Di Orta un Po.

Scrittori torinesi in riva al lago
A cura di Giovanni Tesio

con un racconto introduttivo di Laura Pariani
e racconti inediti di Alessandro Defilippi, Gian Luca Favetto, Fabio Geda, Davide Longo, Alessandra Montrucchio, Margherita Oggero, Giancarlo Pastore, Sergio Pent, Alessandro Perissinotto ed Enrico Remmert

pp. 136, 10, isbn 978-88-8212-745-9

Con un racconto introduttivo di Laura Pariani «Prima viene il fascino di una terra a riflesso, poi viene il riflesso della letteratura» scrive Giovanni Tesio nella presentazione di questo libro che raccoglie, «in una piccola antologia di voci, le suggestioni che alcuni scrittori torinesi hanno tratto dalla consuetudine o dall’occasione di Orta. Unica eccezione ammessa, la voce di Laura Pariani» ormai diventata, grazie alla residenza ortese, una sorta di nume tutelare del luogo. Un’occasione per trovare insieme gli stili e le trame di Alessandro Defilippi, Gian Luca Favetto, Fabio Geda, Davide Longo, Alessandra Montrucchio, Margherita Oggero, Laura Pariani, Giancarlo Pastore, Sergio Pent, Alessandro Perissinotto ed Enrico Remmert.
 

UN BRANO DEL LIBRO

Se n’era andato, finalmente.

Delfina, appoggiata al davanzale della finestra, guardava il panorama incantevole del lago e si sentiva invadere da una tranquillità appagata, da un senso di benessere che poteva quasi essere scambiato per felicità.

Piazza Motta, barche e barcaioli, bambini che giocavano a rincorrersi, un cane minuscolo che accompagnava il padrone con passettini affrettati, due donne intente a una lunga chiacchiera. E, in mezzo al lago, l’isola con il convento delle Benedettine, un’oasi di pace silenzio e preghiere a contrastare il rumore insensato e la discordia urlante dell’intero mondo.

Anche lei si sentiva in pace, perché un capitolo amaro della sua vita si era chiuso, e sopra quel capitolo poteva finalmente apporre la scritta The end, come nei film messicani libanesi iraniani irlandesi e americani. Quei film che andava a vedere al cineforum di Omegna e talvolta a Novara, e mentre lui, Saverio, sbuffava impaziente appena svaniva l’ultima inquadratura alzandosi per andare via in fretta, lei restava lì seduta a veder scorrere i titoli di coda, e leggeva la sfilza di personaggi e interpreti, regista montatori fonici direttori della seconda e terza unità, parrucchieri truccatori costumisti eccetera eccetera fino al responsabile del servizio di catering. Non che le importasse qualcosa dei loro nomi e del loro lavoro e neppure fantasticava sulle loro vite, ma le piaceva che le cose, tutte le cose, si chiudessero in modo ordinato e definitivo, senza strascichi, senza pendenze. (da The end di Margherita Oggero)

IL CURATORE

Giovanni Tesio, dopo aver conseguito la laurea in materie letterarie alla facoltà di Magistero dell'Università di Torino con una tesi su alcuni scrittori piemontesi della Nuova Italia come Calandra e Augusto Monti. Si è distinto nell'Italia del secondo Novecento curando note antologie e numerosi progetti editoriali oltre ad aver valorizzato la produzione poetica nei vari idiomi e dialetti. Per Interlinea ha scritto con Sebastiano Vassalli Un nulla pieno di storie e ha curato La chimera. Storia e fortuna del romanzo di Sebastiano Vassalli con Roberto Cicala, Libi di Paolo Bertolani e un'altra antologia, Natale sotto la Mole. Scrittori torinesi raccontano.
 

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