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Raccontare
l'Italia unita
Le carte del Fondo Manoscritti
A cura di
Maria Antonietta Grignani
Con la collaborazione di Gianfranca Lavezzi,
Giuseppe Polimeni, Nicoletta Trotta, Mirko Volpi
Illustrazioni a colori
Interlinea, pp. 144, euro 20
Collana "Imago"
Isbn 978-88-8212-820-3
In occasione della mostra
Raccontare l’Italia unita. Le carte
del Fondo Manoscritti (Università di Pavia, dal 15 settembre
al
4 novembre) Interlinea pubblica un
volume-catalogo ricco di immagini di scrittori, manoscritti inediti e
citazioni letterarie sui 150 anni dell’Italia.
L’apporto che,
direttamente o indirettamente, anche gli scrittori a partire dalla
seconda metà dell’Ottocento hanno dato al sentimento unitario e alla
lingua italiana ha incoraggiato a concepire la mostra e il libro che
narrasse i centocinquant’anni dell’Unità attraverso testimonianze,
soprattutto inedite, dedotte in massima parte dai materiali d’autore del
Fondo Manoscritti di Pavia fondato da Maria Corti: da Verga a Saba e
Ungaretti, da Vittorini a Maccari, da Silone a Quasimodo, da gatto a
Montale, da Calvino a Pasolini, da Magris a Arbasino.
Raccontare l’Italia unita. Le carte del Fondo Manoscritti
propone un percorso che (scrive la
curatrice Maria Antonietta Grignani) «riguarda le varie posizioni
politiche e civili, i modi in cui gli intellettuali hanno sostenuto le
proprie convinzioni e i propri ideali, dalle premesse poste da Ugo
Foscolo e da suoi interlocutori di spicco, fino ad arrivare a oggi,
attraverso le delusioni postunitarie, la Grande Guerra, il fascismo, la
Resistenza, l’industrializzazione e le contraddizioni di fine secolo».
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Insieme ai
Promessi Sposi e a Cuore, un libro guida dell'educazione
postunitaria è Pinocchio di Carlo Collodi (Carlo Lorenzini,
1826-1890), uscito in volume nel 1883 e destinato a una lunga fortuna
nel secolo a venire. Dialogano con questo libro lettori e scrittori, che
riconoscono nella storia del burattino e nel difficile cammino che lo
porta a diventare ragazzo temi e spunti tipici del secondo Novecento.
Tra gli altri, negli anni settanta, Giorgio Manganelli (1922-1990) con
Un libro parallelo (1977). Nella prefazione scrive:
«direi
piuttosto che Pinocchio è altamente indiziario, che è un libro di
tracce, orme, indovinelli, burle, fughe, che ad ogni parola colloca un
capolinea».
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