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SOMMARIO |
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Un
Natale per lettori golosi. I libri Interlinea regalano cioccolato
La lettura è sempre piacevole ma
diventa un’esperienza ancora più dolce a Natale grazie a Interlinea:
dal momento che escono due novità “gustose” (Il
menu delle feste
del grande Pellegrino Artusi nel 150° della nascita e un albo per i
più piccoli su
La frittata
raccontata da due dei maggiori autori per l’infanzia, Guido Quarzo e
Anna Vivarelli) la casa editrice propone una deliziosa offerta per i
suoi lettori più golosi. Un’elegante scatola da regalo con tre
confezioni di cioccolatini d’alta qualità del nostro Piemonte, da
200 grammi ciascuno, saranno spediti in omaggio a chi acquisterà
entro il 31 gennaio 2012 libri per almeno 50 euro di spesa, al netto
degli eventuali sconti (la confezione contiene i celebri cuneesi al
rum di cioccolato finissimo fondente; i mitici cioccolatini al latte
cuor di nocciola con la nocciola gentile della Langa IGP e
cioccolatini cuor di nocciola fondenti). Non c’è che l’imbarazzo
della scelta per assaggiare i nostri libri. La collana “Nativitas”
(sempre più collezionata in Italia e all’estero) propone anche
un’antologia originale di
Natale scapigliato
(con Boito, Dossi, Praga e tanti altri a narrare una festività
controcorrente), mentre da un’esperta ecco l’illustratissimo
volumetto a colori sulle Icone russe di Natale. E gli amanti d’arte
non possono fare a meno di un catalogo sulle più belle incisioni di
Dürer: quasi 200 immagini commentate come mai prima d’ora in
un’opera italiana. Naturalmente per i bambini “Le rane” offrono
regali sotto l’albero: da
Salvataggio a mezzanotte
di Bruno Tognolini (premio “Storia di Natale” 2011) al grande albo
con cd di canzoni di
È Natale Bimbambel
di Anna Lavatelli: storie della buonanotte per le feste. Buona
lettura!
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Una
frittata colossale da regalare ai bambini
Chi non è goloso alzi la mano. C’è chi
ama il dolce, chi ama il salato, chi la carne chi la pasta, chi la pizza
chi le patatine. Il protagonista di questa storia è invece un cuoco
ghiotto di frittata. Una sera decide infatti di cucinare una frittata
tutta per sé. Ma la fame è tanta e la padella è grande e il cuoco
continua ad aggiungere ingredienti: prima le uova, poi il formaggio, poi
le verdurine, i pescetti... Fatto sta che alla fine si trova un po’ in
imbarazzo quando deve girarla. Come farà? Un albo cartonato da regalare
e leggere a piccoli lettori golosi.
Anna Vivarelli, Guido Quarzo,
La frittata,
illustrazioni di Andrea Astuto, pp. 32, euro 12.
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Se
regali i nostri libri... sconti e una dolce scatola
Telefona al numero verde 800 452999 o
invia un’e-mail a: ordini@interlinea.com. Su ogni ordine fatto dai
lettori affezionati che ricevono questa proposta: sconto 20% e scatola
con gr 600 di cioccolato di qualità per acquisti oltre le 50 euro al
netto dello sconto del 20%. Info su www.interlinea.com; telefono diretto
per ordini urgenti:
0321 612571 |
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Tutte
le novità a Roma dal 7 all'11 dicembre in fiera
“Più libri più liberi”, la fiera della
piccola editoria di cultura, torna a Roma al Palazzo dei Congressi
dell'Eur dal 7 all'11 dicembre: Interlinea dà l’appuntamento ai suoi
lettori allo stand P16 con segnalibri in omaggio e una sorpresa
tutta da gustare. |
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Con
Artusi il Natale è servito. Ricette e menu delle feste per lettori "gourmand"
«La cucina è una bricconcella; spesso
e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte
che ruiscite o che avete superata una difficoltà, provate
compiacimento e cantate vittoria. Se non si ha la pretesa di
diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per
riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo; basta la passione,
molta attenzione e l’avvezzarsi precisi. Il miglior maestro è la
pratica sotto un esercente capace; ma anche senza di esso, con una
scorta simile a questa mia, mettendovi con molto impegno al lavoro,
potrete, io spero, annaspar qualche cosa». Così scrive Pellegrino
Artusi, autore della celeberrima Scienza in cucina e l’arte di
mangiar bene da cui è tratto il piccolo manuale tascabile di
Interlinea, Il menu
delle feste, che
raccoglie le migliori e le più classiche ricette per le feste
natalizie. Artusi, di cui ricorre il centenario della morte, fu
cuoco famoso e inventore delle “dosi” in cucina; con il suo libro di
ricette, che ebbe numerosissime edizioni e girò per tutta l’Italia,
contribuì, si può dire, a creare l’unità nazionale attraverso una
sorta di “unificazione” del gusto. Eppure, come si legge nella
spassosa introduzione dell’autore, La storia di un libro che
rassomiglia alla storia di Cenerentola, l’opera non generò
dapprincipio grande interesse negli editori cui venne offerta, e
nemmeno negli amici “illustri”. In particolare l’autore ricorda la
“storica” sentenza dell’amico Francesco Trevisan, «professore di
belle lettere», che ebbe a proferire: «Questo è un libro che avrà
poco esito». Ma forse gli avrà portato fortuna, dato che questo
libro, a partire dal 1891, ha conosciuto molte edizioni e ristampe,
anche clandestine e non autorizzate. Ma veniamo alle ricette, ed
ecco una proposta di menu per le feste: cappelletti in brodo,
crostini di fegatini di pollo, cappone con sformato di riso,
pasticcio di lepre, arrosto di faraona, panforte di Siena e gelato
di mandorle tostate. Un segreto per la riuscita dei piatti?:
«Scegliete sempre per materia prima roba della più fine, che questa
vi farà figurare». E buon appetito!
Pellegrino Artusi,
Il menu delle
feste. Ricette della tradizione per Natale e l’anno nuovo, con
illustrazioni d’epoca, pp. 80, euro 10.
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Da
Renoir ai Vanzina, Natale a tutto cinema
C’è un forte legame che unisce il Natale
al cinema, anche al di là dell’evento commerciale: ed è proprio la
presenza del Natale stesso come oggetto di rappresentazione filmica.
Scrive Simonelli: «Il Natale nelle sue origini, nella sua dimensione
festiva, nelle sue celebrazioni familiari e pubbliche, ne suoi
significati religiosi e culturali ha costituito un oggetto di
riflessione centrale in alcune opere, marginale, appena accennato ma non
per questo meno significativo, in altre». Dai film cult come Joyeux Nöel
ai classici come La vita è meravigliosa, dai maestri del neorealismo ai
cinepanettoni, Giorgio Simonelli offre in
Cinema a Natale una godibile e
interessante carrellata sui migliori o più famosi – o famigerati – film
natalizi, divisi per temi (Natività, Miracoli e regali, Indifferenze e
insofferenze, Celebrazioni e Il Natale non è più quello di una volta) e
corredati da un ampio inserto fotografico e filmografico, con le schede
di tutte le pellicole presentate.
Giorgio Simonelli,
Cinema a Natale. Da Renoir ai Vanzina,
pp. 128, euro 12. |
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Un
Natale controcorrente e scapigliato
«A me sovviene della vigilia del
dì di Natale, quando la folla rigurgitante per le contrade
inverte il dubbio, che ci era nato il mattino, alla veduta di
quel famoso Verziere, bondanza di nostran, stupor di forestee,
se cioè, a tanta roba fossero bocche bastanti. Il giorno sta per
chiudere i suoi registri. All’incertezza della scelta, successe
la temerarietà, la febbre scalmana della compera. I soldi
sembrano pesare nelle saccoccie; non si fa più prezzo;
contrattasi tra compratori, e le bottegucce a ruote de’ baloccai
si vuotano a occhio, come se tutto si donasse o si rubasse».
Così Carlo Dossi descrive una vigilia di Natale di più di un
secolo fa: ma le cose sono poi cambiate così tanto?
