Poeti innamorati.
Da Guittone a Raboni

a cura di Patrizia Valduga
pp. 96,
10, isbn 978-88-8212-755-8

«Fuoco di paglia è amore di poeta, / perciò è vorace, ed è così fugace». Questo dice Attila József. «L’amore dei poeti è come l’amore degli adolescenti, che vogliono essere quello che non sono, che vogliono che gli altri siano quello che non sono, che vogliono dare l’amore a chi non lo vuole, che perdono l’amore appena lo possiedono, che se ne stancano appena lo conquistano, che pensano di poter davvero possedere una persona, davvero conoscerla interamente e definitivamente»: così scrive  Patrizia Valduga, una delle poetesse più note per i suoi versi d’amore, introducendo questa originale antologia sui poeti innamorati, da Guittone d’Arezzo fino a Giovanni Raboni.
 

L'AUTRICE

Patrizia Valduga (nata a Castelfranco Veneto nel 1953) è poetessa e traduttrice. Vive a Milano, Moglie del poeta, traduttore e critico letterario Giovanni Raboni, ha fondato nel 1988 la rivista mensile “Poesia” che ha diretto per un anno. Tra i suoi libri poetici, Medicamenta (Guanda 1982), Donna di dolori (Mondadori 1991), Requiem (Marsílio 1994), Corsia degli incurabili (Garzanti 1996). Ha tradotto John Donne, Molière, Mallarmé, Valéry e Kantor.

POETI
L’antologia propone testi di Guittone d'Arezzo, Guido Cavalcanti, Cecco Angiolieri, Dante Alighieri, Cino da Pistoia, Francesco Petrarca, Luigi Pulci, Matteo Maria Boiardo, Lorenzo de' Medici, Poliziano, Iacobo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Giovanni della Casa, Giovan Battista Strozzi, Gaspara Stampa, Torquato Tasso, Gabriello Chiabrera, Giambattista Marino, Paolo Rolli, Pietro Metastasio, Giuseppe Parini, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti, Carlo Porta, Ugo Foscolo, Gioachino Belli, Giacomo Leopardi, Niccolò Tommaseo, Giovanni Prati, Giosue Carducci, Giovanni Pascoli, Gabriele D'Annunzio, Umberto Saba, Clemente Rebora, Aldo Palazzeschi, Delio Tessa, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Carlo Betocchi, Vittorio Sereni, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Giovanni Giudici, Giovanni Raboni e molti altri.

CITAZIONI DI POESIE D'AMORE DALL'ANTOLOGIA

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
per che si fa gentil ciò ch’ella mira;
ov’ella passa ogn’om ver lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core

sì che, bassando il viso, tutto smore,
e d'ogni suo difetto allor sospira:
fugge dinanzi a lei superbia et ira.
Aiutatemi, donne farle onore.
[...]
(Dante Alighieri)

Se ridete gioiose,
dolci labbra amorose,
non sa mostrarne Amore
pregio d’amor maggiore
in alcun nobil viso,
che ‘l vostro bel sorriso;
e pur ne mostra Amore
pregio d’amor maggiore
nel vostro nobil viso
col lampeggiar d’un riso,
se ridono gioiosi
gli occhi vostri amorosi
(Gabriello Chiabrera)

Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sia de la morte) e senza mutamento
[…]
(Gabriele D’Annunzio)

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna. O donna mia,
già tace ogni sentiero, e pei balconi
rara traluce la notturna lampa:
tu dormi, che t'accolse agevol sonno
nelle tue chete stanze; e non ti morde
cura nessuna; e già non sai né pensi
quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
[...]
(Giacomo Leopardi)

Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro, di nient'altro
ho qualche volta nostalgia
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d'essere tanto amata o per dolcezza
d'avermi amato
farai finta lo stesso di godere.
[...]
(Giovanni Raboni)
 

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