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Pirandello, novelle per Natale:
«Nel sogno, per
quelle vie deserte, mi parve a un tratto d'incontrar Gesù»
«Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa:
intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù... E le vie delle
città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran
deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle
vie, da questa casa a quella, per godere della festa degli altri; mi
trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo: “Buon Natale” e sparivo… E
nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù
errante in quella stessa notte... Egli andava quasi furtivo, pallido,
raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e
chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda
a una tristezza infinita». Spiritualità e commozione, sogno e magia si
intrecciano nelle parole di Luigi Pirandello nel racconto che dà il
titolo alla nuova antologia Sogno di Natale e altri racconti,
curata da Guido Davico Bonino: nove racconti del grande scrittore
novecentesco dedicati non solo alla festività del Natale ma anche al
rapporto con la divinità, da Natale sul Reno a La fede. Il
libro è un’occasione per scoprire anche il lato ironico dell’autore,
riservato per esempio a chi fa un uso superstizioso della fede come il
notaio e filosofo dilettante protagonista dell’Avemaria di Bobbio.
Pirandello arricchisce il panorama della collana
“Nativitas” che annovera Mario Soldati (Natale e Satana)
vicino a Sebastiano Vassalli (Natale a Marradi), da Peral
Buck a Rex Stout, senza dimenticare il legame tra narrativa e storia
risulta esplicito in Quel Natale nella steppa di Mario
Rigoni Stern che rappresenta un’indimenticabile lezione civile. Alcuni
tra i più importanti scrittori torinesi sono poi gli autori di
Natale sotto la Mole, una raccolta di testi di Gian Luca
Favetto, Margherita Oggero, Bruno Gambarotta, Laura Mancinelli, Guido
Quarzo e molti altri. E impossibile non ricordare Charles Dickens, il
suo Un canto di Natale, con le illustrazioni originali,
attraverso il personaggio del tirchio Scrooge non smette di
ricordare a grandi e piccini quanto sia grande la magia del Natale.
Luigi Pirandello,
Sogno di Natale e altri racconti,
a cura di Guido Davico Bonino, pp. 120, euro 8
Mario Soldati,
Natale e Satana e altri racconti,
pp. 160, euro 10
Mario Rigoni Stern,
Quel Natale nella steppa, a
cura di Gianni A. Cerutti, pp. 80, euro 8
Natale sotto la Mole. Scrittori torinesi
raccontano, a cura di Giovanni Tesio, pp. 160, euro
12
Charles Dickens,
Un canto di Natale,
illustrazioni originali di John Leech, pp. 144, euro 12
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Tante storie per stare insieme dal 25 dicembre alla
Befana
Il Natale è un periodo speciale: finalmente
i grandi hanno tempo da dedicare ai bambini. Quale occasione migliore,
allora, per leggere un buon libro, sotto l’albero o di fianco al camino,
raccogliendosi attorno al presepe? Con autori come Anna Lavatelli,
Roberto Piumini, Sebastiano Ruiz Mignone, Guido Quarzo, Anna Vivarelli e
altri, raccolti nella collana delle “rane piccole”, basta solo un po’ di
fantasia e la magia è fatta: ecco allora materializzarsi la terribile
strega-gatta del racconto
La strega di Natale di
Sebastiano Ruiz Mignone, intenta a studiare la migliore ricetta per
cucinare bambini succulenti, oppure, nel
Ritorno di Babbo Natale,
un personaggio storico molto importante scambiato per Babbo Natale, che
con la sua presenza renderà il Natale di un piccolo paese molto
speciale. Un’altra strega brutta e cattiva è quella di
Come
Caterina salvò Babbo Natale di Cecco Mariniello, in cui
Caterina, una bambina con la passione per la cucina, salverà in extremis
