Giorgio Bertone

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Che fare della letteratura italiana nell’era del globale

Interlinea, pp. 144, euro 20
Collana "Biblioteca"
isbn 978-88-8212-861-6
 

 

Come tutte le letterature nazionali di grande tradizione, anche quella italiana, che tanto ha contato nella storia e nella formazione del Paese, è di fronte a sfide epocali: interne ed esterne. Da un lato la crisi della trasmissibilità generazionale dell’esperienza letteraria e culturale, il venir meno del canone, l’indebolimento dello Stato-nazione, la sua ricerca d’identità. Dall’altro lato, la sfida della cosiddetta globalizzazione con la dispersione nebulizzata del letterario nei media tecnologici e con l’omologazione dei prodotti culturali. Il libro offre un contributo alla discussione in corso partendo da un’analisi delle più recenti proposte critiche, da una revisione della ragione spaziale dominante e da un avvicinamento agli studi antropologici (Augé, Clifford). In mezzo sta la figura di Michail Bachtin e il suo concetto di cronotopo, con cui qui si tenta qui di trovare una mediazione tra il labirinto della testualità, le varie catalogazioni sistemiche e la realtà della vita, tra eros, nascita, morte, lavoro, viaggio, cibo, oralità/scrittura, socialità.
 

L'AUTORE

Giorgio Bertone insegna letteratura italiana all’Università di Genova. Si è occupato di autori dell’Otto-Novecento: Pascoli, Boine, Novaro, Montale, Calvino, Caproni, Primo Levi, Mario Rigoni Stern, Natalia Ginzburg, Biamonti. Ha scritto tra l’altro: Italo Calvino. Il castello della scrittura (Einaudi, 1994, Premio “Lerici per la saggistica”); Paesaggio e letteratura, in Storia d’Italia, La Liguria (Einaudi, 1994); Letteratura e paesaggio. L’idea di paesaggio nella letteratura occidentale (Interlinea, 1999, Premio “Grinzane-Cavour-Hanbury”); le voci metriche per il Dizionario di linguistica, metrica e retorica, diretto da Gian Luigi Beccaria per Einaudi; Letteratura e paesaggio. Liguri e no. Montale Caproni Ortese Biamonti Primo Levi Yehoshua (Manni, 2001, Premio selezione “Marino Moretti”); Il confine del paesaggio. Lettura di Francesco Biamonti (Interlinea, 2006); Il volto di Dio, il volto di Laura. La questione del ritratto. Petrarca: Rvf XVI,LXXVII,LXXVIII (il melangolo, 2008); Racconti di vento e di mare (Einaudi, 2010); oltre ad articoli e saggi o interventi su riviste e quotidiani.
 

UN BRANO DEL LIBRO

Innanzitutto che si è fatto? E che si sta facendo di questo patrimonio? E come possiamo riconsiderarlo in una prospettiva che ci riporti alla condizione concreta dell’uomo d’oggi, la cui definizione o identità andiamo ansiosamente cercando proprio mentre constatiamo il venir meno delle categorie tradizionali?

 

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