Mario Luzi
Parlate

a cura di Stefano Verdino
pp. 48 10 isbn 88-8212-452-5

In questa nuova raccolta di Mario Luzi ci sono testi inediti di grande originalità e forza. Il poeta prima s’impersona in un servo di scena, in Pasolini e addirittura in Antigone, quindi sulla scorta di questi fantasmi rievocati tenta una discesa agli inferi per rispondere alla domanda «chi ero io?», fino a trovare le ragioni di un dialogo difficile tra un giovane musulmano e la sua amata ebrea. Con una traduzione dall’Amleto di Shakespeare e un testo contro la pena di morte. Un Luzi che, alla vigilia dei novant’anni, sale sulla scena tragica del mondo per dare voce alla coscienza e ai conflitti interiori degli uomini contemporanei.

  
L'AUTORE

Mario Luzi è forse il più autorevole poeta contemporaneo italiano. Nato a Firenze nel 1914, la sua prima raccolta lirica risale al 1935 (La barca) con testi esemplari dell’ermetismo italiano. Da Al fuoco della controversia (premio Viareggio) a La passione, uno dei temi dominanti della sua poesia è l’angosciosa contrapposizione tra tempo ed eternità, tra individuo e cosmo. Luzi è anche autore di interventi saggistici e di traduzioni, da Racine a Shakespeare (come in questo recente Parlate di Interlinea, dove compaiono parti dell’Amleto).
 

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