Sebastiano Vassalli
Il supermaschio
Rifacimento e adattamento teatrale
dal racconto fantastico di Alfred Jarry
Con un testo di André Breton

Interlinea, pp. 64, € 10
Collana "Alia"
Isbn 978-88-8212-797-8

«In questi tempi in cui i nostri giornali riportano pagine e pagine di intercettazioni telefoniche in cui si mette a nudo un intreccio fittissimo di politica, sesso, affari, carriere e chissà che altro del nostro presente, il Supermaschio di Jarry è una ventata d’aria pura». Per questo un narratore di razza come Sebastiano Vassalli l’ha riscritto, in vista di una versione a teatro, ripercorrendo «le mirabolanti avventure di un certo André Marcueil, uomo così ordinario “da diventare realmente straordinario”, che si propone di superare in amore “il record dell’Indiano celebrato da Teofrasto, Plinio e Ateneo”: un record molto superiore, è inutile dirlo, a tutto ciò che ci hanno poi raccontato la letteratura e anche il cinema. Il Casanova di Fellini al confronto era uno scolaretto». Con un testo su Jarry di André Breton.

GLI AUTORI
Alfred Jarry, nato a Laval nel 1873, è stato un drammaturgo e poeta francese divenuto celebre con la commedia Ubu Re, considerata vera e propria pietra miliare del teatro dell’assurdo. Provinciale intelligente e curioso, scoprì la sua vocazione letteraria a Parigi, lungo una vie de bohème a contatto con i simbolisti. I suoi primi testi dimostrarono una sfrenata violenza verbale sostenuta da una fantasia vicina a quella dei successivi surrealisti. Ottenne scandalo e fama con il satirico e anticonformista Ubu Re del 1896, che stravolse il linguaggio teatrale tradizionale colpendo le convenzioni sociali rappresentate dalla stupidità e dalla sete di dominio del protagonista, emblema della classe borghese del tempo. Conobbe Mallarmé e altri innovatori come Apollinaire, Picasso e Marinetti, traducendo Coleridge e Stevenson e collaborando al “Mercure de France”. Il Supermaschio (Le surmâle) è del 1902. Tra le sue opere va poi ricordato il romanzo Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, alle origini della cosiddetta “patafisica”, nuova «scienza dell’universo irreale» destinata a studiare «le leggi che regolano le eccezioni». Precursore del surrealismo, Jarry morì a Parigi nel 1907 a soli trentaquattro anni di tubercolosi, complicata da denutrizione e uso di alcol puro e assenzio, lasciando incompiuti diversi testi.

Sebastiano Vassalli, nato a Genova nel 1941, fin da piccolo ha vissuto a Novara. La sua investigazione letteraria, in particolare delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani, è approdata nel 1990 al Seicento con La chimera, premio Strega e successo editoriale ancora molto letto nelle scuole, poi al Settecento di Marco e Mattio, uscito l’anno dopo, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento prima con Il Cigno nel 1993 e successivamente con Cuore di pietra, ricreando un’epopea della storia democratica dell’unità d’Italia. Le due chiese è uno dei più recenti romanzi, del 2010, uscito come gli altri da Einaudi. Vassalli, che è anche opinionista del “Corriere della Sera”, con Interlinea ha pubblicato l’autobiografia-intervista, con Giovanni Tesio, Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore nel tempo e Maestri e no. Dodici incontri tra vita e letteratura, oltre a Il mio Piemonte, Terra d’acque e due titoli nella collana “Nativitas”: Il robot di Natale e Natale a Marradi. L’ultimo Natale di Dino Campana. Aggiornamenti sullo scrittore si trovano nel sito internet www.letteratura.it/vassalli.
 

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