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Autografo

Rivista Fondata da Maria Corti e promossa dal Fondo Manoscritti dell'Università di Pavia, con numeri monografici sui maggiori problemi e autori del Novecento italiano

Direttori: Maria Antonietta Grignani, Angelo Stella

Comitato scientifico: Pietro Benzoni, Franco Contorbia, Gabriele Frasca, Gianfranca Lavezzi, Anna Longoni, Niva Lorenzini, Clelia Martignoni, Anna Modena, Carla Riccardi

Comitato scientifico internazionale: Luigi Ballerini (UCLA), Martin McLau­ghlin (Oxford), Fabio Pusterla (Ginevra).

Segreteria di redazione: Nicoletta Trotta

ISSN versione cartacea: 1721-5943


Informazioni varie:

  • Anno riferimento:
  • Lingua: italiano

Ultime uscite della rivista

Numero: 60
Anno: 2018
Sono qui raccolti gli atti del seminario di studi Tradurre i classici (Terzo colloquio “Roberto Sanesi” sulla traduzione letteraria), tenutosi a Pavia nell’ottobre del 2017. I relatori, grandi traduttori e studiosi di traduzione – Carlo Carena, Maria Grazia Ciani, Andrea Cucchiarelli, Alessandro Fo –, chiamati a riflettere criticamente sulle loro esperienze traduttive compiute o ancora in fieri (da Orazio, dall’Iliade, da Catullo e Virgilio), sono introdotti da un denso saggio-bilancio di Elisa Romano. Gli Inediti e rari, dedicati a Roberto Sanesi, di cui il Centro Manoscritti conserva l’Archivio, ne propongono interessanti scritti sulla traduzione (a cura di Nicoletta Trotta); due plaquette poetiche (a cura di Gabriele Rossini): Tarea de vacaciones, in spagnolo, e la traduzione in latino, Feriatica opuscula, dell’amico classicista Vincenzo Guarracino; infine l’esercizio su frammenti di Senofane (studiato da Anna Beltrametti).

Numero: 59
Anno: 2018
Vario per argomenti e ambiti cronologici, questo numero di “Autografo” trova unità nel taglio metodologico delle ricerche, attente ai riscontri testuali e ai fatti di lingua e stile. Dall’analisi di un esemplare della Lettre à d’Alembert (1758) di Rousseau (Ferrand), passando per il Futurismo, con cui si confrontano un’entusiasta Aleramo, in un articolo riproposto nella versione originale (Billeri), e uno scettico Verga corrispondente di Marinetti (Rodà), si giunge alla contemporaneità. Le riflessioni sulla poesia d’oggi di Fiori, Oldani, Pusterla e Testa (Massia) si affiancano allo studio della lingua del Volponi traduttore di Bacchilide (Pomarici), delle sperimentazioni di Giampiero Neri (Crocco), dell’oltranza stilistica di Giuliano Scabia (Stella), dei processi creativi testimoniati dalle carte d’archivio relative a Quota Albania di Rigoni Stern (Passalacqua), Lo Spasimo di Palermo di Consolo (Budor) e Il cane sull’Etna di Pomilio (Rinaldi).



 

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