il povero Babbo Natale messo a… dieta! Ma non solo Babbo Natale è
protagonista: ecco allora
La torta di Mino Milani, dove si
narra dell’incontro, nella notte santa, tra il piccolo Giuseppe e un
personaggio un po’ bizzarro che, dopo aver lasciato in dono un’invitante
torta farcita, sarà un uomo migliore, oppure
I panini di Natale
di Guido Quarzo. La sacra famiglia è invece al centro della storia di
Roberto Piumini,
Il viaggio di Peppino: mamma Maria cerca
un posto tranquillo per far nascere, come ogni anno, Gesù, ma in
Palestina c’è la guerra, nelle città il frastuono dei giorni di festa e
persino Babbo Natale non sa che consiglio dare: ed ecco che accade un
miracolo; Gesù nascerà in fondo al mare! Altro personaggio da non
dimenticare è la cara vecchia Befana. Anche lei in fase di rinnovamento,
almeno secondo Anna Genni Miliotti, che in
Le scarpe della Befana
racconta la storia di Daria, bambina sensibile e affezionata alla
vecchina, che decide, per una volta, di farle un regalo: un bel paio di
scarpe nuove, così non si potrà più dire «La Befana vien di notte / con
le scarpe tutte rotte». Per sapere invece tutto sui segreti della Befana
è da non perdere
Manuale della Befana di Anna Lavatelli,
in cui la scrittrice descrive nei minimi particolari tutti i suoi
segreti, da come sceglie il gatto alla scopa super-tencnologica di cui
si è dotata per sfrecciare nei cieli. Conclude la rassegna un altro
libro di Anna Lavatelli, I
racconti dei re magi,
in cui i tre magi venuti ad adorare il Bambin Gesù offrono in dono
qualcosa di più prezioso di oro, incenso e mirra: mai sentito parlare
dell’albero che fu abbracciato da una stella, della vecchina dalla scopa
magica o della sfida tra le comete da corsa? Leggere per credere…
Di Babbo Natale ce n'è
uno solo!
Il vero Babbo Natale, come tutti sanno, è
uno solo. Eppure in tempi di modernità e contraffazioni anche lui ha i
suoi grattacapi: infatti il 23 dicembre esce di casa di buon mattino e
per strada incontra un sacco di Babbi Natale fasulli, che tra l’altro
sono per nulla simpatici e per di più un po’ maleducati: uno fa la
pubblicità della pasticceria "Nonsolodocetti" di piazza del Duomo, un
altro regala buoni sconto del supermercato, un altro ancora si presenta
in un negozio di giocattoli ma non è capace di rispondere alle domande
dei bambini. Ma così non si può, pensa Babbo Natale: poi i bambini fanno
confusione! È così arrabbiato che avrebbe voglia di non portare più i
regali ai bambini, ma per fortuna incontra il Pupazzo di Neve, che ha
un’idea davvero geniale per risolvere il problema…
Giulia
Orecchia,
Babbo Natale e i babbi finti,
pp. 30 a colori, euro 8
Vassalli si racconta in
un libro-verità
Hai finalmente accettato di rilasciare
un’intervista parlando un po’ di te. Come mai?
«Cosa vuoi che ti dica… Alle soglie dei
settant’anni, che per Dante sono il termine naturale della vita umana,
sento il bisogno di voltarmi e di fare ordine nei pensieri e nei
ricordi. […] Ho anche pensato a un’epigrafe per questa nostra
conversazione, un verso di Cecco Angiolieri, il poeta senese
contemporaneo di Dante: “Io nacqui come fungo a’ tuoni e venti”».
Perché proprio quello?
«Perché riflette le mie origini come non si potrebbe fare meglio.
Anche se per venire al mondo ho dovuto avere un padre e una madre, come
tutti, nella prima parte della mia vita non c’è stato niente che
assomigliasse a una vera famiglia. Sono cresciuto in una sorta di
collegio, tra persone a cui di me non importava nulla. Questo fatto, è
inutile negarlo, mi ha dato degli svantaggi anche grossi rispetto ai
miei coetanei; poi però mi ha data anche qualche vantaggio, perché da
adulto non ho dovuto provvedere alle necessità di nessuno e non ho
dovuto accudire vecchi lagnosi. Sono padre e madre di me stesso: come un
fungo».
