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Napoleone a palazzo Avogadro della Motta

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Napoleone a palazzo Avogadro della Motta
titolo Napoleone a palazzo Avogadro della Motta
sottotitolo Narrazioni d’arte, storia e fantasia da una dimora vercellese
autori ,
argomento Arte e architettura Saggistica
collana Edizioni illustrate e d'arte
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 136
pubblicazione 2018
ISBN 9788868572464
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Il 5 maggio 1821 moriva a Longwood House, nella sperduta isola britannica di Sant’Elena nel mezzo dell’oceano Atlantico, Napoleone Bonaparte, già console, poi imperatore dei francesi e re d’Italia, deposto ed esiliato. Alessandro Manzoni, appresane la notizia, lo celebrò nell’ode in cui pose in risalto tanto le gesta quanto la fragilità umana del grande condottiero, interrogandosi retoricamente sulla sua gloria militare («Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza»): una gloria che passò, lasciando terreno alla disperazione, allietata però dalla misericordia divina, che la elevò alla contemplazione della vita ultraterrena.
Non è ancora stato scritto un regesto di tutti i luoghi dove passò Napoleone; l’Italia è piena di epigrafi che ne ricordano almeno una breve sosta. Anche Vercelli ne ha una, posta nell’androne di palazzo Avogadro di Collobiano e della Motta, il grandioso edificio che domina via Duomo, l’antica strada dei Nobili; Napoleone dormì nell’appartamento padronale alcune volte e tale presenza bastò per attribuire all’ambiente l’aggettivo “napoleonico”, che per traslato suggerisce valori di grandiosità e di eccezionalità. Queste pagine aiuteranno a conoscere meglio il luogo e a comprendere se la gloria sia transitata e appassita o se sia rimasta in qualche modo imprigionata nelle tappezzerie e nei mobili d’epoca.
Ho per la prima volta raccontato la storia di palazzo Avogadro della Motta nel volume Case private, giardini segreti. Vercelli raccontata con la storia e la fantasia, pubblicato da Whitelight nel 2007. Il libro, arricchito dalle immagini di Angela White e dai disegni di Claudio Tambornino, vinse la menzione d’onore al premio Hanbury e fu gratificato da buone recensioni di riviste prestigiose. È stato questo, credo, il motivo per cui Carlo e Miretta Sarasso, gli attuali proprietari dell’appartamento, mi hanno incoraggiato a riprendere gli studi di questo angolo vercellese.
Carlo e Miretta hanno da poco concluso la ricreazione scrupolosa del raffinato contesto aristocratico della fine del Settecento, non solo vercellese; un’operazione ben più ambiziosa (e stupendamente riuscita) del semplice lavoro di restauro e di riarredo di una casa. Hanno ritenuto che le mie parole potessero essere utili a produrre un testo a disposizione di chiunque desideri ripassare stralci di storia vercellese e conoscere qualche dettaglio su cui finora poco o nulla è stato scritto.
Ancora un’anticipazione per i lettori. Nel libro si troveranno frammenti d’arte, di storia e di fantasia, in un mix di generi che spaziano dal racconto alla scheda di visita al saggio di storia. Mi sono divertito a mescolare le carte per solleticare lo stesso piacere in chi avrà la pazienza di leggere queste pagine, arricchite dalle immagini di Luca Villani, che ha curato con me questo progetto editoriale, di Mauro Porta e di altri contributori. L’analisi non può considerarsi terminata ed esaustiva; rimangono spazi e questioni inesplorati, meritevoli di approfondimento o stimolanti interpretazioni diverse da quelle fornite. È il fascino misterioso e giocoso che sprigiona ogni luogo del cuore.

 

Biografia degli autori

Paolo Pomati

Paolo Pomati (Vercelli 1965), responsabile della comunicazione presso l’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, ha pubblicato libri, dirige due riviste (Vercelli e Roma), ha un rapporto di lavoro con i periodici, radio, giornali, case editrici. È docente di Scienze della comunicazione in vari istituti e università. Il suo primo libro (Macchine. Storie di passioni, edito da Interlinea nel 2008) è stato seguito da altre pubblicazioni; Pomati ha anche guadagnato un premio speciale al premio Grinzane Hanbury.

Luca Villani

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