Nell’antologia
Natale scapigliato
poeti e scrittori descrivono una festività che sembra aver
smarrito la propria originaria dimensione sacra, trasformandosi
in un frivolo rito della detestata borghesia, opulenta e
individualista e offrono una lettura anticonvenzionale del
Natale: un documento venato di nostalgico rimpianto e spesso
infarcito di vibrante polemica contro la perdita di autenticità
di una festa degradata a liturgia conviviale e a sfoggio di
inutili orpelli edonistici, con testi di Ambrogio Bazzero,
Camillo Boito, Corrado Corradino, Carlo Dossi, Ferdinando
Fontana, Antonio Ghislanzoni, Olindo Guerrini, Carlo Malinverni,
Giuseppe C. Molineri, Emilio Praga e Remigio Zena.
Natale scapigliato,
testi di Camillo Boito, Carlo Dossi, Emilio Praga e altri, a
cura di Giuseppe Iannaccone, pp. 176, euro 12.
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Icone
russe: arte, religiosità e tradizione
«Le icone non di rado sono associate alla
Russia, come se fossero un patrimonio esclusivo della sua cultura. La
venerazione verso l’icona, in effetti, è molto antica. L’uomo si serviva
dell’immagine già nelle civiltà pagane per stabilire un contatto con la
divinità, ricorrendo al ritratto come mezzo allusivo al divino. La
sacralità, la presenza attiva caratteristiche dell’immagine passano ai
cristiani. Il termine “icona” deriva dal vocabolo greco eikon che
significa “immagine” o “ritratto”. Il fondamento concettuale dell’icona
si basa sull’idea che l’immagine possa servire al devoto come canale di
comunicazione con la divinità. Secondo una formulazione classica, le
cose sensibili in verità sono immagini delle cose invisibili. Su questo
fondamento Bisanzio edificò la propria teoria dell’immagine sacra come
riflesso dell’archetipo che permette alle sue “energie” di essere
realmente presenti nel ritratto. La vista offerta dall’icona è la vista
del mondo celeste nel quale tutti gli esseri assumono il loro vero
significato» così scrive Sania Gukova nell’introduzione a
Icone russe di Natale,
una raccolta di icone esaminate in base ai luoghi, ai personaggi e ai
momenti raffigurati: da san Giuseppe, raffigurato in atteggiamento
pensoso, alla Vergine che domina la scena, serena e raccolta; fino a
discutere del valore simbolico degli angeli, dei pastori e della grotta,
oggetto di miti e leggende antiche. Un libro per imparare a conoscere i
simboli del Natale da un nuovo punto di vista artistico e culturale. Con
numerose tavole a colori.
Sania Gukova,
Icone russe di Natale,
con tavole d’arte a colori, pp. 96, euro 12.
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Fate gli auguri con le
“vecchie”cartoline
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Come
rendere originali i vostri auguri di Natale? Interlinea vi
propone una raccolta delle più belle cartoline d’autore della
prima metà del Novecento proposte da Walter Fochesato,
Auguri di Buon Natale. Arte e tradizione
delle cartoline augurali:
non solo l’albero, le campane, gli zampognari, ma anche il
panettone, gli sport della neve, lo spazzacamino, i portafortuna
vari e gli amanti (e persino Pinocchio!). A sbizzarrirsi sono
illustratori quali Bertiglia, Metlicovitz, Meschini, Sgrilli per
arrivare a Maria Pia e a Luisa Fantini. L’autore stesso presenta
la sua collezione: «cartoline natalizie che vengono edite in
Italia in un arco di tempo compreso fra la prima guerra mondiale
e i primi anni cinquanta. Il libro si articola in capitoli
dedicati ai vari aspetti figurativi del Natale in cartolina».
