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L'anima dipinta

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L'anima dipinta
titolo L'anima dipinta
sottotitolo Scritti d'arte lombarda e piemontese da Guadenzio Ferrari a Ranzoni
autore
presentazione di
argomento Arte e architettura Saggistica
collana Studi, 61
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 280
pubblicazione 2010
ISBN 9788882126254
 
25,00 21,25
 
Non ordinabile

Informazioni importanti

Con illustrazioni in bianco e nero e a colori
Dopo i testi fondamentali di Testori ecco "un nuovo elogio dell'arte novarese", come scrive Giovanni Romano nella presentazione. L'autore fa il punto degli studi sui maggiori pittori e sulle principali opere di artisti tra Lombardia e Piemonte del calibro di Gaudenzio Ferrari, Lanino, Tanzio da Varallo, Cerano, Fiammenghino, Bonola, Ranzoni e altri, sempre affrontati da punti di vista inediti e con stile a tratti vibrante e appassionato. Filippo Maria Ferro si fa così narratore delle "storie dipinte" individuando, sulle orme testoriane, una "tradizione d'affetti, d'esigenze spirituali ed espressive" che questo volume offre con un ricco apparato illustrativo anche a colori.
 

Biografia dell'autore

Filippo Maria Ferro

Filippo Maria Ferro è nato a Novara il 5 aprile 1941. Si è laureato in Medicina e chirurgia a Pavia, alunno dell’Almo collegio borromeo. Neurologo, psichiatra e psicopatologo è professore ordinario di Psichiatria presso la facoltà di Medicina dell’università G. D’Annunzio di Chieti. Dall’inizio si è occupato di argomenti di arte piemontese e lombarda, sotto l’insegnamento di Marco Rosci e poi nell’orbita di Roberto Longhi, avendo quali principali referenti Giovanni Testori, Mina Gregori, Carlo Volpe.

La tarda estate colora le rive del Ticino. Le anatre sfiorano le acque delle lanche, i gorghi del fiume si fanno torbidi per i primi temporali. Al mattino e nel crepuscolo velano le rive nebbie leggere. Il giovane Giovan Battista Crespi è intento alla pesca e più alla caccia, seguito dai cani fedeli e con l’inseparabile falcone. Eppure l’attesa è per le notizie di Milano, si progetta con pompa la ricorrenza novembrina dell’arcivescovo Carlo. Roma procede con lentezza, ma la “causa” avviata dagli Oblati di Sant’Ambrogio si è mossa e per Milano non è solo questione religiosa ma speranza politica, un segno forte contro il potere spagnolo: Clemente VIII sta per proclamare Carlo beato.

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