Così Sebastiano Vassalli, uno dei maggiori scrittori contemporanei,
esprime la sua necessità di raccontarsi e lo fa nella lunga
confessione-intervista con Giovanni Tesio Un nulla pieno di
storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore nel tempo:
una sorta di autobiografia illustrata in cui ripercorre la sua
difficile fanciullezza tra fascismo e Repubblica, la Milano degli anni
universitari, la nascita delle passioni per l’arte e la letteratura, una
drammatica storia matrimoniale, i primi lavori, gli anni dell’ideologia
e del Gruppo 63, il Sessantotto; lo scrittore parla anche di tv,
religione e politica con un capitolo dedicato al «signor B».
Sebastiano Vassalli, Giovanni Tesio,
Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni
di un viaggiatore nel tempo, con illustrazioni, pp.
148, euro 15
Scrittori sul lago d'Orta:
un'antologia inedita
«Prima viene il
fascino di una terra a riflesso, poi viene il riflesso della
letteratura» scrive Giovanni Tesio nella presentazione del libro
Di Orta un Po: un’antologia che raccoglie le storie di alcuni
scrittori torinesi ispirate proprio al suggestivo scenario di Orta. Gli
autori (Alessandro Defilippi, Gianluca Favetto, Fabio Geda,
Davide Longo, Alessandra Montrucchio, Margherita Oggero, Giancarlo
Pastore, Sergio Pent, Alessandro Perissinotto, Enrico Remmert e Laura
Pariani) hanno viaggiato tra realtà e fantasia dando vita a trame
divertenti e originali: «Se n’era andato, finalmente. Delfina,
appoggiata al davanzale della finestra, guardava il panorama incantevole
del lago e si sentiva invadere da una tranquillità appagata, da un senso
di benessere che poteva quasi essere scambiato per felicità. Piazza
Motta, barche e barcaioli, bambini che giocavano a rincorrersi, un cane
minuscolo che accompagnava il padrone con passettini affrettati, due
donne intente a una lunga chiacchiera. E, in mezzo al lago, l’isola con
il convento delle Benedettine, un’oasi di pace silenzio e preghiere a
contrastare il rumore insensato e la discordia urlante dell’intero
mondo» (da Margherita Oggero, The End).
Di Orta un Po. Scrittori torinesi in riva al lago,
a cura di Giovanni Tesio, pp. 136 , euro 10
Da Venturi a Dionisotti
Nel campo della saggistica letteraria, uno
dei settori librari più in crisi in Italia ma che Interlinea presidia
come un dovere culturale, ecco due importanti novità frutto di due
convegni. La prima è il volume Marcello Venturi: gli anni e gli
inganni, a cura di Giovanni Capecchi: dagli esordi come
scrittore all’attività giornalistica, dal successo di Bandiera bianca
a Cefalonia all’impegno costante per non dimenticare il sacrificio
della Divisione Acqui, da L’ultimo veliero ai romanzi del
Monferrato, dalla stagione degli “anni” e delle speranze a quella degli
“inganni” e delle delusioni attraverso i testi di Andrea Camilleri, Gian
Carlo Ferretti, Giovanna Ioli e molti altri. L’altro studio è intitolato
Carlo Dionisotti. La vita, gli studi, il pensiero di un letterato
del Novecento e raccoglie gli atti del convegno di Romagnano
Sesia, a cura di Carlo Carena: sono aggiornati e messi in luce i
maggiori aspetti della produzione scientifica e della personalità di un
maestro indimenticato, filologo e storiografo tra letteratura, politica
ed editoria, fra Londra, Torino e il Piemonte Orientale, dove
l'università gli ha intitolato un Centro studi inaugurato proprio
quest'autunno con mostra e pubblicazione.
Marcello Venturi: gli anni e gli inganni,
a cura di Giovanni Capecchi, pp. 280, euro 20
Carlo Dionisotti. La vita, gli studi, il pensiero
di un letterato del Novecento, con illustrazioni, pp.
120, euro 15
Caffè, asini, mafia e...