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Il
significato del Natale nel libro di papa Wojtyla
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«Il Natale è evento di luce, è la
festa della luce: nel Bambino di Betlemme la luce originaria
torna a risplendere nel cielo dell’umanità ». Nella notte della
nascita di Gesù Karol Wojtyla ha sempre trovato il significato
di tutte le cose e la forza di lottare per avvicinare l’uomo a
Dio; in questo piccolo libro,
La notte della luce,
le sue parole, insieme alle fotografie a colori, ci guidano alla
scoperta del vero significato del Natale. Con una preziosa
testimonianza di Stanislaw Dziwisz, segretario e collaboratore
di Wojtyla per quasi quarant’anni, che ricorda il papa con
affetto e commozione: «Il Natale era per Giovanni Paolo II la
festa celebrata con il presepe – quello grande sulla piazza San
Pietro e quello piccolo nel suo appartamento privato. C’era
anche l’albero di Natale, offerto sempre da un nuovo Paese, che
ricordava la tradizione del nord e che fino a oggi viene
allestito in piazza San Pietro. Gli piacevano i canti natalizi e
i cibi tipici di questo periodo, perché aiutavano a creare
un’atmosfera indimenticabile e a vivere il mistero della Nascita
di Dio. Le feste di Natale erano per il servo di Dio Giovanni
Paolo II le feste della famiglia, anche se lui stesso aveva
perso presto la sua famiglia».
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Gesù
Bambino è in pericolo! Ma è in arrivo il salvatore della
mezzanotte
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È Natale. In casa di Lele e della
sua sorellina Carlotta c’è un grande albero pieno di luci e, ai
suoi piedi, un piccolo mondo in miniatura, che subito attira
l’attenzione della serafica gatta Jana. E sarà proprio lei la
protagonista di questa originale storia, che si svolge in tre
luoghi – una casa, Betlemme, il paradiso –, dove c’è un bambino
da salvare (proprio Gesù Bambino!) e un malvagio da annientare,
il tutto prima che scocchi la mezzanotte. Ma ce la farà? È
quello che si chiedono anche l’arcangelo Gabriele e san Pietro
che, dall’altro dei cieli, sorvegliano, un po’ sulle spine e un
po’ facendo il tifo, quello che accade sulla terra. Perché se a
mezzanotte il Bambino non nascerà non esisterà più neanche il
Natale…
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Bruno Tognolini,
Salvataggio a mezzanotte,
illustrazioni di Pia Valentinis, edizione cartonata, collana “Le
rane piccole”, pp. 24 a colori, euro 10.
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Dormi,
Bimbambel, che domani è Natale!
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Ritorna a grande richiesta uno
dei maggiori successi della collana “Le rane grandi”:
È Natale Bimbambel
di Anna Lavatelli, illustrato da Giulia Orecchia. Il papà
racconta le proprie avventure natalizie: eccolo allora aiutante
di Babbo Natale in una notte di nebbia in cui la slitta non può
decollare... Un libro-strenna che allieta il sonno dei bambini
grazie anche al cd di musiche natalizie composte e cantate da
Giovanni Caviezel.
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Anna Lavatelli,
È Natale Bimbambel,
illustrazioni di Giulia Orecchia, edizione cartonata, collana
“Le rane grandi”, pp. 32 a colori con CD, euro 14.
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La
bellezza di un classico della letteratura
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In occasione dei 150 anni
dell’unità d’Italia torna uno dei racconti più famosi e belli di
Cuore: è la storia di un ragazzino che, durante il
Risorgimento, incontra una compagnia di soldati italiani.
L’ufficiale gli chiede di salire su di un frassino a far da
vedetta: avvista così poco lontano un drappello di austriaci
che, disgraziatamente, lo notano e iniziano a bersagliarlo con
colpi di fucile… Una storia che ancora oggi commuove e ha molto
da dirci.
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Caro
Babbo Natale, portami un bel libro!
