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Mi racconti una storia?
C’era una volta… Bimbambel!
Prima di andare a dormire, io dico al mio papà: «Raccontami una storia». E
lui dice: «Che storia vuoi?» «È Natale, Bimbambel». «Ma non esiste, quella
storia lì!» «E tu inventala, papà. Così il Natale arriva più in fretta».
Allora il mio papà comincia: «Una volta ero in Lapponia e bimbambel Babbo
Natale era già pronto a partire con la slitta e con le renne per portare i
regali ai bambini di tutto il mondo. Ma la torre di controllo non gli dava
il permesso di decollare, perché era venuta giù una nebbia così spessa che
non si vedeva da qui a lì…»
Così inizia la prima delle “storie della buonanotte” del nuovo grande albo
per i più piccoli scritto da Anna Lavatelli e illustrato da Giulia
Orecchia, con il titolo È Natale Bimbambel! Il libro, cartonato, ha
un motivo in più per diventare un dono gradito da mettere sotto l’albero
dei nostri bambini: infatti contiene un cd in cui la stessa autrice legge
le storie, intervallate da canzoni appositamente scritte da lei ma
musicate a cantate da Giovanni Caviezel, al quale si devono tante musiche
e canzoni (con parole di Roberto Piumini) della seguitissima trasmissione
televisiva “L’Albero azzurro” su Rai Uno.
Ma lasciamo la parola ad Anna Lavatelli: «È Natale Bimbambel è forse il
libro che meglio rappresenta l’attitudine con cui mi dedico alla
letteratura per ragazzi. Il tema narrativo che ho scelto è molto visitato,
ma il racconto si tiene a prudente distanza dai luoghi comuni o ne fa un
uso del tutto inconsueto. C’è qui infatti la narrazione di un Natale
trasversale, che
non tocca
mai il cuore religioso della festa, ma le si muove intorno, e ne mostra
gli “effetti collaterali”. Solo con questa discrezione, a mio giudizio, ci
si avvicina ai grandi temi, quando si racconta ai bambini. Ma un tale
approccio narrativo, per risultare attraente agli occhi di un giovane
lettore, deve saper affascinare e stupire con storie che creano l’incanto
dell’ascolto, aprendo finestre che facciano guardare sempre più lontano e
sempre più in profondità, fuori o dentro di sé. Buona lettura (e buon
ascolto)!»
Anna Lavatelli, È Natale Bimbambel, illustrazioni di Giulia
Orecchia, con allegato CD con canzoni di Natale di Giovanni Caviezel (pp.
24, euro 14).
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Nella nuova
serie delle “Rane piccole – Storie di Natale” torna, in edizione da regalo
con copertina cartonata, la storia di Come Caterina salvò Babbo Natale
scritta e illustrata a colori da Cecco Mariniello. Caterina era una
bambina davvero speciale: sapeva già cucinare prima di imparare a dire
bene il suo nome. Così, quando scopre misteriosamente che Babbo Natale è
dimagrito ed è in pericolo di vita, perché la strega Mestolona non gli fa
mangiare più nulla, interviene lei con le sue ricette e salva il Natale.
Mariniello, senese, è tra gli illustratori più apprezzati in Italia, ha
vinto il premio Andersen e ha pubblicato dai maggiori editori. Mariniello
ha anche illustrato uno dei successi della nuova serie delle “Rane”
natalizie, Il viaggio di Peppino di Roberto Piumini, tra i più
amato accanto a Babbo Natale i Babbi finti di Giulia Orecchia.
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Gli albi della collana “Le rane grandi” sbarcano in Corea dopo un accordo
con una delle maggiori editrici asiatiche, la Jangone Educational &
Publishing. Il primo volume a venire tradotto e pubblicato sul mercato
coreano è Che tempo fa? di Elve Fortis de Hieronymis, richiesto
espressamente per «l’universalità del tema e per la felicità creativa e
figurativa della sua esposizione», come si legge nella richiesta di
diritti inviata all’editrice novarese. L’autrice di tanti famosi libri e
volumi-gioco (pubblicati dai maggiori editori), scomparsa nel 1992, in
Che tempo fa? propone tanti simpatici animali che conducono i bambini,
anche quelli che non sanno ancora leggere, attraverso coloratissime
immagini che descrivono le più svariate occasioni atmosferiche, con
efficaci e fantasiosi testi in rima. Il suo capolavoro è il libro I
viaggi di Giac, pubblicato (come Così per gioco) nella collana “Le
rane”.
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Un sorso di Gattinara: s’intitola così l’antologia che nel
centenario della nascita raccoglie forse il meglio dei racconti brevi di
Mario Soldati legati ai luoghi dell’anima del Piemonte a lui cari. E in
quel “sorso” sta il piacere delle piccole cose della vita che lo scrittore
amò e descrisse sempre rispecchiando se stesso nei paesaggi e restando in
bilico tra luci e ombre, tra grazia e trasgressione, tra amore e odio. Un
incontro inconsueto, una storia d’amore, un’avventura dell’amico
maresciallo dei carabinieri, un ritorno alle pianure della giovinezza. Il
volume, con una ricca appendice biobibliografica, gode di una illuminante
presentazione di Giovanni Tesio, critico della “Stampa” e soprattutto
ordinario di letteratura all’Università del Piemonte Orientale, che ha
promosso l’edizione del libro. Come scrive Tesio, «sempre in Soldati la
sapienza dei luoghi è connaturata al racconto e gli è consustanziale. Un
sorso di Gattinara è un’antologia del Soldati che sa tenersi ad un
racconto di costume senza entrare nelle pieghe più doppie e recondite del
cuore. Un Soldati che mette in moto le sue doti di viaggiatore, di
esploratore, di gourmet, di uomo capace di estrarre dalla vita ogni gusto
e sentore. L’incipit viene da un lieve annuncio di mistero, che subito
volge alla sua funzione strategica di indicatore. A prevalere è la
sapienza di collocazione ambientale, la graduazione dei moventi e degli
atti, la concentrata determinazione che muove la ricerca di un
sapore
in cui si rinserra (perché di questo si tratta) il senso stesso della
vita: il legame con la terra, con le ere geologiche che hanno formato una
sapienza e un sapore. Nella sospensione da cui procede («E nel sapore del
Gattinara dovremmo anche trovare…») la ricerca si potrà aprire a poco a
poco al più concentrato rituale d’assaggio e al mondo che in quell’assaggio
si rivela, comprendendo ogni momento, ogni cosa, in una unità
indissolubile e segreta: i portici, il vecchio caffè-pasticceria, la
vecchia e suo marito, il dialetto, i colori, le colline, il Monte Rosa,
una vera e propria geografia e antropologia emotive, che fanno di questo
racconto una degna ouverture di un libro che si apre anche al territorio
del Soldati più “moralista”, lo studioso dei misteri più sconcertanti,
delle psicologie e delle geometrie più tortuose».
Mario Soldati, Un sorso di Gattinara e altri racconti, a cura di
Roberto Cicala e Giovanni Tesio , “Biblioteca del Piemonte Orientale” (pp.
192, euro 15). |