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   SOMMARIO
   
  • Un Natale per lettori golosi. I libri Interlinea regalano cioccolato
  • Una frittata colossale da regalare ai bambini
  • Se regali i nostri libri... sconti e una dolce scatola
  • Con Artusi il Natale è servito. Ricette e menu delle feste per lettori "gourmand"
  • Da Renoir ai Vanzina, Natale a tutto cinema
  • Un Natale controcorrente e scapigliato
  • Icone russe: arte, religiosità e tradizione
  • Gesù Bambino è in pericolo! Ma è in arrivo il salvatore della mezzanotte
  • Dormi Bimbambel, che domani è Natale!
  • La bellezza di un classico della letteratura
  • Caro Babbo Natale, portami un bel libro!
  • Zanzotto, addio al poeta della natura e dell'infanzia
  • La Francia vista con gli occhi di un italiano
  • Torna “Autografo”,  rivista di letteratura fondata da Maria Corti
  • Voci di poeti dal catalogo Interlinea più recente
  • La storia della ragazza che aveva paura dei temporali
  • Tra filosofia, arte e futurismo
  • Maria Adele Garavaglia vola con gli “Aironi”
  • Risorgimento, guerra e unità: per non dimenticare
  • Dürer, un grande maestro da collezione
  • “Microprovincia” e Terra d’acque: buon compleanno a Vassalli
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    Un Natale per lettori golosi. I libri Interlinea regalano cioccolato

    La lettura è sempre piacevole ma diventa un’esperienza ancora più dolce a Natale grazie a Interlinea: dal momento che escono due novità “gustose” (Il menu delle feste del grande Pellegrino Artusi nel 150° della nascita e un albo per i più piccoli su La frittata raccontata da due dei maggiori autori per l’infanzia, Guido Quarzo e Anna Vivarelli) la casa editrice propone una deliziosa offerta per i suoi lettori più golosi. Un’elegante scatola da regalo con tre confezioni di cioccolatini d’alta qualità del nostro Piemonte, da 200 grammi ciascuno, saranno spediti in omaggio a chi acquisterà entro il 31 gennaio 2012 libri per almeno 50 euro di spesa, al netto degli eventuali sconti (la confezione contiene i celebri cuneesi al rum di cioccolato finissimo fondente; i mitici cioccolatini al latte cuor di nocciola con la nocciola gentile della Langa IGP e cioccolatini cuor di nocciola fondenti). Non c’è che l’imbarazzo della scelta per assaggiare i nostri libri. La collana “Nativitas” (sempre più collezionata in Italia e all’estero) propone anche un’antologia originale di Natale scapigliato (con Boito, Dossi, Praga e tanti altri a narrare una festività controcorrente), mentre da un’esperta ecco l’illustratissimo volumetto a colori sulle Icone russe di Natale. E gli amanti d’arte non possono fare a meno di un catalogo sulle più belle incisioni di Dürer: quasi 200 immagini commentate come mai prima d’ora in un’opera italiana. Naturalmente per i bambini “Le rane” offrono regali sotto l’albero: da Salvataggio a mezzanotte di Bruno Tognolini (premio “Storia di Natale” 2011) al grande albo con cd di canzoni di È Natale Bimbambel di Anna Lavatelli: storie della buonanotte per le feste. Buona lettura!
     

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    Una frittata colossale da regalare ai bambini

     

    Chi non è goloso alzi la mano. C’è chi ama il dolce, chi ama il salato, chi la carne chi la pasta, chi la pizza chi le patatine. Il protagonista di questa storia è invece un cuoco ghiotto di frittata. Una sera decide infatti di cucinare una frittata tutta per sé. Ma la fame è tanta e la padella è grande e il cuoco continua ad aggiungere ingredienti: prima le uova, poi il formaggio, poi le verdurine, i pescetti... Fatto sta che alla fine si trova un po’ in imbarazzo quando deve girarla. Come farà? Un albo cartonato da regalare e leggere a piccoli lettori golosi.

    Anna Vivarelli, Guido Quarzo, La frittata, illustrazioni di Andrea Astuto, pp. 32, euro 12.