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Cosa c’è di meglio, durante le
feste, di leggere un libro con mamma e papà? Meglio se poi è
proprio una storia di Natale, come quelle delle “Rane piccole”
di Interlinea: si parte da
Caro Babbo Natale, di
Anna Vivarelli, per bambini che forse non credono più
nell’esistenza del caro vecchietto, ma che non vogliono perdere
la fiducia nella bellezza del Natale, per passare ai più
“classici”
Come Caterina salvò Babbo Natale
(da un dimagrimento eccessivo e dalla strega Mestolona) di Cecco
Mariniello o
Babbo Natale e i Babbi finti
di Giulia Orecchia, in cui il vero Babbo deve fare i conti con
una sfilza di Babbi Natale fasulli. C’è un omone vestito di
rosso anche nel
Ritorno di Babbo Natale
di Guido Quarzo, ma si scoprirà essere un personaggio storico
molto importante, che con la sua presenza renderà il Natale di
un piccolo paese molto speciale. A Natale bisogna stare attenti
alle streghe, specie se ghiotte di bambini come quella di
La strega di Natale di
Sebastiano Ruiz Mignone... Chi porta i regali la notte di
Natale? A Giuseppe, protagonista di
La torta di Mino Milani,
un personaggio un po’ bizzarro lascia in dono un’invitante torta
farcita, e questo gesto lo farà sentire un uomo migliore. I
travestimenti di Babbo Natale sono molti e spesso egli si
nasconde nei personaggi meno sospettabili: ce lo fa intuire
Guido Quarzo nel racconto
I panini di Natale,
dove un burbero panettiere ha un segreto celato gelosamente.
Infine, per un racconto di Natale “alternativo”, tutto da
leggere
Il viaggio di Peppino
di Roberto Piumini, in cui si racconta delle difficoltà di Maria
nel cercare un posto tranquillo per far nascere Gesù. Passate le
feste natalizie ecco avvicinarsi l’Epifania: allora non si
possono perdere i racconti che i Re Magi inventano lì per lì per
rallegrare Gesù bambino durante la loro visita (I
racconti dei Re Magi, Anna Lavatelli) o la
storia di Daria, bambina sensibile che, preoccupata per la
Befana, le vuole comprare un paio di scarpe nuove (Le
scarpe della Befana di Anna Genni Miliotti).
Se invece volete sapere tutto, ma proprio tutto sulla Befana,
allora non perdete
Il Manuale della Befana
di Anna Lavatelli, dove si risponde a domande come: Perché la
Befana è vecchia? Com’è la Befana? Come si veste la Befana? Dove
vive la Befana? E altre questioni di primaria importanza. Buone
feste con i libri di Interlinea!
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Zanzotto,
addio al poeta della natura e dell'infanzia
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«Scrivo dappertutto, sulle
ricette, sul biglietto del treno, sui giornali. Scrivo solo la
sera, di notte, perché le impressioni forti della giornata si
sono già modificate. Scrivo, correggo, batto a macchina,
correggo ancora. Copio a mano in bella copia. Nei periodi di
depressione scrivo sempre più piccolo, come per passare
inosservato o come per camminare sul filo del rasoio di una
cresta montana. Ricercare nella polverosa sonnolenza le poesie
dopo averle perse è un problema. Vanno a finire nelle cartelle
cliniche» dichiara Andrea Zanzotto a Giovanna Ioli in
Ascoltando dal prato,
pubblicato in occasione dei novant’anni del poeta e che ha ora
assunto, dopo la sua morte, una valenza quasi testamentaria. Si
tratta di una raccolta di testi e ricordi in gran parte inediti
su aspetti legati alla vita di Andrea Zanzotto, alla sua opera e
alla società italiana. «Chi scrive poesia ha sempre anche la
vecchia tentazione della felicità, sia pure sotto la specie
(infame?) del “paradiso artificiale”, da ottenere via droga,
droga verbale»: è un’altra delle considerazioni di un poeta che
ricorda le tradizioni della sua infanzia e la natura nel suo
Veneto, scagliandosi infine contro «la dissacrazione della
natura, che non è mai pura natura, ma natura e storia insieme».
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La
Francia vista con gli occhi di un italiano
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Alberto Toscano, giornalista,
nato a Novara nel 1948 ma oramai trapiantato in Francia,
racconta in
Critica amorosa dei francesi
tutti gli stereotipi che i francesi hanno su se stessi e cerca
di dimostrare ai nostri cugini d’Oltralpe che si sentiranno
molto meglio il giorno in cui smetteranno di credersi
“eccezionali”. Da «la cucina francese è la migliore al mondo»
alla fierezza di considerarsi «la patria dei diritti umani», da
«Parigi, capitale mondiale» al mito della galanteria francese, i
francesi coltivano una raffica di luoghi comuni di cui spesso si
nutrono e talvolta si colpevolizzano. Che cosa vuol dire essere
la patria dei diritti umani in un’epoca in cui molti politici
promettono di dar la caccia agli immigrati? Con capitoli su
Zidane e la finale dei mondiali contro l’Italia, Carla Bruni e
Cesare Battisti.
