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Sonata in sol minore

Recensione di: Il violino di Auschwitz
06.02.2018
Da "Andersen", Vania Imbrogiano, su "Il violino di Auschwitz" di Anna Lavatelli
«Anna Lavatelli ripercorre le tappe della vita di questo violino con un andamento narrativo rapido e ritmato.
Non si sofferma sugli aspetti mostruosi della seconda guerra mondiale, ma il racconto non ne risente, anzi induce a riflettere sul concetto di memoria. Una memoria diversa, quella insita negli oggetti».

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 88

Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera.

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