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Così finì la guerra dei popoli

Recensione di: Industriarsi per vincere
04.11.2018
Da "il Sole 20 Ore", Emilio Gentile su "Industriarsi per vincere. Le imprese e la grande guerra"
«il risvolto economico e produttivo della Prima guerra mondiale: le aziende sono chiamate in causa nel fornire tutto quel che serve nell'emergenza bellica, da borracce, gavette e carne in scatola per il rancio ai panni di lana per le divise; da munizioni, vanghe, piccozze alle armi pesanti e ai cannoni, fino ai mezzi di
trasporto come navi e aerei. Scorrere queste fotografie vuol dire compiere un vero e proprio viaggio nella memoria».

Industriarsi per vincere

Le imprese e la Grande Guerra

a cura di Alessandro Barbero, Andrea Pozzetta

editore: Interlinea

pagine: 208

Borracce, gavette, panni di lana e carne in scatola, munizioni, automezzi, vanghe e piccozze. La prima guerra mondiale è stata anche uno straordinario sforzo tecnico e produttivo che ha visto impegnate officine, manifatture, grandi e piccole aziende in una mobilitazione industriale senza precedenti. Attraverso documenti, immagini, cartoline e fotografie storiche, l’edizione del volume Industriarsi per vincere ripercorre il ruolo delle aziende italiane di fronte all’emergenza bellica, in un inedito sguardo sul “fronte interno” in grado di raccontare la quotidianità del conflitto. Un’opera antologica interamente dedicata a oggetti e strumenti divenuti veri e propri simboli degli italiani in guerra, su cui si è costruita l’identità collettiva di generazioni di soldati. Un libro fondamentale che ci racconta come la Grande Guerra fu una fase di grandi trasformazioni da cui discese la nostra idea di “modernità”.

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