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“Autografo”, rivista di letteratura fondata da Maria Corti
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Dall’estate 2011 Interlinea e il
Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia sono tornati a
pubblicare “Autografo”, una delle riviste di letteratura
italiana più autorevoli, fondata da Maria Corti e interrotta
dopo la sua morte. I nuovi direttori del semestrale,
caratterizzato da numeri monografici sui maggiori problemi e
autori del Novecento, sono Maria Antonietta Grignani e Angelo
Stella, mentre fanno parte del comitato scientifico Franco
Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni,
Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Giuseppe
Polimeni e Carla Riccardi. Il primo numero (45) della nuova
serie è stato
La “scommemorazione”: Giorgio Manganelli a
vent’anni dalla scomparsa:
volume monografico con gli atti della giornata di studi (Pavia
11 novembre 2010), con inediti e immagini. È seguito il numero
46, dedicato ad Andrea Zanzotto,
I Novanta di Zanzotto. Studi, incontri, lettere, immagini,
che raccoglie diversi testi e saggi di Patrizia Valduga, Niva
Lorenzini, Clelia Martignoni e altri, materiali d’archivio con
lettere inedite del poeta a Vittorio Sereni, Giovanni Raboni e
altri scrittori, con un servizio fotografico di Paolo della
Corte realizzato nella casa del poeta a Pieve di Soligo, infine
un’intervista a Zanzotto di Luciano Cecchinel.
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Voci
di poeti dal catalogo Interlinea più recente
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Poesia protagonista da
Interlinea: si parte da Franco Spazzi, acquerellista e poeta
milanese che in
La cuscénza di tram
(con note di Alberto Casiraghy e Alberto Castaldini, pp. 144,
euro 14) dipinge la sua città, i ricordi più cari, ma anche
immagini paesane, religiose e letterarie attraverso il dialetto
di Lanzo d’Intelvi; poesia nel dialetto del Gargano è invece
quella di Francesco Granatiero, che nella raccolta
La chiéve de l’urte
(con una nota di Giovanni Tesio, pp. 128, euro 12) ci fa
visitare un mondo arcano e misterioso. In punta di piedi Renato
Pennisi raccoglie le sue liriche in
La notte (presentazione
di Giovanni Tesio, pp. 88, euro 12), svelando il sentimento di
una presenza-assenza e di un’unità spezzata. Si continua con
Giusi Baldissone con
Le donne del coro
(prefazione di Claudio Ciancio, pp. 80, euro 12), «un libro di
poesie sulle donne dove non c’è spazio per il maschile. Anzi c’è
una sfida alla superficialità maschile, che sa soltanto violare
la donna, ma non veramente leggere nella profondità del suo
sguardo e del suo cuore». Studioso di lingue moderne, critico e
poeta, Pasko Simone raccoglie le sue poesie attuali e
provocatorie in
Piantate tutto (pp. 80,
euro 12), mentre in
Lo stato poetico (con
sculture di Marco Nereo Rotelli e note di Lucrezia Lerro e
Annamaria Orsini, pp. 64, euro 12) è raccolta l’opera
dell’artista Marco Nereo Rotelli, che in occasione della 54a
esposizione internazionale d’arte la Biennale di Venezia ha
impresso nella pietra alcuni versi di molte e tra le più
significative voci della nostra poesia d’oggi. Ci sono poi i
Poeti innamorati. Da Guittone a Raboni
(a cura di Patrizia Valduga), un’antologia che raccoglie alcuni
dei più bei versi d’amore dei maggiori poeti italiani: «Fuoco di
paglia è amore di poeta, / perciò è vorace, ed è così fugace».
