Giusi Baldissone
Le donne del coro
prefazione di Claudio Ciancio
Interlinea, pp. 80, euro 12
Fuori collana
Isbn 978-88-8212-818-0

In questa nuova raccolta Giusi Baldissone conferma quelle cifre che caratterizzavano la precedente intitolata Cartoline. Anzitutto l’ironia capace di alleggerire il tragico senza eluderlo, una capacità tutta femminile. La seconda cifra è l’intensa carica affettiva, che investe in modo struggente ma, di nuovo, leggero le persone amate come pure le cose, i fiori, gli animali. E anche qui il lettore è colpito da quest’arte straordinaria e femminile, che sa esprimere l’intensità degli affetti senza nasconderli ma senza inutile enfasi e cioè con quel profondo senso del limite che non è disimpegno ma consapevolezza della fragilità umana. Ovviamente le due cifre sono inscindibili: l’ironia tragica è proporzionale all’intensità degli affetti e trova in essa il proprio alimento. Un libro di poesie sulle donne dove non c’è spazio per il maschile, si direbbe. Anzi c’è una sfida alla superficialità maschile, che sa soltanto violare la donna, ma non veramente leggere nella profondità del suo sguardo e del suo cuore. La versificazione di Giusi Baldissone è fluida, la vena facile, i ritratti efficaci, è una poesia che usa con molta parsimonia la metafora: non si tratta tanto di trovare metafore della realtà, ma di assumere la realtà stessa, in tutta la sua greve concretezza, come metafora di un senso profondo che la oltrepassa.
 

UN BRANO DEL LIBRO


Barbara invece ha detto
non fa niente
se tu non lo vuoi più
lo tengo in serbo io
questo amore
io gli sarò fedele
non cambierò il suo nome
la sua essenza
né io cambierò
per il dolore.
 

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