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Mino Milani. Com'è bella l'avventura a novant'anni

Recensione di: Di amore e di guerra
07.12.2018
Da "Il Venerdì di Repubblica", Gian Luca Favetto su "Di amore e di guerra" di Mino Milani
«"Sono uno storico fallito, quello avrei voluto fare. Poi, sono un uomo di letture. Infine, sono un narratore. Gli scrittori si chiamano Conrad, Stendhal, Flaubert, Stevenson... i grandi! Io non posso mettermi in questa compagnia, sono solo un narratore di avventure".
Il narratore di avventure Mino Milani ha novantanni, vive in queste stanze, in mezzo a questi due sguardi, da quando aveva cinque mesi: era l'estate del 1928».

Di amore e di guerra

di Mino Milani

editore: Interlinea

pagine: 164

«Fu certo una stagione difficile. Per i ragazzi richiamati alle armi; per gli altri, che riuscivano a nascondersi, per gli altri ancora che per convinzione o per caso o per convenienza si mettevano dall’una o dall’altra parte, chi con i fascisti, cioè, chi con i partigiani»: gli anni di guerra diventano un romanzo attraverso la memoria di uno scrittore che in questo 2018 compie novant’anni nel segno della letteratura e dell’amore, che è il filo rosso delle storie del libro, tra pagine d’un tempo e pagine nuove e sorprendenti. Tra una città di provincia come Pavia e una grande città come Milano esplode lo scenario di una guerra piena di domande senza risposte.

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