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Il Curriculum del grande Rebora con commento e autografi inediti
Torna - in un'edizione integralmente commentata, fondata sullo studio degli autografi inediti - un'opera fondamentale ma finora ignorata di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, secondo Contini "tra le personalità più importanti dell'espressionismo europeo", Clemente Rebora. Nato a Milano nel 1885, si rivelò con i Frammenti lirici nel 1913 pubblicati nelle edizioni della "Voce" di Prezzolini e ormai nella maturità, negli anni trenta, prese i voti religiosi come rosminiano, morendo nel 1957 a Stresa dopo lunga malattia, per la quale Eugenio Montale scrisse: "È un conforto pensare che il calvario dei suoi ultimi anni - la sua distruzione fisica - sia stato per lui, probabilmente, la parte più inebriante del suo curriculum vitae". L'opera così intitolata è composta proprio in quel periodo e ripercorre la parabola di un uomo alla luce di una "Parola" che salva. Di molti dei manoscritti più interessanti è fornita la riproduzione fotografica, documento anche visivo della tutt'altro che esausta vitalità creativa del poeta. Quest'edizione del Curriculum vitae, a cura di Roberto Cicala e Gianni Mussini, propone infine un prezioso saggio di Carlo Carena sui diari del poeta anch'essi inediti, che del poemetto costituiscono le nascoste "sinopie". Una lettura che lascia il segno, fin dai versi: "Quando morir mi parve unico scampo, / varco d'aria al respiro a me fu il canto: / a verità condusse poesia".

Clemente Rebora, Curriculum vitae, pp. 200, lire 24 200, euro 12,50, edizione di 999 esemplari numerati.
 

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Ritagli stampa per un Natale in letteratura
 

L'attenzione degli organi di stampa nei confronti della produzione editoriale di Interlinea è sempre molto vivace. Tra le collane, proprio Nativitas è una delle più recensite, con segnalazione su tutti i principali quotidiani e periodici italiani. Ecco una piccola selezione tratta dalla rassegna stampa e limitata ai titoli più recenti usciti all'interno della collana natalizia.

Romanzo di un tram che si chiama ossessione ("Corriere della sera", 13 novembre 2000): "In principio fu il sogno, anzi l'incubo di un tram. [...] Il protagonista è un italiano piccolo piccolo benché in fondo non peggiore di tanti altri. L'ossessione che consuma la sua vita, altrimenti insignificante, è anche quella che lo salva dalla nullità" (Gianfranco Bettetini, Un tram senza rotaie, pp. 96, lire 18 000, euro 9,30).

La favola di Natale ("Famiglia Cristiana", 24 dicembre 2000): "È una favola di struggente bellezza su lontananza e nostalgia, in prosa, versi e filastrocche, ricca di invenzioni e di un umorismo velato dalla tristezza di un bambino che non può abbracciare il padre, prigioniero in una terra remota" (Giovannino Guareschi, La favola di Natale, pp. 80, lire 18 000, euro 9,30).

La musica dell'isola ("La Repubblica", 10 dicembre 2000): "Poche righe in cui la scrittrice torinese si racconta come mai aveva fatto nelle precedenti fatiche: le adorate vie del centro, l'amore per la musica, la terribile malattia che l'ha colpita qualche anno fa. E una storia magica, che da via Mazzini rimbalza sul mare e poi al lago d'Orta" (Laura Mancinelli, La musica dell'isola, pp. 32, lire 10 000, euro 5,16).

Lo stupore si fa parola ("Il Sole 24 ore", 24 dicembre 2000): "Che cosa può accomunare poesie del Natale di scuole diverse, di varie preferenze ed educazioni? Forse una condizione emotiva che si stacca dal linguaggio, dal modello simbolico, si libera dall'autorità letteraria, dall'inganno della metafora. [...] La parola entra in una relazione di "stupore", diventa creatura" (Natale in poesia, a cura di Luciano Erba e Roberto Cicala, pp. 160, lire 24 000, euro 12,50).