Monterosa blues
Torna un libro culto degli anni trenta sui
maggiori caffè storici italiani dal titolo I caffè storici
d’Italia da Torino a Napoli. Figure, ambienti, aneddoti, epigrammi
di Nino Bazzetta de Vemenia: gustoso e illustrato. E da non perdere,
per chi ama pensare, il divertente e colto pamphlet scritto a quattro
mani da Francesca Rigotti e Giuseppe Pulina, Asini e filosofi:
riflessione sulla nostra cultura. La lotta di Massimo Savastano continua
poi in La mafia ha paura di te. Viaggio dal Nord al Sud
con la presentazione di Gianfranco Fini. E tra le novità il romanzo di
Lorenzo Arco Monterosa blues: l’avventura di
un’adolescente timido e insicuro tra realtà e fantasia tra Novarese e
Ossola..
Nino
Bazzetta de Vemenia,
I caffè storici d’Italia da Torino a Napoli.
Figure, ambienti, aneddoti, epigrammi, pp. 160, euro
22
Francesca Rigotti, Giuseppe Pulina,
Asini e filosofi, con tavole di
Goya, pp. 120, euro 14
Massimo Savastano,
La mafia ha paura di te. Viaggio dal Nord al Sud,
presentazione di Gianfranco Fini, pp. 120, euro 12
Lorenzo Arco,
Monterosa blues, pp. 168, euro
15
«Gli occhi non sanno tacere»: l'arte dell'aforisma
«Chi è veramente sereno è perché conosce bene gli
abissi», «Vi prego! Toglietemi tutto ma salvatemi gli occhi», «Le grandi
verità non conosceranno mai le gioie dell’adrenalina della menzogna»:
questi sono solo alcuni degli aforismi di Alberto Casiraghy, poeta e
tipografo, raccolti in Gli occhi non sanno tacere. Aforismi per
vivere meglio; arricchito da disegni dello stesso autore che
esprimono il suo sguardo puro sul mondo e sugli affetti. Vassalli nella
presentazione conferma che «i suoi aforismi si muovono in un territorio
intermedio tra quello della poesia e quello della filosofia: sono
ragionamenti che si protendono nella realtà in cui viviamo come le
antenne delle chiocciole, e che ci aiutano a vedere in quella realtà
qualche significato nascosto».
Alberto
Casiraghy,
Gli occhi non sanno tacere. Aforismi per vivere
meglio, con un testo di Sebastiano Vassalli e
illustrazioni dell’autore, pp. 84, euro 14
Se la poesia batte la crisi
«Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita»
parola di Alda Merini
«Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo /
Poeta difenditi con ferocia / il tuo sguardo son cento sguardi che ahimè
ti hanno / guardato tremando» (da Vuoto d’amore): questi alcuni
dei versi che, insieme alle fotografie, tracciano il profilo
affascinante e misterioso di Alda Merini. In Più della poesia,
libro con dvd, la poetessa dei navigli, a un anno dalla sua morte,
lascia una preziosa testimonianza della sua arte e della sua vita
attraverso due conversazioni con Paolo Taggi, il primo a portarla in
televisione nel 1987 quando ancora la Merini non era stata investita dal
successo. Paolo Taggi spiega che il primo incontro con la poetessa
nasceva dall’esigenza di capire se «la sua vita era davvero più poetica
della sua poesia. O se lei era più o meno consapevolmente autrice della
sua vita prima o più ancora della sua poesia»: da questa esigenza nasce
un primo incontro ricco di emozioni che mette in luce alcuni tratti
della personalità della Merini tra cui il suo modo di amare, il
desiderio di avere fortuna e successo quasi come fosse una rivincita nei
confronti della vita. Negli anni successivi ecco una nuova conversazione
con la poetessa, ma questa volta prevale il dolore: la morte del suo
compagno Titano, la convinzione di non essere stata una buona madre e il
peso del passato che non l’abbandona mai. Vi proponiamo un passo del
libro nel quale Alda Merini riflette sulla poesia:
C’è il sole, sui Navigli, anche se è un
giorno d’inverno. Gli sguardi delle persone la sfiorano. Si vede che la
conoscono, ma non ancora come la poetessa famosa. Piuttosto come la
vicina di casa originale e strana, che vorrebbero poter dire di
conoscere un po’ di più. O vederla dissolvere. E dimenticare. Il fatto
che qualcuno la stia riprendendo le dà coraggio nell’affrontare i loro
occhi apparentemente distratti.