     

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      Se regali i nostri libri... sconti e una dolce scatola

     

    Telefona al numero verde 800 452999 o invia un’e-mail a: ordini@interlinea.com. Su ogni ordine fatto dai lettori affezionati che ricevono questa proposta: sconto 20% e scatola con gr 600 di cioccolato di qualità per acquisti oltre le 50 euro al netto dello sconto del 20%. Info su www.interlinea.com; telefono diretto per ordini urgenti:

     

    0321 612571

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      Tutte le novità a Roma dal 7 all'11 dicembre in fiera

     

    “Più libri più liberi”, la fiera della piccola editoria di cultura, torna a Roma al Palazzo dei Congressi dell'Eur dal 7 all'11 dicembre: Interlinea dà l’appuntamento ai suoi lettori allo stand P16 con segnalibri in omaggio e una sorpresa tutta da gustare.

       
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    Con Artusi il Natale è servito. Ricette e menu delle feste per lettori "gourmand"

     

    «La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che ruiscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria. Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi. Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace; ma anche senza di esso, con una scorta simile a questa mia, mettendovi con molto impegno al lavoro, potrete, io spero, annaspar qualche cosa». Così scrive Pellegrino Artusi, autore della celeberrima Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene da cui è tratto il piccolo manuale tascabile di Interlinea, Il menu delle feste, che raccoglie le migliori e le più classiche ricette per le feste natalizie. Artusi, di cui ricorre il centenario della morte, fu cuoco famoso e inventore delle “dosi” in cucina; con il suo libro di ricette, che ebbe numerosissime edizioni e girò per tutta l’Italia, contribuì, si può dire, a creare l’unità nazionale attraverso una sorta di “unificazione” del gusto. Eppure, come si legge nella spassosa introduzione dell’autore, La storia di un libro che rassomiglia alla storia di Cenerentola, l’opera non generò dapprincipio grande interesse negli editori cui venne offerta, e nemmeno negli amici “illustri”. In particolare l’autore ricorda la “storica” sentenza dell’amico Francesco Trevisan, «professore di belle lettere», che ebbe a proferire: «Questo è un libro che avrà poco esito». Ma forse gli avrà portato fortuna, dato che questo libro, a partire dal 1891, ha conosciuto molte edizioni e ristampe, anche clandestine e non autorizzate. Ma veniamo alle ricette, ed ecco una proposta di menu per le feste: cappelletti in brodo, crostini di fegatini di pollo, cappone con sformato di riso, pasticcio di lepre, arrosto di faraona, panforte di Siena e gelato di mandorle tostate. Un segreto per la riuscita dei piatti?: «Scegliete sempre per materia prima roba della più fine, che questa vi farà figurare». E buon appetito!

     

    Pellegrino Artusi, Il menu delle feste. Ricette della tradizione per Natale e l’anno nuovo, con illustrazioni d’epoca, pp. 80, euro 10.

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    Da Renoir ai Vanzina, Natale a tutto cinema

    C’è un forte legame che unisce il Natale al cinema, anche al di là dell’evento commerciale: ed è proprio la presenza del Natale stesso come oggetto di rappresentazione filmica. Scrive Simonelli: «Il Natale nelle sue origini, nella sua dimensione festiva, nelle sue celebrazioni familiari e pubbliche, ne suoi significati religiosi e culturali ha costituito un oggetto di riflessione centrale in alcune opere, marginale, appena accennato ma non per questo meno significativo, in altre». Dai film cult come Joyeux Nöel ai classici come La vita è meravigliosa, dai maestri del neorealismo ai cinepanettoni, Giorgio Simonelli offre in Cinema a Natale una godibile e interessante carrellata sui migliori o più famosi – o famigerati – film natalizi, divisi per temi (Natività, Miracoli e regali, Indifferenze e insofferenze, Celebrazioni e Il Natale non è più quello di una volta) e corredati da un ampio inserto fotografico e filmografico, con le schede di tutte le pellicole presentate.

     

     Giorgio Simonelli, Cinema a Natale. Da Renoir ai Vanzina, pp. 128, euro 12.