Dodici capolavori pittorici sul tema della Natività ("Osservatore romano", 20 dicembre 2000): "Un piccolo volume che non ci si stanca mai di tenere tra le mani, di riaprire a più riprese, di riassaporare tra il piacere estetico di immagini che hanno segnato la storia dell'arte e quello anche letterario di brevi e incisivi pensieri di un critico doc" (Federico Zeri, Le mie natività, pp. 54, lire 18 000, euro 9,30).

Racconti natalizi di Vincenzo Consolo ("La Sicilia", 15 novembre 1999): "Un libro dedicato per molti versi alla Sicilia e che intorno alla Sicilia sviluppa i suoi temi. Il libro appartiene alla collana "Nativitas", appositamente dedicata al genere natalizio" (Vincenzo Consolo, Il teatro del sole, pp. 48, lire 10 000, euro 5,16).

Il poeta? Anche perdendo, vince ("Il Gazzettino", 30 novembre 1999): "È un libro sui generis questo ultimo di Elio Fiore, perfettamente in linea con tutta la sua storia e la sua produzione, ma diverso dalle solite estenuanti liriche di certa poesia contemporanea" (Elio Fiore, I bambini hanno bisogno, pp. 64, lire 15 000, euro 7,75).

I fioretti di San Francesco, scommessa sulla vita ("Il Gazzettino", 6 febbraio 1999): "Il Natale illustrato da Giotto raccoglie alcuni brani di Tommaso da Celano che narra come proprio per amor di povertà Francesco abbia inteso celebrare la nascita del bambino Gesù attraverso l'allestimento del presepio di Greccio" (Il Natale di Francesco d'Assisi, illustrato da Giotto, pp. 32, lire 8 000, euro 4,13).
 

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Sansone: il premio Marazza a Poesia catalana del Medioevo
 

Il prestigioso premio letterario "Achille Marazza" per la traduzione poetica è stato assegnato quest'anno a un'importante opera pubblicata da Interlinea. Si tratta di Poesia catalana del Medioevo, la ponderosa antologia curata da Giuseppe E. Sansone, il maggiore studioso di letteratura catalana in Italia, uscita nella scorsa primavera nella collana "Studi". Il premio è stato consegnato all'autore nella cerimonia svoltasi lo scorso 17 novembre nel salone d'onore della Biblioteca Marazza a Borgomanero (No).

Giuseppe E. Sansone, Poesia catalana del Medioevo. Antologia, pp. 256, lire 50 000, euro 25,82.
 

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Salamun: per la prima volta tradotto in Italia
 

La collana poetica "Lyra" di Interlinea, varata solo pochi mesi fa, si è già messa in evidenza per la particolarità delle scelte e il livello degli autori e dei testi pubblicati.
È questo il caso, ad esempio, di Acquedotto, la raccolta del poeta sloveno Tomaz Salamun, uno dei maggiori autori balcanici contemporanei, per la prima volta tradotto in Italia.
Tomaz Salamun (nella foto) è nato a Zagabria nel 1941. Vive a Lubiana. Ha svolto nella sua vita diversi mestieri, tra i quali ricordiamo quello di assistente presso la Galleria Moderna e presso l'Accademia di Belle Arti a Lubiana, ma anche quello di semplice venditore. Attualmente insegna scrittura creativa all'Università del Massachusetts. Il suo primo libro di poesie esce nel 1966 come samizdat e si intitola Poker. Da allora Salamun ha pubblicato molti volumi di versi, ha curato e partecipato ad alcune antologie e, a cominciare dal 1972 - anno di uscita del suo primo libro di versi tradotti in tedesco -, è stato tradotto in diverse lingue, prime fra tutte inglese, tedesco e serbo-croato. Salamun da parte sua ha tradotto in sloveno poesie di Apollinaire, Frost, Stevens, Williams, Vallejo e altri poeti europei. Acquedotto è stato tradotto e curato da Giuliano Donati. Un libro davvero entusiasmante.

Tomaz Salamun, Acquedotto, a cura di Giuliano Donati, con testo originale sloveno a fronte, pp. 112, lire 18 000, euro 9,30.

   
 

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