Roberto Browning
Accanto al camino

traduzione di Roberto Piumini
pp. 56
9,30 (lire 18 000) isbn 88-8212-315-4

Un grande poeta dell’ottocento inglese qui riproposto in una prospettiva nuova, valorizzando gli aspetti pittorici e paesaggistici di questo componimento. La poesia di Browning, che è molto lontana da quella di ispirazione romantica dei suoi contemporanei e molto più legata ad una forma di poesia metafisica, ha esercitato un forte influsso sugli scrittori sperimentali del primo dopoguerra, come Pound e Eliot Un’opera interessante, qui presentata nella traduzione di un grande autore italiano di letteratura per l’infanzia, Roberto Piumini

  
L'AUTORE

Robert Browning, nato a Londra nel 1812 e morto a Venezia nel 1889, è uno dei più significativi poeti dell’Ottocento britannico. Nella sua arte sono particolarmente apprezzate la finezza psicologica e la ricerca stilistica
 

UN BRANO DEL LIBRO

I
So bene cosa fare, se è finita,
la giornata autunnale, in sera lenta –
dov’è, amor mio, la tua gioia squisita?
Con la tua voce musicale, è spenta
anch’essa nel novembre della vita!

II
Starò accanto alla fiamma luminosa,
sopra un sapiente libro, da uomo anziano,
mentre l’imposta batte, tormentosa,
voltando e rivoltando un foglio, piano:
ormai non più poesia, ma solo prosa.

III
E i piccoli che dicono in bisbiglio:
«Ecco che nel suo greco è sprofondato…»
E vanno fuori senza far scompiglio
a tagliare fra i noccioli, oltre il prato,
l’albero mastro del loro naviglio.

IV
E io ci sarò proprio sprofondato,
amici – il greco ormai è dappertutto
come un gioco di rami, allargato
in largo e lungo viale, e io l’ho tutto,
fino a dove finisce, camminato.
 

V
Cornice esterna: noccioli fruscianti,
dentro, la volta sia apre sveltamente,
e dietro a quelli, alberi importanti:
e scendiamo in Italia finalmente,
e a gioventù, per verdi digradanti.

VI
Andrò dovunque io sarò portato,
di chi mi guida io non ho timore:
paese–donna, amato, non sposato,
dai paesi maschili nel cui cuore
da sempre giace, mai dimenticato!

VII
Guarda com’è in rovina la cappella,
alla metà di quella gola alpina!
Ed è una torre, là, sì proprio quella,
oppure un mulino, o una fucina,
là, tutta solitaria e poverella?

VIII
Si svolta, e siamo al centro del creato,
intorno a noi foreste dense e cupe,
e come il filo d’acqua è distillato
povero e solo giù da quella rupe,
nel letto che il torrente ha rovinato!
 

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