Dante Graziosi
Una Topolino amaranto
Ricordi di un medico degli animali
Con una nota di Roberto Cicala
Interlinea, pp. 208, euro 12
Collana "Biblioteca di Narrativa"
isbn 978-88-8212-847-0

Torna il libro più fortunato del novarese Dante Graziosi, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Sono i ricordi di un medico degli animali, che ci accompagna tra natura, tradizioni, cascinali, osterie, personaggi e storie della nostra provincia italiana negli anni a cavallo dell’ultima guerra, quando nella «terra degli aironi» la saggezza contadina insegnava: «Si può sbagliare a curare un cristiano ma gli animali no, gli animali devono guarire, non ci sono santi!» Al lettore, anche giovane, arriva l’eco della celebre canzone di Paolo Conte: «Sulla Topolino amaranto si va che è un incanto…».

L'AUTORE

Dante Graziosi è nato a Granozzo, un borgo sull’acqua delle risaie alle porte di Novara, nel 1915. Alla pratica letteraria è giunto nella maturità. Medico veterinario, docente universitario di Igiene e zootecnia all’Università di Torino, parlamentare, fondatore dell’organizzazione novarese dei coltivatori, ha pubblicato molti saggi scientifici di zootecnia prima di dedicarsi alla narrativa. Avendo conosciuto il Palazzo, ha scelto i valori genuini e semplici delle proprie radici e li ha voluti raccontare. L’esordio letterario è avvenuto nel 1972 con La terra degli aironi, una serie di racconti in cui (come nel successivo Storie di brava gente) sul filo dei ricordi lo scrittore fa rivivere tradizioni, ambiente e personaggi di una civiltà contadina tra Sesia e Ticino ormai al tramonto. È però all’attività di medico degli animali che ha dedicato nel 1980 il suo più celebre libro, Una Topolino amaranto, lettura molto adatta anche per le scuole, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 ha pubblicato Nando dell’Andromeda, romantica saga padana che ha per protagonista un camminante, uomo libero e poeta, al tempo delle mondine, della vita sull’aia, delle prime lotte politiche nelle campagne. L’autore, scomparso nell’estate del 1992, predilige intingere il pennino nell’inchiostro della memoria, nella fedeltà alle radici che contraddistingue la sua vena letteraria, affiorante anche nelle opere postume Le vane speranze di Guido Collasio e Racconti e ricordi.
 

UN BRANO DEL LIBRO

Ma gli anni belli di quel mondo finito li rivedo ancora là, sulle dolci colline di Oleggio, di Mezzomerico e di Marano Ticino con le centinaia di piccole aziende nascoste tra il verde delle vigne o nei boschi della valle che scende fino al fiume azzurro.
Come si può dimenticare il mercato bestiame di ogni lunedì, dove da giovane medico degli animali, in camice bianco, davo inizio alla mia settimana di lavoro ed ero l’ultimo arbitro dopo le contrattazioni tra gli allevatori!
In quel mercato si assisteva ad uno spettacolo affascinante e farsesco, che sicuramente si perpetuava da secoli.
 

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