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Baby transgeneration

Recensione di: Dolore minimo
19.12.2018
Da "Panorama", Terry Marocco su "Dolore minimo" di Giovanna Cristina Vivinetto
«A Floridia in Sicilia all'inizio degli anni Duemila non esisteva l'espressione gender variant. "Mi chiamavo Giovanni. Mia nonna, con cui vivevamo, mi disse solo: 'Ma sei sicuro?' Poi il parroco le disse che Gesù amava tutti e lei si tranquillizzò". In seguito, grazie a Barbara D'Urso, ha capito chi voleva realmente essere. "Aveva dedicato" spiega Vivinetto "alcune puntate alla storia dell'attrice trans Vittoria Schisano. Da lì mi sì è spalancato un mondo..."».
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Dolore minimo

di Giovanna Cristina Vivinetto

editore: Interlinea

pagine: 148

Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere, per la prima volta in Italia, il muro del silenzioso tabù culturale. La giovane autrice racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di caso letterario dell’anno. «Quando nacqui mia madre / mi fece un dono antichissimo. / Il dono dell’indovino Tiresia: / mutare sesso una volta nella vita», narra Giovanna Cristina Vivinetto, che, in questo dirompente diario in versi, confessa: «non mi sono mai conosciuta / se non nel dolore bambino / di avvertirmi a un tratto / così divisa. Così tanto parziale».

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