Brani di Sebastiano Vassalli dal libro Il mio Piemonte


Il lago, luogo della memoria
[…] Sul lago d’Orta la modernità ha portato un benessere che all'epoca dei coniugi Gibella certamente non c’era, e però ha portato anche la cancellazione di molte cose del passato, e l'appiattimento di molte cose del presente. Il mondo intero si avvia ad essere, o a sembrare, un immenso bivacco di viandanti automobilisti; e non ci sono isole felici, tanto meno in Europa, che abbiano potuto sottrarsi a questa tendenza. Che cosa rimane, oggi, del lago d’Orta d’un tempo? Perduta, irrimediabilmente, quella lentezza che era il respiro di epoche meno affollate e meno attrezzate della nostra, e che ancora si percepisce nelle architetture del Sacro Monte e del borgo d’Orta, restano ancora due cose: la memoria e la bellezza, che nemmeno il primo, disordinato assalto della modernità ha potutó cancellare o attenuare. Della memoria già s’è detto parlando delle antiche leggende, e però ancora bisogna aggiungere che il lago d’Orta non conserva soltanto il ricordo dei tempi remoti, dalla preistoria agli albori del cristianesimo, ma è anche un repertorio pressoché inesauribile di opere d’arte e di testimonianze di epoche più vicine a noi: come documentano le immagini di questo libro. In quanto poi alla bellezza ... Ci sono laghi alpini, anche bellissimi, nella vicina Svizzera, e ci sono grandi laghi nebbiosi e lunari nei paesi scandinavi e nel Canada, che possiedono, anche in forma più accentuata, le caratteristiche nordiche di questo piccolo lago (il mistero, la malinconia) ma non ne possiedono gli aspetti mediterranei e solari, e non hanno nel loro centro quel gioiello irripetibile della natura e dell’arte che è l’isola di San Giulio…
 

         

 

 
© Brani tratti da Il mio Piemonte di Sebastiano Vassalli, Interlinea 2002


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