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La
storia della ragazza che aveva paura dei temporali
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«Se non avessi fatto la
giornalista avrei fatto la sarta o, per essere un po’ più snob,
la “stilista”. Nella mia infanzia ad affascinarmi erano
soprattutto le serate con mia madre che disegnava e ritagliava
modelli di carta che poi appoggiava sui tessuti per trasformarli
negli abiti che ammiravo sulle riviste di moda» scrive Giuliana
Sgrena nella presentazione al romanzo
La ragazza che aveva paura del temporale
di Benito Mazzi. Perché è di sua madre Antonietta (Neta) che si
parla, sarta provetta, e di suo padre, Franco (detto “Ranca”), e
della loro avventurosa e quasi leggendaria storia. Lei, bella
come Liz Taylor, caparbia e coraggiosa (ma con una terribile
paura dei temporali) incontra un giorno lui, Franco, «il faccia
di tolla». E sarà un amore costante e sincero, che li terrà
uniti fino alla vecchiaia e anche nei momenti difficili, come ad
esempio durante il rapimento della figlia giornalista in Iraq.
Alla loro storia e a quella delle loro famiglie si lega la
piccola storia della val d’Ossola, con l’epica lotta tra
contrabbandieri e finanzieri, e la grande storia d’Italia, dalla
ritirata di Russia alla lotta partigiana alla Liberazione. Un
romanzo che è una testimonianza preziosa di un popolo e di una
valle di confine. Non perdetelo!
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Tra
filosofia, arte e futurismo
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La collana “Alia” presenta due
novità interessantissime per gli appassionati di arte e
filosofia:
Abitare l’arte. Heidegger, la Bibbia,
Rothko
(pp. 64, euro 10) di
Silvano Petrosino, che analizza i tratti essenziali dell’agire
artistico, e
L’arte, le api e Darwin. Conversazioni
(a cura di Sergio Fava, pp. 176, euro 12) di Carlo Sini, che
parte da tre luoghi dell’origine umana (l’arte come esperienza
metafisica, l’evoluzione e la nascita dell’economia). Per i fan
della musica rock da non perdere
Se una notte d’inverno un musicista. Otto
storie rock, (con un inserto fotografico a
colori, pp. 96, euro 10) del critico Riccardo Bertoncelli: dallo
sfortunato Capodanno dei giovani Beatles alla morte di James
Brown la vigilia di Natale, i retroscena dei Natali “rock”...
Ma, tornando alla filosofia, ecco i “Quaderni di Resine”
inaugurati da Flavio Baroncelli,
Alfabeto (a cura di
Giosiana Carrara, pp. 208, euro 15), che traccia un interessante
e divertente profilo del filosofo. La carrellata si conclude con
Shades of Futurism. Futurismo in ombra
(a cura di Pietro Frassica, pp. 360 euro 25), che coglie la
portata rivoluzionaria del movimento futurista nell’Italia del
primo Novecento.
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Maria
Adele Garavaglia vola con gli “Aironi”
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Due belle novità nella collana
degli “Aironi”, dedicata a letteratura e cultura con legami nel
territorio novarese: di Maria Adele Garavaglia
Un prefetto per l’Italia. Antonio
Malusardi da Vespolate alla Sicilia (pp. 312,
euro 12), un romanzo con documentati fondamenti storici che
racconta la vita avventurosa del vespolino Antonio Malusardi,
che da impiegato dell’intendenza generale di Novara arrivò a
diventare prefetto di Palermo, vivendo con grande
partecipazione, le traversie dell’unificazione italiana.
Dedicato all’annoso problema della tratta delle donne straniere
è invece
Il buon samaritano si ferma ancora.
Testimonianze (a cura di Maria Adele
Garavaglia, pp. 116, euro 12, promosso da Liberazione e Speranza
Onlus) in cui si vuole accostare al contenuto della nota
parabola evangelica del “buon samaritano” la storia di Doris, la
ragazza protagonista del racconto.