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    Un Natale controcorrente e scapigliato

     

    «A me sovviene della vigilia del dì di Natale, quando la folla rigurgitante per le contrade inverte il dubbio, che ci era nato il mattino, alla veduta di quel famoso Verziere, bondanza di nostran, stupor di forestee, se cioè, a tanta roba fossero bocche bastanti. Il giorno sta per chiudere i suoi registri. All’incertezza della scelta, successe la temerarietà, la febbre scalmana della compera. I soldi sembrano pesare nelle saccoccie; non si fa più prezzo; contrattasi tra compratori, e le bottegucce a ruote de’ baloccai si vuotano a occhio, come se tutto si donasse o si rubasse». Così Carlo Dossi descrive una vigilia di Natale di più di un secolo fa: ma le cose sono poi cambiate così tanto? Nell’antologia Natale scapigliato poeti e scrittori descrivono una festività che sembra aver smarrito la propria originaria dimensione sacra, trasformandosi in un frivolo rito della detestata borghesia, opulenta e individualista e offrono una lettura anticonvenzionale del Natale: un documento venato di nostalgico rimpianto e spesso infarcito di vibrante polemica contro la perdita di autenticità di una festa degradata a liturgia conviviale e a sfoggio di inutili orpelli edonistici, con testi di Ambrogio Bazzero, Camillo Boito, Corrado Corradino, Carlo Dossi, Ferdinando Fontana, Antonio Ghislanzoni, Olindo Guerrini, Carlo Malinverni, Giuseppe C. Molineri, Emilio Praga e Remigio Zena.

     

    Natale scapigliato, testi di Camillo Boito, Carlo Dossi, Emilio Praga e altri, a cura di Giuseppe Iannaccone, pp. 176, euro 12.

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    Icone russe: arte, religiosità e tradizione

    «Le icone non di rado sono associate alla Russia, come se fossero un patrimonio esclusivo della sua cultura. La venerazione verso l’icona, in effetti, è molto antica. L’uomo si serviva dell’immagine già nelle civiltà pagane per stabilire un contatto con la divinità, ricorrendo al ritratto come mezzo allusivo al divino. La sacralità, la presenza attiva caratteristiche dell’immagine passano ai cristiani. Il termine “icona” deriva dal vocabolo greco eikon che significa “immagine” o “ritratto”. Il fondamento concettuale dell’icona si basa sull’idea che l’immagine possa servire al devoto come canale di comunicazione con la divinità. Secondo una formulazione classica, le cose sensibili in verità sono immagini delle cose invisibili. Su questo fondamento Bisanzio edificò la propria teoria dell’immagine sacra come riflesso dell’archetipo che permette alle sue “energie” di essere realmente presenti nel ritratto. La vista offerta dall’icona è la vista del mondo celeste nel quale tutti gli esseri assumono il loro vero significato» così scrive Sania Gukova nell’introduzione a Icone russe di Natale, una raccolta di icone esaminate in base ai luoghi, ai personaggi e ai momenti raffigurati: da san Giuseppe, raffigurato in atteggiamento pensoso, alla Vergine che domina la scena, serena e raccolta; fino a discutere del valore simbolico degli angeli, dei pastori e della grotta, oggetto di miti e leggende antiche. Un libro per imparare a conoscere i simboli del Natale da un nuovo punto di vista artistico e culturale. Con numerose tavole a colori.

     

    Sania Gukova, Icone russe di Natale, con tavole d’arte a colori, pp. 96, euro 12.
     

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    Fate gli auguri con le “vecchie”cartoline
     
    Come rendere originali i vostri auguri di Natale? Interlinea vi propone una raccolta delle più belle cartoline d’autore della prima metà del Novecento proposte da Walter Fochesato, Auguri di Buon Natale. Arte e tradizione delle cartoline augurali: non solo l’albero, le campane, gli zampognari, ma anche il panettone, gli sport della neve, lo spazzacamino, i portafortuna vari e gli amanti (e persino Pinocchio!). A sbizzarrirsi sono illustratori quali Bertiglia, Metlicovitz, Meschini, Sgrilli per arrivare a Maria Pia e a Luisa Fantini. L’autore stesso presenta la sua collezione: «cartoline natalizie che vengono edite in Italia in un arco di tempo compreso fra la prima guerra mondiale e i primi anni cinquanta. Il libro si articola in capitoli dedicati ai vari aspetti figurativi del Natale in cartolina».
     
