserire casi esemplari, ora valorizzati, e sui quali è stata gettata nuova luce, come furono i complessi antoniani sorti ad esempio a Milano, piuttosto che nei territori di Pavia, Cremona, Brescia, o Bergamo.  E In tali dinamiche complesse un ruolo di primo piano fu esercitato nel corso del Trecento dai Visconti, il cui sostegno si rivelò determinate per la diffusione capillare di un Ordine canonicale, che seppe inserirsi da protagonista all’interno della storia del sistema assistenziale medievale.

Mafia. Punto e a capo

Ripartire dalla coscienza

di Massimo Savastano

editore: Interlinea

pagine: 136

Lottare contro la mafia significa battersi per il primato della persona umana quale principale valore da garantire e tutelare.

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