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Risorgimento,
guerra e unità: per non dimenticare
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Il Risorgimento è colmo di storie
emozionanti, umanissime, commoventi, e di uomini e di donne che
sperarono, soffrirono, patirono la galera, combatterono, vissero
e, in molti casi, morirono, per la patria, l’indipendenza, la
libertà, la giustizia, l’eguaglianza. Di loro si scrive in
La cambiale dei Mille
di Massimo Novelli (pp. 320, euro 14), che ha lo scopo di far
rivivere episodi e personaggi più o meno noti del Risorgimento;
ancora in tema è
Memorie di guerra e brigantaggio
(a cura di Carlo Bonfantini, pp. 168, euro 14), diario di un
protagonista della campagna di guerra del 1860. Gaetano Ferrari
prese parte come giovane volontario garibaldino alla seconda
fase della spedizione dei Mille da Milazzo al Volturno, fu poi
bersagliere nella terza guerra d’Indipendenza e nella campagna
contro il brigantaggio in Sicilia e in Calabria. Per chi è in
cerca di testi per ragazzi sulla guerra, ecco
Raccontare la guerra di
Walter Fochesato (pp. 248, euro 20), che offre un’ampia
ricostruzione di come il tema sia entrato nei libri, partendo
dalla conclusione del processo risorgimentale per arrivare ai
giorni nostri. Da Cuore a Capuana, da Vamba a Il
piccolo alpino, passando per la prima guerra mondiale e le
tragiche guerre del fascismo fino a giungere ai romanzi di
grandi scrittori o illustratori quali Robert Westall, Uri Orlev,
Tomi Ungerer, Roberto Innocenti e Lia Levi. In occasione dei 150
anni dell’unità d’Italia sono raccolti in
Viaggio per l’Italia all’insegna
dell’“Unità” (a cura di Roberto Vetrugno,
presentazione di Maria Antonietta Grignani,pp. 128, euro 15) gli
articoli che il poeta Alfonso Gatto scrisse in occasione di un
viaggio svolto nel 1949 in varie regioni del nord per conto del
quotidiano “l’Unità”. La passione per il “paesaggio umano” si
salda in questi testi con le ragioni ideologiche derivate dalla
guerra finita da pochi anni.
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Dürer,
un grande maestro da collezione
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«Non era come gli altri artisti e
fin dagli anni della sua formazione ha compiuto scelte fuori
dall’ordinario, mostrando un desiderio di conoscere che molti
suoi colleghi di allora non avevano in uguale misura, né avevano
avuto. La sua sete di migliorarsi e la sua voglia di sapere lo
hanno condotto presto fuori da Norimberga» scrive Paolo Bellini
nell’introduzione ad Albrecht Dürer,
Le stampe della collezione di
Novara, catalogo
della collezione delle opere düreriane raccolte da Venanzio De
Pagave (1722-1803) ed ereditate dal figlio Gaudenzio, che furono
poi donate al Comune di Novara nel 1833. Questo catalogo (in
occasione della mostra al Broletto dal 16 dicembre al 28
febbraio) è stato concepito al fine di colmare un certo vuoto
nell’ambito della letteratura artistica düreriana: infatti nei
testi italiani pubblicati fino ad oggi «vengono con merito messi
in luce gli aspetti storici, le cronologie e le fonti da cui
l’artista potrebbe aver derivato alcune sue opere, mentre poco o
quasi nessun rilievo sembra dato all’approfondimento
iconografico». Nelle schede del prezioso volume tale aspetto
viene invece ampiamente analizzato, rivelandosi di fondamentale
importanza per una fruizione ottimale delle opere e per capire
fino in fondo la grandezza dell’opera di Dürer. Un regalo per
ogni appassionato d’arte.
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Albrecht Dürer,
Le stampe della collezione
di Novara, a cura
di Paolo Bellini, pp. 160, euro 30.
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“Microprovincia”
e Terra d’acque: buon compleanno a Vassalli
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In occasione dei settant’anni
dello scrittore, Interlinea ha festeggiato Sebastiano Vassalli
con un numero speciale della rivista “Microprovincia” dal titolo
La parola e le storie in Sebastiano
Vassalli (pp. 224, euro 25, distribuzione
diretta presso Interlinea). Scrive Franco Cordelli: «Sebastiano
ha una legge inflessibile, che hanno pochi scrittori: non spende
parole inutili». Per l’occasione è uscita anche una nuova
edizione a colori e accresciuta di
Terra d’acque. Novara, la pianura, il riso
(pp. 176, euro 18) ed è sempre disponibile
l’antologia-intervista con Giovanni Tesio
Un nulla pieno di storie.
E in primavera sono previste nuove uscite del celebre autore
della Chimera...
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