Mary Borden
La zona proibita


pp. 216
12 isbn 88-8212-565-3

Durante la Grande Guerra, la “zona proibita” era la striscia di terra immediatamente a ridosso della prima linea, proibita a chi non facesse parte del personale militare e medico. Il termine assunse anche precise connotazioni metaforiche, alludendo a un’area dell’esperienza fino allora negata alle donne. Tradizionalmente, infatti, la guerra è un affare di uomini, anche in letteratura. Mary Borden, stella del bel mondo londinese, divenne una delle donne che fra il ’14 e il ’18 si trovarono a vivere il conflitto appena dietro la prima linea, negli ospedali da campo, dove l’onda del combattimento lasciava dietro di sé lo strazio di corpi feriti, sofferenza, dolore. Con questo romanzo “Zona proibita” è diventata una parola d’ordine per descrivere la specificità della partecipazione femminile alla guerra.

  
L'AUTRICE

Mary Borden (1886-1968), americana trasferitasi in Europa prima della Grande Guerra, vicina ai circoli modernisti, è autrice di una dozzina di romanzi, di impostazione spesso autobiografica, che risentono della lezione di Henry James e Edith Wharton, e che le hanno valso in vita un significativo successo di pubblico e di critica. Nel corso dell’ultimo decennio è stata riscoperta dalla critica anglosassone nell'ambito degli studi sulle rappresentazioni femminili della  guerra

 

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