Mauro Maulini
Sculture dipinte
L'ambone dell'isola di San Giulio a Orta

con testi di Anna Maria Cànopi,
Carlo Carena e Laura Pariani
Interlinea, pp. 88, € 50
Isbn 978-88-8212-783-1

Un pregiato catalogo d’arte che raccoglie trenta tempere di Mauro Maulini ispirate alle affascinanti e misteriose figure del pulpito medievale della chiesa dell’isola di San Giulio, accompagnate dai testi di Anna Maria Cànopi (Parola e Ambone), Laura Pariani (La dimensione del mistero) e Carlo Carena (Sense and Sensibility. Fra i mostri). Edizione d’arte stampata su due carte pregiate della cartiera Fedrigoni: i testi su carta avoriata filigranata e vergata; le immagini su carta patinata. La tiratura è di 250 copie numerate. La confezione è cucita artigianalmente. La copertina è in tela con impressioni in oro a caldo con applicazione manuale di un’incisione sul piatto.
 

L'AUTORE
Mauro Maulini è pittore, grafico e scenografo. Nato a Pettenasco, sul lago d’Orta, ha studiato figura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vissuto e operato a Milano fino al 1994, ma ora risiede e lavora a Crabbia sul lago dove è nato. Ha tenuto oltre quaranta mostre personali, in Italia e all’estero, le principali a Milano, Torino, Novara, Bologna, Ginevra, Lugano e New York. Dal 1972 si è dedicato alla grafica d’arte, ha inciso all’acquaforte circa duecento lastre e ha pubblicato numerose cartelle di grafica, alcune ispirate a poeti come Montale, Giudici e Sinigaglia. Ha collaborato con la Televisione della Svizzera Italiana e con il Teatro Gianni e Cosetta Colla per il quale ha realizzato sculture, scene e maschere per Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati e per Gelsomino nel paese dei bugiardi di Gianni Rodari, scrittore al quale ha dedicato mostre e illustrazioni (per Il ragioniere-pesce del Cusio e Un giocattolo per Natale) per le edizioni Interlinea, presso cui ha pubblicato incisioni per opere di Turoldo, Rebora e Claudel, creando anche il logo della collana “Nativitas”. È presente nel Repertorio degli incisori italiani di Bagnacavallo (Ravenna) e nel repertorio xilografico italiano di Firenze, nei cataloghi nazionali della grafica Bolaffi e Mondadori e nel catalogo della grafica Prandi di Reggio Emilia dal 1997.

ALCUNI BRANI DEL LIBRO
Laura Pariani: «Quale sia l’identità del personaggio raffigurato sull’antico ambone della chiesa dell’isola di San Giulio è da tempo oggetto di discussione. Ma che importa che si chiamasse Guglielmo di Volpiano o in altro modo? Non sta in questo il mistero che aleggia intorno a questo capolavoro medievale. […] Il forte fascino che proviamo davanti all’ambone è racchiuso anche nelle trenta tempere che il pittore Mauro Maulini ne ha tratto. Non si tratta di una visione d’insieme, ma di tracce, dettagli. La disciplina dello sguardo dell’artista fissa un particolare, un istante, un battito di palpebre. Così, nella sobrietà di queste tempere di pochi colori, ritorna la dimensione del silenzio e del mistero».

Carlo Carena: «L’ambone della basilica dell’isola di San Giulio sta al centro della cerchia del Cusio come la pietra del santuario di Apollo a Delfi era l’ombelico del mondo. […] Maulini riproduce nelle tempere grigie la semplice materia della selce del lago; mentre col bulino depura e schiarisce le immagini, le raddrizza in forme araldiche, disperde gli squilli minacciosi della tromba angelica a sollievo dei suoi fragili contemporanei».

Badessa Anna Maria Cànopi: «Chi guarda questa imponente opera d’arte medievale, ricca di simboli, si trova anche davanti a una figura enigmatica: un uomo con un bastone in mano a forma di tau, variamente interpretato dagli studiosi. Ciò che importa è il senso di questa presenza: il coinvolgimento dell’uomo nella storia della salvezza. Appoggiandosi alla roccia che è la Parola-Cristo, Verbo incarnato, il cristiano sta saldo nell’imperversare delle forze avverse e diventa egli stesso “pietra viva” che edifica la Chiesa».
 
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