Aldo Del Monte
La croce sui girasoli
Diario di un cappellano militare sul fronte russo

Interlinea, pp. 256, euro 15
Collana "Gli aironi", 80
isbn 978-88-6857-036-1

�C�� un campo di girasoli, poi c�� un�altura sempre battuta dal vento; ecco, appena a valle, c�� il cimitero� ricorda il cappellano militare Aldo Del Monte nel suo tragico diario della ritirata di Russia durante l�ultima guerra, uno dei pi� intensi della nostra letteratura accanto al Sergente nella neve di Rigoni Stern e alle Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi. Al giovane reduce, rimasto ferito gravemente, un medico prescrive di consegnare alla scrittura l�angoscia di quell�esperienza nel �vallone della morte�, per tentare di liberarsene. E lo pubblica pochi mesi dopo la fine della guerra. Don Aldo, nato a Mont� Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia del secondo conflitto mondiale, sar� amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento del Concilio Vaticano II; si spegner� nel 2005 nel paese di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore e riposa nel cimitero dell�abbazia benedettina sull�isola di San Giulio, al centro del vicino lago d�Orta. In questo libro ci fa comprendere perch� �gli uomini hanno avuto paura di quell�ora che batteva sulla steppa� dove su molti di quei settantacinquemila morti ora �veglia una croce gigantesca levata sui girasoli� condividendo con noi, ieri come oggi, �lo sforzo di trovare � anche in mezzo alla burrasca � qualche raggio di luce�
 

L'AUTORE

Don Aldo Del Monte, nato a Mont� Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia della seconda guerra mondiale, con una sensibilit� letteraria e una profondit� spirituale distillate nello stile di questo �giornale intimo� di guerra, che � ancora oggi una lettura forte, sar� amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento catechistico dopo il Concilio Vaticano II; si spegner� nel 2005 sul poggio di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore, ospite negli ultimi anni di Mariella Enoc, e riposa ora nel cimitero dell�abbazia benedettina sull�isola di San Giulio, al centro del vicino lago d�Orta.
Nel suo diario, ora ripubblicato a settant�anni dalla fine delle guerra e dalla prima edizione e nel centenario della nascita dell�autore, si comprende perch� �gli uomini hanno avuto paura di quell�ora che batteva sulla steppa� e perch�, mentre l�inverno si faceva opprimente, �i sopravvissuti si chiamavano per nome ma i pi� erano gi� freddi, come la neve, come la steppa�. Del Monte ci accompagna sulle rive del Don, dove su molti di quei settantacinquemila morti ora �veglia una croce gigantesca levata sui girasoli� condividendo con noi, ieri come oggi, �lo sforzo di trovare � anche in mezzo alla burrasca � qualche raggio di luce�.
 

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