Le rose di Natale
Scrittrici italiane raccontano

con un testo introduttivo di Antonia Arslan
a cura di Diletta Rostellato
Testi di Silvia Avallone, Isabella Bossi Fedrigotti, Contessa Lara, Grazia Deledda, Natalia Ginzburg, La Marchesa Colombi, Dacia Maraini, Ada Negri, Margherita Oggero
Interlinea, pp. 144, euro 10
Collana "Nativitas", 86
isbn 978-88-6857-147-4

Il Natale è il ricordo di una «felicità possibile», una canzone, una promessa, anche un mazzo di rose per le scrittrici italiane dall’unità ad oggi, che qui raccontano il loro 25 dicembre. Contraddittoria «realtà sempiterna divina e umana», attraverso lo sguardo femminile ogni natale porta con sé ricordi, angosce, incomprensioni e dolori: dalle tinte fosche della Marchesa Colombi alle visioni di Grazia Deledda e Contessa Lara, dalle disillusioni di Natalia Ginzburg ai ricordi Di Dacia Maraini, Margherita Oggero e Isabella Bossi Fedrigotti. E quando non c’è nessun regalo da scartare, come accade ai personaggi dell’ultimo crudo e provocatorio racconto di Silvia Avallone, le rose di Natale dimostrano tutte le loro spine.  

LE AUTRICI

La Marchesa Colombi (Novara 1840-Milano 1920), pseudonimo letterario di Maria Antonietta Torriani. Sposò Eugenio Torelli Violler, fondatore e primo direttore del “Corriere della Sera”. Fu lei stessa giornalista e assidua frequentatrice degli ambienti letterari. Prediligendo tematiche care al verismo affrontate talvolta con la vena ironica tipica della linea lombarda, nella sua opera si sofferma su problematiche sollevate dalla nascente questione femminile. Tra i romanzi più noti si citano In risaia (Treves, 1878) e Un matrimonio in provincia (Galli, 1885), quest’ultimo riscoperto da Natalia Ginzburg e pubblicato per Einaudi nella collana “Centopagine” diretta da Italo Calvino. Autrice anche di numerose raccolte di novelle, tra cui Racconti di Natale (1878) o Cara speranza (1896), la Marchesa Colombi scrive, inoltre, un piccolo galateo, La gente per bene (1877) e il saggio Della letteratura nell’educazione femminile (1871). Una parte della sua opera è dedicata anche alla letteratura per l’infanzia: I più cari bambini del mondo (1882), I bambini per bene a casa e a scuola (1884), I ragazzi d’una volta e i ragazzi d’adesso (1888) e Il piccolo eroe (1890).  

Contessa Lara (Firenze 1849-Roma 1836). Dopo i primi tentativi in versi di Canti e ghirlande (1867), Evelina Cattermole pubblicò la parte più rilevante della propria produzione con lo pseudonimo di Contessa Lara, adottato dopo la separazione dal marito Francesco Eugenio Mancini avvenuta nel 1875 in seguito a uno scandalo. Le raccolte poetiche con cui si affermò nell’ambiente letterario dell’epoca sono Versi (1883), E ancora versi (1886) e Nuovi versi (1897), ma ottenne un certo riconoscimento anche dall’uscita delle opere in prosa, tra cui l’unico romanzo L’innamorata (1892) e le raccolte Storie d’amore e di dolore (1893), Storie di Natale (1897) e Novelle (1914). Scrisse anche racconti per l’infanzia come Una famiglia di topi (1891). Scandali e tormenti amorosi, che accrebbero un certo tipo di fama attorno alla sua opera, la accompagnarono fino alla morte avvenuta tragicamente nel 1896 per mano di un suo amante.  