    Walter Fochesato, Auguri di Buon Natale. Arte e tradizione delle cartoline augurali, con oltre 100 immagini a colori, pp. 160, euro 12.
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    Il significato del Natale nel libro di papa Wojtyla
     
    «Il Natale è evento di luce, è la festa della luce: nel Bambino di Betlemme la luce originaria torna a risplendere nel cielo dell’umanità ». Nella notte della nascita di Gesù Karol Wojtyla ha sempre trovato il significato di tutte le cose e la forza di lottare per avvicinare l’uomo a Dio; in questo piccolo libro, La notte della luce, le sue parole, insieme alle fotografie a colori, ci guidano alla scoperta del vero significato del Natale. Con una preziosa testimonianza di Stanislaw Dziwisz, segretario e collaboratore di Wojtyla per quasi quarant’anni, che ricorda il papa con affetto e commozione: «Il Natale era per Giovanni Paolo II la festa celebrata con il presepe – quello grande sulla piazza San Pietro e quello piccolo nel suo appartamento privato. C’era anche l’albero di Natale, offerto sempre da un nuovo Paese, che ricordava la tradizione del nord e che fino a oggi viene allestito in piazza San Pietro. Gli piacevano i canti natalizi e i cibi tipici di questo periodo, perché aiutavano a creare un’atmosfera indimenticabile e a vivere il mistero della Nascita di Dio. Le feste di Natale erano per il servo di Dio Giovanni Paolo II le feste della famiglia, anche se lui stesso aveva perso presto la sua famiglia».
     
    Karol Wojtyla, La notte della luce. Pagine e omelie di Natale, a cura di Andrzej Dobrzynski e Valerio Rossi, con una testimonianza del card. Stanislaw Dziwisz e un inserto fotografico a colori, pp. 136, euro 8.
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    Gesù Bambino è in pericolo! Ma è in arrivo il salvatore della mezzanotte
     
    È Natale. In casa di Lele e della sua sorellina Carlotta c’è un grande albero pieno di luci e, ai suoi piedi, un piccolo mondo in miniatura, che subito attira l’attenzione della serafica gatta Jana. E sarà proprio lei la protagonista di questa originale storia, che si svolge in tre luoghi – una casa, Betlemme, il paradiso –, dove c’è un bambino da salvare (proprio Gesù Bambino!) e un malvagio da annientare, il tutto prima che scocchi la mezzanotte. Ma ce la farà? È quello che si chiedono anche l’arcangelo Gabriele e san Pietro che, dall’altro dei cieli, sorvegliano, un po’ sulle spine e un po’ facendo il tifo, quello che accade sulla terra. Perché se a mezzanotte il Bambino non nascerà non esisterà più neanche il Natale…
     
    Bruno Tognolini, Salvataggio a mezzanotte, illustrazioni di Pia Valentinis, edizione cartonata, collana “Le rane piccole”, pp. 24 a colori, euro 10.
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    Dormi, Bimbambel, che domani è Natale!
     
    Ritorna a grande richiesta uno dei maggiori successi della collana “Le rane grandi”: È Natale Bimbambel di Anna Lavatelli, illustrato da Giulia Orecchia. Il papà racconta le proprie avventure natalizie: eccolo allora aiutante di Babbo Natale in una notte di nebbia in cui la slitta non può decollare... Un libro-strenna che allieta il sonno dei bambini grazie anche al cd di musiche natalizie composte e cantate da Giovanni Caviezel.
     
    Anna Lavatelli, È Natale Bimbambel, illustrazioni di Giulia Orecchia, edizione cartonata, collana “Le rane grandi”, pp. 32 a colori con CD, euro 14.
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    La bellezza di un classico della letteratura
     
    In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia torna uno dei racconti più famosi e belli di Cuore: è la storia di un ragazzino che, durante il Risorgimento, incontra una compagnia di soldati italiani. L’ufficiale gli chiede di salire su di un frassino a far da vedetta: avvista così poco lontano un drappello di austriaci che, disgraziatamente, lo notano e iniziano a bersagliarlo con colpi di fucile… Una storia che ancora oggi commuove e ha molto da dirci. 
     
    Edmondo De Amicis, La piccola vedetta lombarda, illustrazioni di Paolo D’Altan, pp. 24, euro 8.
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    Caro Babbo Natale, portami un bel libro!
     
