Silvana Lattmann
Vita e viaggi
di J.L. Burckhardt
Un incontro con l'Islam dell'Ottocento
Con illustrazioni d'epoca
Interlinea, pp. 108, euro 14
Collana "Alia", 41
isbn 978-88-6857-096-5


Il 18 ottobre 1817 muore al Cairo Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero, nato nel 1784. Assistono al rito funebre europei, arabi, turchi, cristiani e musulmani. Con il nome di Sheik Ibrahim, vestito da arabo e con perfetta conoscenza della lingua del paese, egli ha esplorato Siria, Giordania, Egitto, Nubia, Arabia, portando alla luce antichità millenarie, fra cui la città di Petra e il tempio di Abu Simbel. Il volume, basandosi su lettere e scritti di Burckhardt, e con immagini d'epoca, ripercorre la vita, le difficoltà e i successi di questo giovane, mettendo sotto i nostri occhi un mondo di duecento anni fa ancora ricco di fascino. La ricostruzione di Silvana Lattmann ha il sapore dei racconti d’avventura, resa con precisione storica e vivacità narrativa.

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L'AUTRICE

Silvana Abruzzese Lattmann, originaria di Napoli, dal 1954 è cittadina svizzera e abita a Zurigo. Tra le sue opere letterarie ricordiamo: Quindici poesie, in Almanacco dello specchio, a cura di Marco Forti, Mondadori, Milano 1978; Le storie di Ariano, Vallecchi, Firenze 1980; Fessura, Casagrande, Bellinzona 1985; Deianira, ivi, 1997; Malâkut, All’insegna del Pesce d’Oro, Milano 1996; Incontri, testo italiano e inglese con tavole di Alina Kalczyn´ska, Libri Scheiwiller, Milano 1998; Da solstizio a equinozio. Diario amoroso, con una nota di Maria Antonietta Grignani, Interlinea, Novara 2001; Incustodite distanze. Diario poetico, ivi 2008; Brungasse 8, ivi 2011. Ha pubblicato articoli e poesie su riviste italiane e svizzere.


 

Un brano del LIBRO

«Il cielo stellato mi porta spesso via dal cerchio; vagando da solo attorno al bivacco, lascio correre i miei pensieri e cerco la stella dell’Occidente, dove si trova la casa dei miei cari genitori. Viaggiare così ha il suo fascino; l’uomo può trovare felicità anche nel silenzio del deserto. La felicità non ha un luogo fisso; ognuno può trovarla nel proprio petto, e farla restare lì, trattenerla, non importa dove egli sia, nel circolo di un paese civile, o in quello di arabi quasi selvaggi».

 

 

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