Ada Negri (Lodi 1870-Milano 1945). Nata da una famiglia umile, orfana di padre in tenera età, si diplomò e divenne insegnante grazie ai sacrifici della madre che lavorava come operaia. Le prime raccolte di poesie, Fatalità (1892) e Tempeste (1896), trattano tematiche sociali. Vicina al Partito Socialista, nel 1896 sposò l’imprenditore Giovanni Garlanda da cui ebbe la figlia, Bianca. Nel 1904 e nel 1910 pubblicò rispettivamente le raccolte in versi Maternità e Dal profondo, caratterizzate da maggiore introspezione. Dopo la separazione dal marito si trasferì a Zurigo, dove scrisse la raccolta intitolata Esilio (1913). Rientrata in Italia nel 1914, lavorò come giornalista e nel 1917 pubblicò la prima opera in prosa, una raccolta di novelle dedicate alla questione femminile, Le solitarie, seguita poi da Finestre alte (1923), Le strade (1926) e Sorelle (1929). Del 1921 è il romanzo autobiografico Stella mattutina. Le ultime raccolte in versi sono I canti dell’isola (1924), Vespertina (1930) e Il dono (1936), mentre in prosa Di giorno in giorno (1932) ed Erba sul sagrato (1939). Insignita nel 1931 del Premio Mussolini, nel 1940 diviene prima donna membro dell’Accademia Italiana. Morì a Milano l’11 gennaio 1945. Postume vennero pubblicate le opere Oltre, Fons amoris, Le cartoline della nonna e Pasqua di risurrezione.  

Grazia Deledda (Nuoro 1871-Roma 1936). Fu insignita nel 1926 del premio Nobel per la letteratura. Esordì giovanissima con novelle e romanzi pubblicati su giornali e riviste e ottenne il primo successo con Anime oneste (1895), a cui seguirono La giustizia (1899), Dopo il divorzio (1903), Elias Portolu (1903), Cenere (1904) e altri romanzi. Al volgere del secolo, dopo il matrimonio con Palmiro Madesani, si trasferì a Roma dove la sua opera conobbe una nuova stagione con le novelle di Chiaroscuro (1912) e i romanzi Colombi e sparvieri (1912) e Canne al vento (1913), compiendo così un passaggio fondamentale per affrancarsi da ogni retaggio di regionalismo. Partita da un verismo a stampo folcloristico con le ultime opere, tra cui Il segreto dell’uomo solitario (1921), Il Dio dei viventi (1922), Annalena Bilsini (1927), La vigna sul mare (1932) e Cosima (postumo, 1937), la Deledda maturò un’introspezione psicologica e morale tipica del decadentismo dove l’ambiente sardo prende il posto di sottofondo.  

Natalia Ginzburg (Palermo 1916-Roma 1991). Formatasi nell’ambiente degli intellettuali antifascisti torinesi, seguendo le orme del primo marito Leone Ginzburg entrò a far parte della casa editrice Einaudi. Nel 1942 pubblicò il primo romanzo, La strada che va in città, firmato per motivi razziali con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, a cui seguirono poi altri racconti raccolti in Cinque romanzi brevi (1964). Autrice dei romanzi Tutti i nostri ieri (1952), Caro Michele (1973), La città e la casa (1984), scrisse anche opere che si inseriscono fra il saggio e il racconto autobiografico come Le piccole virtù (1962) e Lessico famigliare (1963) e, tra il saggio e il romanzo, La famiglia Manzoni (1983). Per il teatro compose diverse commedie riunite nei volumi Ti ho sposato per allegria e altre commedie (1966) e Paese di mare (1973). Pubblicò anche raccolte di articoli e saggi Mai devi domandarmi (1970) e Vita immaginaria (1974). Nel 2016, nella ricorrenza del centenario della nascita, è stata edita la raccolta di testi per lo più inediti Un’assenza. Racconti, memorie, cronache 1933-1988.  