    Cosa c’è di meglio, durante le feste, di leggere un libro con mamma e papà? Meglio se poi è proprio una storia di Natale, come quelle delle “Rane piccole” di Interlinea: si parte da Caro Babbo Natale, di Anna Vivarelli, per bambini che forse non credono più nell’esistenza del caro vecchietto, ma che non vogliono perdere la fiducia nella bellezza del Natale, per passare ai più “classici” Come Caterina salvò Babbo Natale (da un dimagrimento eccessivo e dalla strega Mestolona) di Cecco Mariniello o Babbo Natale e i Babbi finti di Giulia Orecchia, in cui il vero Babbo deve fare i conti con una sfilza di Babbi Natale fasulli. C’è un omone vestito di rosso anche nel Ritorno di Babbo Natale di Guido Quarzo, ma si scoprirà essere un personaggio storico molto importante, che con la sua presenza renderà il Natale di un piccolo paese molto speciale. A Natale bisogna stare attenti alle streghe, specie se ghiotte di bambini come quella di La strega di Natale di Sebastiano Ruiz Mignone... Chi porta i regali la notte di Natale? A Giuseppe, protagonista di La torta di Mino Milani, un personaggio un po’ bizzarro lascia in dono un’invitante torta farcita, e questo gesto lo farà sentire un uomo migliore. I travestimenti di Babbo Natale sono molti e spesso egli si nasconde nei personaggi meno sospettabili: ce lo fa intuire Guido Quarzo nel racconto I panini di Natale, dove un burbero panettiere ha un segreto celato gelosamente. Infine, per un racconto di Natale “alternativo”, tutto da leggere Il viaggio di Peppino di Roberto Piumini, in cui si racconta delle difficoltà di Maria nel cercare un posto tranquillo per far nascere Gesù. Passate le feste natalizie ecco avvicinarsi l’Epifania: allora non si possono perdere i racconti che i Re Magi inventano lì per lì per rallegrare Gesù bambino durante la loro visita (I racconti dei Re Magi, Anna Lavatelli) o la storia di Daria, bambina sensibile che, preoccupata per la Befana, le vuole comprare un paio di scarpe nuove (Le scarpe della Befana di Anna Genni Miliotti). Se invece volete sapere tutto, ma proprio tutto sulla Befana, allora non perdete Il Manuale della Befana di Anna Lavatelli, dove si risponde a domande come: Perché la Befana è vecchia? Com’è la Befana? Come si veste la Befana? Dove vive la Befana? E altre questioni di primaria importanza. Buone feste con i libri di Interlinea!
       
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    Zanzotto, addio al poeta della natura e dell'infanzia
     
    «Scrivo dappertutto, sulle ricette, sul biglietto del treno, sui giornali. Scrivo solo la sera, di notte, perché le impressioni forti della giornata si sono già modificate. Scrivo, correggo, batto a macchina, correggo ancora. Copio a mano in bella copia. Nei periodi di depressione scrivo sempre più piccolo, come per passare inosservato o come per camminare sul filo del rasoio di una cresta montana. Ricercare nella polverosa sonnolenza le poesie dopo averle perse è un problema. Vanno a finire nelle cartelle cliniche» dichiara Andrea Zanzotto a Giovanna Ioli in Ascoltando dal prato, pubblicato in occasione dei novant’anni del poeta e che ha ora assunto, dopo la sua morte, una valenza quasi testamentaria. Si tratta di una raccolta di testi e ricordi in gran parte inediti su aspetti legati alla vita di Andrea Zanzotto, alla sua opera e alla società italiana. «Chi scrive poesia ha sempre anche la vecchia tentazione della felicità, sia pure sotto la specie (infame?) del “paradiso artificiale”, da ottenere via droga, droga verbale»: è un’altra delle considerazioni di un poeta che ricorda le tradizioni della sua infanzia e la natura nel suo Veneto, scagliandosi infine contro «la dissacrazione della natura, che non è mai pura natura, ma natura e storia insieme».
    Andrea Zanzotto, Ascoltando dal prato. Divagazioni e ricordi, a cura di Giovanna Ioli, pp. 72, euro 10.
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    La Francia vista con gli occhi di un italiano

     

