Giacomo Leopardi
Scrivimi se mi vuoi bene
Lettere e pagine fra Natale e anno nuovo 
a cura di Filippo Elli e Valerio Rossi
Interlinea, pp. 96, euro 10
Collana "Nativitas", 84
isbn 978-88-6857-044-6

«Quell’allegrezza che io difficilmente proverò nelle feste» è il rammarico di Leopardi in una lettera al padre Monaldo tra quelle del periodo natalizio qui raccolte per la prima volta. Il poeta avverte la necessità di affetti, soprattutto nei giorni che precedono l’anno nuovo, e scrive per esempio all’amico Pietro Giordani: «Dimmi, dove troverò uno che ti somigli? Dimmi, dove troverò un altro ch’io possa amare?» da ragazzo aveva scritto a Recanati versi acerbi sulla nascita di Gesù («Nascesti alfin nascesti… sommo re bambino / di pace alto signor») ma nella maturità lo spirito muta i sentimenti verso la vita – «la miseria (fortuna) me la intorbidisce e incatena» – e l’unica consolazione è nella scrittura, tanto da indirizzare al fratello Carlo l’invocazione: «Scrivimi, se mi vuoi bene». 

 

L'AUTORE
Giacomo Leopardi (1798-1837), tra i massimi scrittori della letteratura italiana di tutti i tempi, oltre alle poesie è ricordato per lo Zibaldone di pensieri, l’Epistolario, che vanno considerati non solo come documenti indispensabili per l’interpretazione dell’anima e della poesia dell’autore ma come opere d’arte a sé stanti, insieme con le Operette morali, che lo pongono anche tra i maggiori prosatori italiani.

 

una citazione dal libro:
«I fratelli ti abbracciano e ti salutano. Scrivimi, se mi vuoi bene, e più che potrai senza disagio o molestia. Addio, cara anima. Ti amo quanto puoi pensare»

 

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