Guido Zavanone
Lo sciame delle parole
.Poesie di una vita
Prefazione di Stefano Verdino
Interlinea, pp. 352, euro 20
Edizioni di poesia a tiratura limitata
isbn 978-88-6857-051-4

Questo libro, che raccoglie oltre cinquant'anni di attività poetica, si apre e si chiude nell'attesa di un segno. Una vita è passata ed il punto cruciale è il medesimo. Le parole sono certo tutto per il poeta, ma questo suo tesoro è quanto mai fragile, votato alla dispersione, se non alla dissoluzione dello "sciame" appunto. Siamo quindi dentro una poesia di scommessa spirituale e metafisica, come non poca poesia del Novecento, ma ci occorre subito una precisazione, si tratta di una scommessa "temperata", cioè accortamente regolata da due strumentazioni stilistiche, quali l'allegoria e l'ironia, che negli anni si sono venute affinando in diverse variazioni. Solo con questi essenziali contrappesi è possibile per Zavanone muoversi nell'autentico di una parola, che deve sempre trattenere qualcosa dell'"ombra" (lemma prediletto) umana.
 

L'AUTORE
Guido Zavanone è nato ad Asti l'8 maggio 1927 da genitori piemontesi. Trasferitosi il padre, funzionario statale, ad Alessandria, poi a Bologna, infine a Genova, Zavanone ha fatto i suoi studi in tutte queste città, fino a conseguire la maturità classica nel 1944. Iscrittosi all'Università di Genova, si è laureato in Giurisprudenza nel 1948 con una tesi su Morale e diritto in Kant e Rosmini, incoraggiato dalla commissione giudicatrice a «proseguire negli studi filosofici».
Dopo un breve periodo di lavoro presso il Comune di Genova (nel reparto Istruzione), Zavanone, nel 1952, è entrato in magistratura come pretore e poi giudice presso il Tribunale di Genova, svolgendo nel contempo attività giudiziaria presso la locale Corte d'Assise. Ha poi ricoperto la carica di Presidente del Tribunale per i minorenni e, infine, di Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Genova.
È stato uno dei fondatori del Comitato italiano Unicef e ha prestato la sua opera quale Presidente del Comitato Regionale Ligure.
L'intensa attività giudiziaria non ha impedito a Zavanone l'esercizio poetico che risale alla seconda metà degli anni cinquanta. È del 1962 la pubblicazione della raccolta di poesie La terra spenta, del 1964 il suo ingresso nella redazione della rivista "Diogene", diretta da Adriano Guerrini. Nella seconda metà degli anni sessanta ha pubblicato poesie su riviste prestigiose, quali "Il ponte", "Letteratura" e "Il caffè".
Nel 1982 Zavanone pubblica il suo secondo libro di poesie presso Scheiwiller; seguiranno una decina di altre pubblicazioni in Italia e all'estero, indicate in bibliografia; oltre a poesie, racconti e note critiche, sparse in varie riviste nella stessa segnalate.
Nell'ampio arco della sua attività letteraria ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali si ricordano il Nigra (presidente Carlo Bo), il David (presidente Mario Sansone), il Libero De Libero (presidente Elio Filippo Accrocca), il Massarosa (presidente Manlio Cancogni), il Città di Catanzaro (presidente Mario Luzi), il Milano-Duomo (presidente Giancarla Mursia), il Legnano (presidente Luciano Erba) e, recentemente, il Città di Moncalieri (presidente Gianluigi Beccaria) per il libro Il viaggio stellare, e il Cesare Pavese (presidente Giovanna Romanelli) per Tempo nuovo.
Attualmente è condirettore di "Nuovo contrappunto" e, dopo aver fatto parte per molti anni della redazione di "Resine", è passato alla redazione di "Satura". Cura, per l'editore De Ferrari, la collana di poesia "Chiaro-Scuro".
 

UN BRANO DEL LIBRO
«Così avviene nei secoli ai poeti
che ognuno muove per diversa via
e poi formano uniti il grande sogno
della poesia»
 

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