    Alberto Toscano, giornalista, nato a Novara nel 1948 ma oramai trapiantato in Francia, racconta in Critica amorosa dei francesi tutti gli stereotipi che i francesi hanno su se stessi e cerca di dimostrare ai nostri cugini d’Oltralpe che si sentiranno molto meglio il giorno in cui smetteranno di credersi “eccezionali”. Da «la cucina francese è la migliore al mondo» alla fierezza di considerarsi «la patria dei diritti umani», da «Parigi, capitale mondiale» al mito della galanteria francese, i francesi coltivano una raffica di luoghi comuni di cui spesso si nutrono e talvolta si colpevolizzano. Che cosa vuol dire essere la patria dei diritti umani in un’epoca in cui molti politici promettono di dar la caccia agli immigrati? Con capitoli su Zidane e la finale dei mondiali contro l’Italia, Carla Bruni e Cesare Battisti.
     
    Alberto Toscano, Critica amorosa dei francesi, presentazione di Corrado Augias, pp. 232, euro 14.
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    Torna “Autografo”,  rivista di letteratura fondata da Maria Corti
     
    Dall’estate 2011 Interlinea e il Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia sono tornati a pubblicare “Autografo”, una delle riviste di letteratura italiana più autorevoli, fondata da Maria Corti e interrotta dopo la sua morte. I nuovi direttori del semestrale, caratterizzato da numeri monografici sui maggiori problemi e autori del Novecento, sono Maria Antonietta Grignani e Angelo Stella, mentre fanno parte del comitato scientifico Franco Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Giuseppe Polimeni e Carla Riccardi. Il primo numero (45) della nuova serie è stato La “scommemorazione”: Giorgio Manganelli a vent’anni dalla scomparsa: volume monografico con gli atti della giornata di studi (Pavia 11 novembre 2010), con inediti e immagini. È seguito il numero 46, dedicato ad Andrea Zanzotto, I Novanta di Zanzotto. Studi, incontri, lettere, immagini, che raccoglie diversi testi e saggi di Patrizia Valduga, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni e altri, materiali d’archivio con lettere inedite del poeta a Vittorio Sereni, Giovanni Raboni e altri scrittori, con un servizio fotografico di Paolo della Corte realizzato nella casa del poeta a Pieve di Soligo, infine un’intervista a Zanzotto di Luciano Cecchinel.
     
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    Voci di poeti dal catalogo Interlinea più recente
     
    Poesia protagonista da Interlinea: si parte da Franco Spazzi, acquerellista e poeta milanese che in La cuscénza di tram (con note di Alberto Casiraghy e Alberto Castaldini, pp. 144, euro 14) dipinge la sua città, i ricordi più cari, ma anche immagini paesane, religiose e letterarie attraverso il dialetto di Lanzo d’Intelvi; poesia nel dialetto del Gargano è invece quella di Francesco Granatiero, che nella raccolta La chiéve de l’urte (con una nota di Giovanni Tesio, pp. 128, euro 12) ci fa visitare un mondo arcano e misterioso. In punta di piedi Renato Pennisi raccoglie le sue liriche in La notte (presentazione di Giovanni Tesio, pp. 88, euro 12), svelando il sentimento di una presenza-assenza e di un’unità spezzata. Si continua con Giusi Baldissone con Le donne del coro (prefazione di Claudio Ciancio, pp. 80, euro 12), «un libro di poesie sulle donne dove non c’è spazio per il maschile. Anzi c’è una sfida alla superficialità maschile, che sa soltanto violare la donna, ma non veramente leggere nella profondità del suo sguardo e del suo cuore». Studioso di lingue moderne, critico e poeta, Pasko Simone raccoglie le sue poesie attuali e provocatorie in Piantate tutto (pp. 80, euro 12), mentre in Lo stato poetico (con sculture di Marco Nereo Rotelli e note di Lucrezia Lerro e Annamaria Orsini, pp. 64, euro 12) è raccolta l’opera dell’artista Marco Nereo Rotelli, che in occasione della 54a esposizione internazionale d’arte la Biennale di Venezia ha impresso nella pietra alcuni versi di molte e tra le più significative voci della nostra poesia d’oggi. Ci sono poi i Poeti innamorati. Da Guittone a Raboni (a cura di Patrizia Valduga), un’antologia che raccoglie alcuni dei più bei versi d’amore dei maggiori poeti italiani: «Fuoco di paglia è amore di poeta, / perciò è vorace, ed è così fugace».
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    La storia della ragazza che aveva paura dei temporali