«Il paradiso del poeta è la sua poesia, è il suo sogno, è il suo spazio
in cui vive. È il suo delirio amoroso. In fondo, è il suo grande amore.
Ogni poeta ha il suo paradiso. È quando vogliono toglierglielo e
costringerlo a vivere la vita normale che il poeta diventa un’anima
dannata e insoddisfatto. Credo che sia così. Ma la felicità cos’è?
La pace, la coerenza, l’armonia». Un libro-testamento per ascoltare
la Merini al di là delle apparizioni e dell’immagine solita per capire
quello che lei stessa affermava: «In fondo anch’io sono la vittima del
mio stesso mistero».
Alda Merini,
Più della
poesia. Due conversazioni con Paolo Taggi, libro con dvd, euro
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E per l'anno nuovo idee da infilare nella calza
della Befana
Le feste di Natale sono sempre e comunque, un momento
in cui non ci si vieta niente, o quasi. Pranzi infiniti e cene
luculliane, desideri esauditi, pecche perdonate, famiglia riunita e
Babbo Natale che accontenta tutti. E poi ci si mette anche la
televisione, infarcendo le trasmissioni di buonismo caramelloso, che un
po’ sta bene, ma senza esagerare… C’è rimedio a tutto ciò? Per fortuna
sì, ed ecco lancia (o forse scopa) in resta arrivare la Befana, vecchina
simpaticissima e forse più adatta ai tempi moderni del consumista Babbo
Natale… «La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / col
cappello alla romana / viva viva la Befana»: eh sì, è proprio simpatica,
perché non si prende troppo sul serio e ogni tanto lascia nella calza un
bel pezzo di carbone… Se Natale è il momento dei regali importanti,
allora l’Epifania è il momento per un presente più scherzoso e
imprevedibile… Ecco, allora, da infilare nella calzina dei più piccoli,
insieme ai dolciumi i due libri cartonati dedicati alla Befana di Anna
Lavatelli e Anna Genni Miliotti,
Manuale della Befana e
Le scarpe della
Befana… L’epifania però, al di là degli aspetti profani, vede come
protagonisti i tre magi che portano i doni al Bambin Gesù, proprio come
quelli dei
Racconti dei re Magi di Anna Lavatelli o, per un pubblico più
adulto, della coloratissima
Stella dei re Magi di Emanuele Luzzati e di
L’adorazione dei magi e dei pastori di Mario Luzi, illustrato dalle
magnifiche tavole di Bruegel il Vecchio. E quando è tempo di disporre il
presepe ecco
Presepi italiani artistici e popolari che, con competenza,
documentazione e l’ausilio di splendide immagini a colori, ripercorre la
storia della più bella tradizione natalizia italiana, creata secondo la
leggenda da san Francesco d’Assisi. Fascino del presepe che, nel libro
La pecorina di gesso, riporta l’autore, Guido Gozzano, ai ricordi
d’infanzia, a quella gioia ingenua che tutti noi abbiamo provato da
bambini di fronte al mistero natalizio: «La pecorina di gesso / sulla
collina in cartone / chiede umilmente permesso / ai Magi in adorazione».
Dell’importanza del presepe e di tutte le “piccole cose” del Natale – i
regali, i dolci, il pupazzo di neve, i canti… – parla anche Francesca
Rigotti, in un’ottica laica, nel libro
Le piccole cose di Natale, che
aiuta a «reimparare l’esercizio smarrito di riconoscere il significato
delle cose che la cultura egemone ha decretato insignificanti».

Vignetta da
Sorridi ancora a Natale
di Guido Clericetti, Interlinea, Novara 2010.
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