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Il lago, luogo della memoria
[…] Sul lago d’Orta la modernità ha portato un benessere che all'epoca dei
coniugi Gibella certamente non c’era, e però ha portato anche la
cancellazione di molte cose del passato, e l'appiattimento di molte cose
del presente. Il mondo intero si avvia ad essere, o a sembrare, un immenso
bivacco di viandanti automobilisti; e non ci sono isole felici, tanto meno
in Europa, che abbiano potuto sottrarsi a questa tendenza. Che cosa
rimane, oggi, del lago d’Orta d’un tempo? Perduta, irrimediabilmente,
quella lentezza che era il respiro di epoche meno affollate e meno
attrezzate della nostra, e che ancora si percepisce nelle architetture del
Sacro Monte e del borgo d’Orta, restano ancora due cose: la memoria e la
bellezza, che nemmeno il primo, disordinato assalto della modernità ha
potutó cancellare o attenuare. Della memoria già s’è detto parlando delle
antiche leggende, e però ancora bisogna aggiungere che il lago d’Orta non
conserva soltanto il ricordo dei tempi remoti, dalla preistoria agli
albori del cristianesimo, ma è anche un repertorio pressoché inesauribile
di opere d’arte e di testimonianze di epoche più vicine a noi: come
documentano le immagini di questo libro. In quanto poi alla bellezza ...
Ci sono laghi alpini, anche bellissimi, nella vicina Svizzera, e ci sono
grandi laghi nebbiosi e lunari nei paesi scandinavi e nel Canada, che
possiedono, anche in forma più accentuata, le caratteristiche nordiche di
questo piccolo lago (il mistero, la malinconia) ma non ne possiedono gli
aspetti mediterranei e solari, e non hanno nel loro centro quel gioiello
irripetibile della natura e dell’arte che è l’isola di San Giulio…
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