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Mario Rigoni
Stern In questo volume di racconti la scrittura di Mario Rigoni Stern, precisa e rigorosa, ma in grado di chinarsi ad ascoltare le più minute sfumature delle vicende umane – che ha trasformato la lucida testimonianza delle disastrose guerre del fascismo in indimenticabile lezione civile, ricostruendo le ragioni profonde dell’essere uomini e dello stare insieme – si colora di tonalità incantate per rievocare e riportare in vita un mondo che sta irrimediabilmente scomparendo. Sono testi dai quali il Natale emerge come rappresentazione del mondo più autentico che l’autore porta con sé, custode di quei valori umani che la sua scrittura cerca di conservare e tramandare, e che diventa la chiave di riferimento con cui fronteggiare gli avvenimenti del presente. |
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| L'AUTORE |
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La vita di Mario Rigoni Stern,
nato ad Asiago nel 1921, fino ai ventiquattro anni coincide con le
campagne di guerra cui ha partecipato come alpino. Tornato ad Asiago a
guerra finita fece di questa drammatica esperienza la prima ispirazione
della sua narrazione: Il sergente nella neve. Ricordi della ritirata di
Russia, Ritorno sul Don e Quota Albania sono le tappe di una bibliografia
densa di successi, a cui si affiancano i testi dedicati alla sua terra,
come Il bosco degli urogalli. |
| UN BRANO DEL LIBRO |
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In quell’inverno di quarant’anni
fa il grande freddo non aveva rallentato le operazioni militari e dal mare
di Barents al mar d’Azov la guerra infuriava al pari della tormenta.
Malgrado le perdite subite e l’occupazione nazista di gran parte della
Russia europea, l’Armata Rossa era partita al contrattacco con una forza
disperata e una preparazione tecnica che, dopo quanto era successo nei
mesi precedenti, nessuno aveva previsto. |
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