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Amore e guerra nei ricordi giovanili del novantenne Mino Milani

Recensione di: Di amore e di guerra
24.09.2018
Da "La Repubblica - Milano", Roberto Cicala su "Di amore e di guerra" di Mino Milani
«E di eroi popola i racconti che, studente mancato di medicina, manda agli editori senza risposta (solo da Rizzoli il "consiglio di smettere di scrivere"): alcuni invece diventeranno best seller.
Davanti alla scrivania ha una sagoma di cartone di Tommy River, il cowboy protagonista dell'epopea cara a più generazioni che non smette mai di essere un antieroe e di saper perdere: "Amo l'avventura perché stimola a non piangersi addosso e affrontare la realtà con coraggio"».
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Di amore e di guerra

di Mino Milani

editore: Interlinea

pagine: 164

«Fu certo una stagione difficile. Per i ragazzi richiamati alle armi; per gli altri, che riuscivano a nascondersi, per gli altri ancora che per convinzione o per caso o per convenienza si mettevano dall’una o dall’altra parte, chi con i fascisti, cioè, chi con i partigiani»: gli anni di guerra diventano un romanzo attraverso la memoria di uno scrittore che in questo 2018 compie novant’anni nel segno della letteratura e dell’amore, che è il filo rosso delle storie del libro, tra pagine d’un tempo e pagine nuove e sorprendenti. Tra una città di provincia come Pavia e una grande città come Milano esplode lo scenario di una guerra piena di domande senza risposte.

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