     

    «Se non avessi fatto la giornalista avrei fatto la sarta o, per essere un po’ più snob, la “stilista”. Nella mia infanzia ad affascinarmi erano soprattutto le serate con mia madre che disegnava e ritagliava modelli di carta che poi appoggiava sui tessuti per trasformarli negli abiti che ammiravo sulle riviste di moda» scrive Giuliana Sgrena nella presentazione al romanzo La ragazza che aveva paura del temporale di Benito Mazzi. Perché è di sua madre Antonietta (Neta) che si parla, sarta provetta, e di suo padre, Franco (detto “Ranca”), e della loro avventurosa e quasi leggendaria storia. Lei, bella come Liz Taylor, caparbia e coraggiosa (ma con una terribile paura dei temporali) incontra un giorno lui, Franco, «il faccia di tolla». E sarà un amore costante e sincero, che li terrà uniti fino alla vecchiaia e anche nei momenti difficili, come ad esempio durante il rapimento della figlia giornalista in Iraq. Alla loro storia e a quella delle loro famiglie si lega la piccola storia della val d’Ossola, con l’epica lotta tra contrabbandieri e finanzieri, e la grande storia d’Italia, dalla ritirata di Russia alla lotta partigiana alla Liberazione. Un romanzo che è una testimonianza preziosa di un popolo e di una valle di confine. Non perdetelo!
     
    Benito Mazzi, La ragazza che aveva paura del temporale, pp. 160, euro 18.
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    Tra filosofia, arte e futurismo
     
    La collana “Alia” presenta due novità interessantissime per gli appassionati di arte e filosofia: Abitare l’arte. Heidegger, la Bibbia, Rothko (pp. 64, euro 10) di Silvano Petrosino, che analizza i tratti essenziali dell’agire artistico, e L’arte, le api e Darwin. Conversazioni (a cura di Sergio Fava, pp. 176, euro 12) di Carlo Sini, che parte da tre luoghi dell’origine umana (l’arte come esperienza metafisica, l’evoluzione e la nascita dell’economia). Per i fan della musica rock da non perdere Se una notte d’inverno un musicista. Otto storie rock, (con un inserto fotografico a colori, pp. 96, euro 10) del critico Riccardo Bertoncelli: dallo sfortunato Capodanno dei giovani Beatles alla morte di James Brown la vigilia di Natale, i retroscena dei Natali “rock”... Ma, tornando alla filosofia, ecco i “Quaderni di Resine” inaugurati da Flavio Baroncelli, Alfabeto (a cura di Giosiana Carrara, pp. 208, euro 15), che traccia un interessante e divertente profilo del filosofo. La carrellata si conclude con Shades of Futurism. Futurismo in ombra (a cura di Pietro Frassica, pp. 360 euro 25), che coglie la portata rivoluzionaria del movimento futurista nell’Italia del primo Novecento.
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    Maria Adele Garavaglia vola con gli “Aironi”
     
    Due belle novità nella collana degli “Aironi”, dedicata a letteratura e cultura con legami nel territorio novarese: di Maria Adele Garavaglia Un prefetto per l’Italia. Antonio Malusardi da Vespolate alla Sicilia (pp. 312, euro 12), un romanzo con documentati fondamenti storici che racconta la vita avventurosa del vespolino Antonio Malusardi, che da impiegato dell’intendenza generale di Novara arrivò a diventare prefetto di Palermo, vivendo con grande partecipazione, le traversie dell’unificazione italiana. Dedicato all’annoso problema della tratta delle donne straniere è invece Il buon samaritano si ferma ancora. Testimonianze (a cura di Maria Adele Garavaglia, pp. 116, euro 12, promosso da Liberazione e Speranza Onlus) in cui si vuole accostare al contenuto della nota parabola evangelica del “buon samaritano” la storia di Doris, la ragazza protagonista del racconto.
     