Dacia Maraini (Fiesole 1936), autrice di narrativa, poesia, teatro e saggistica, acuta e sensibile indagatrice della condizione della donna, ha spesso delineato nei suoi testi figure femminili complesse e determinate, inserite in una più ampia riflessione su molteplici temi sociali, affrontati in una prospettiva storica. Con la raccolta di racconti Buio (1999) si è aggiudicata il Premio Strega. Ha esordito con il romanzo L’età del malessere (Einaudi, 1963). Ha scritto in seguito numerose opere narrative: Memorie di una ladra (Bompiani, 1972); Donna in guerra (Einaudi, 1975; Isolina (Mondadori, 1985); La lunga vita di Marianna Ucrìa (Rizzoli, 1990, Premio Campiello 1990); Bagheria (Rizzoli, 1993); Un clandestino a bordo (Rizzoli, 1993); Voci (Rizzoli, 1994); Dolce per sé (Rizzoli, 1997; il volume di racconti Buio (Rizzoli, 1999); La nave per Kobe (Rizzoli, 2001); Colomba (Rizzoli, 2004). Tra i libri più recenti La ragazza di via Maqueda (Rizzoli, 2009); la raccolta di scritti di viaggio La seduzione dell’altrove (Rizzoli, 2010); La grande festa (Rizzoli, 2011). Nel 2012 è stata insignita del Premio Fondazione Campiello alla carriera. Del 2013 la biografia Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza (Rizzoli).

Margherita Oggero è nata nel 1940 a Torino, dove ha insegnato lettere per più di trent’anni e ha collaborato con la Rai in qualità di autrice e allestitrice di programmi radiofonici. Ha esordito nella narrativa con il romanzo La collega tatuata, edito da Mondadori, da cui è stato tratto il film Se devo essere sincera (con Luciana Littizzetto e Neri Marcorè). Sono seguiti i romanzi Una piccola bestia ferita, L’amica americana, Qualcosa da tenere per sé, Il rosso attira lo sguardo, tutti editi da Mondadori. Per Rai Uno ha scritto i soggetti delle serie tv Provaci ancora Prof ispirate ai suoi libri. Collabora con vari quotidiani e riviste. I suoi libri sono tradotti in vari paesi europei.  

Isabella Bossi Fedrigotti è nata a Rovereto (Trento) nel 1948 e vive a Milano dove lavora, in qualità di articolista, al “Corriere della Sera”. Ha esordito nella narrativa nel 1980 con il romanzo Amore mio uccidi Garibaldi, seguito nell’83 da Casa di guerra e nel ’91 da Di buona famiglia con il quale ha vinto il Premio Campiello. Nel ’96 ha poi pubblicato Magazzino vita, nel ’98 la raccolta di racconti Il catalogo delle amiche, nel 2001 Cari saluti, nel 2003 La valigia del signor Budischowsky, nel 2008 Il primo figlio. Del 2010 è una raccolta di racconti dedicati ai bambini, Se la casa è vuota, e del 2012 I vestiti delle donne. Ha inoltre partecipato a un volume a più voci sull’handicap infantile intitolato Mi riguarda (e/o) e tiene una rubrica quotidiana (Dalla parte del cittadino) di colloquio con i lettori sull’edizione milanese del “Corriere della Sera” e un forum di conversazione (Così è la vita) sul “Corriere on line”.  

Silvia Avallone (Biella, 1984). Nata a Biella, dopo aver vissuto per alcuni anni a Piombino, si è trasferita a Bologna dove si è laureata in Filosofia per poi specializzarsi in Lettere. Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di poesia Il libro dei vent’anni. Con il suo romanzo d’esordio Acciaio (2010), ambientato a Piombino, ha vinto il premio Campiello Opera Prima e si è classificata seconda al Premio Strega 2010. Il romanzo successivo è ambientato nel Biellese e s’intitola Marina Bellezza (2013) mentre il suo ultimo romanzo, Da dove la vita è perfetta, è uscito il 30 marzo 2017.
 

UN BRANO DEL LIBRO

«Subito dopo la campana di una chiesa cominciava il suo sacro e gaio scampanio, al quale facevano coro, quale più sonora, quale più flebile, tutte le campane della città»
 

 

PER ORDINARE IL LIBRO
-
direttamente dal bookshop della casa editrice: clicca qui
-per altre richieste, informazioni e contatti con la casa editrice: clicca qui
-per conoscere le spese di spedizione clicca qui

Le edizioni di Interlinea sono disponibili anche nei maggiori bookshop on line

 

 Vai al sito di Interlinea

Vai al bookshop

Torna