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Riscoperte: il noir all'ombra della Repubblica di Salò

Recensione di: Notti e nebbie
20.10.2018
Da "Io Donna", su Notti e nebbie di Carlo Castellaneta

«I luoghi di Milano compaiono sotto una luce livida, dal casino di San Carpoforo alla famigerata villa Triste a San Siro. La penna è fortissima, la forma del flusso di coscienza restituisce le contraddizioni di un uomo capace di azioni abiette e però consapevole della bassezza del regime»

Notti e nebbie

di Carlo Castellaneta

editore: Interlinea

pagine: 240

La Milano dell’ultima guerra nella stagione dell’occupazione nazista vista attraverso le vicissitudini di un commissario della polizia politica, tra la passione carnale per le donne e l’attaccamento agli ideali del fascismo ormai in mezzo a una guerra civile. Notti e nebbie, con «un gusto quasi viscontiano per il senso di putrefazione morale e corruzione fisica», è il primo romanzo italiano che ha raccontato il tragico periodo di Salò e della Resistenza con la voce narrante di chi aveva scelto il regime. Il noir di Carlo Castellaneta torna, a cinque anni dalla morte dell’autore, a rappresentare (come scrive Ermanno Paccagnini nel saggio conclusivo) «situazioni del passato che si vedono riproporsi nel presente».

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