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    Risorgimento, guerra e unità: per non dimenticare

     

    Il Risorgimento è colmo di storie emozionanti, umanissime, commoventi, e di uomini e di donne che sperarono, soffrirono, patirono la galera, combatterono, vissero e, in molti casi, morirono, per la patria, l’indipendenza, la libertà, la giustizia, l’eguaglianza. Di loro si scrive in La cambiale dei Mille di Massimo Novelli (pp. 320, euro 14), che ha lo scopo di far rivivere episodi e personaggi più o meno noti del Risorgimento; ancora in tema è Memorie di guerra e brigantaggio (a cura di Carlo Bonfantini, pp. 168, euro 14), diario di un protagonista della campagna di guerra del 1860. Gaetano Ferrari prese parte come giovane volontario garibaldino alla seconda fase della spedizione dei Mille da Milazzo al Volturno, fu poi bersagliere nella terza guerra d’Indipendenza e nella campagna contro il brigantaggio in Sicilia e in Calabria. Per chi è in cerca di testi per ragazzi sulla guerra, ecco Raccontare la guerra di Walter Fochesato (pp. 248, euro 20), che offre un’ampia ricostruzione di come il tema sia entrato nei libri, partendo dalla conclusione del processo risorgimentale per arrivare ai giorni nostri. Da Cuore a Capuana, da Vamba a Il piccolo alpino, passando per la prima guerra mondiale e le tragiche guerre del fascismo fino a giungere ai romanzi di grandi scrittori o illustratori quali Robert Westall, Uri Orlev, Tomi Ungerer, Roberto Innocenti e Lia Levi. In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia sono raccolti in Viaggio per l’Italia all’insegna dell’“Unità” (a cura di Roberto Vetrugno, presentazione di Maria Antonietta Grignani,pp. 128, euro 15) gli articoli che il poeta Alfonso Gatto scrisse in occasione di un viaggio svolto nel 1949 in varie regioni del nord per conto del quotidiano “l’Unità”. La passione per il “paesaggio umano” si salda in questi testi con le ragioni ideologiche derivate dalla guerra finita da pochi anni.
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    Dürer, un grande maestro da collezione

     

    «Non era come gli altri artisti e fin dagli anni della sua formazione ha compiuto scelte fuori dall’ordinario, mostrando un desiderio di conoscere che molti suoi colleghi di allora non avevano in uguale misura, né avevano avuto. La sua sete di migliorarsi e la sua voglia di sapere lo hanno condotto presto fuori da Norimberga» scrive Paolo Bellini nell’introduzione ad Albrecht Dürer, Le stampe della collezione di Novara, catalogo della collezione delle opere düreriane raccolte da Venanzio De Pagave (1722-1803) ed ereditate dal figlio Gaudenzio, che furono poi donate al Comune di Novara nel 1833. Questo catalogo (in occasione della mostra al Broletto dal 16 dicembre al 28 febbraio) è stato concepito al fine di colmare un certo vuoto nell’ambito della letteratura artistica düreriana: infatti nei testi italiani pubblicati fino ad oggi «vengono con merito messi in luce gli aspetti storici, le cronologie e le fonti da cui l’artista potrebbe aver derivato alcune sue opere, mentre poco o quasi nessun rilievo sembra dato all’approfondimento iconografico». Nelle schede del prezioso volume tale aspetto viene invece ampiamente analizzato, rivelandosi di fondamentale importanza per una fruizione ottimale delle opere e per capire fino in fondo la grandezza dell’opera di Dürer. Un regalo per ogni appassionato d’arte.
     
    Albrecht Dürer, Le stampe della collezione di Novara, a cura di Paolo Bellini, pp. 160, euro 30.
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     “Microprovincia” e Terra d’acque: buon compleanno a Vassalli
     
    In occasione dei settant’anni dello scrittore, Interlinea ha festeggiato Sebastiano Vassalli con un numero speciale della rivista “Microprovincia” dal titolo La parola e le storie in Sebastiano Vassalli (pp. 224, euro 25, distribuzione diretta presso Interlinea). Scrive Franco Cordelli: «Sebastiano ha una legge inflessibile, che hanno pochi scrittori: non spende parole inutili». Per l’occasione è uscita anche una nuova edizione a colori e accresciuta di Terra d’acque. Novara, la pianura, il riso (pp. 176, euro 18) ed è sempre disponibile l’antologia-intervista con Giovanni Tesio Un nulla pieno di storie. E in primavera sono previste  nuove uscite del celebre autore della Chimera...
       
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