Sebastiano Vassalli
Il robot di natale e altri racconti
pp. 48, 8 isbn 88-8212-583-1
Uscita: novembre 200
6 (NOVITÀ)

Cinque testi d’autore, ambientati a Natale e firmati da uno dei più importanti scrittori italiani contemporanei. Un inedito su una storica abbuffata natalizia in età napoleonica fa da contrappunto a storie di Natale disincantate e totalmente immerse nella contemporaneità, come quella dell’uomo morto davanti alla tv il giorno di Natale e scoperto cinque anni dopo o come l’epopea del primo robot inviato su Marte. Vassalli riflette anche sulla necessità di un ipotetico nemico dallo spazio per rendere unita e solidale la razza umana sulla terra e rilegge anche la storia di Maria di Nazareth e della nascita di Gesù.

  
L'AUTORE

Sebastiano Vassalli è nato a Genova nel 1941 ma fin da piccolo ha vissuto a Novara. La sua investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani è approdata nel 1990 al Seicento con La chimera, un successo editoriale, poi al Settecento di Marco e Mattio, uscito l’anno dopo, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento prima con Il Cigno nel 1993 e successivamente con Cuore di pietra, ricreando un’epopea della storia democratica dell’unità d’Italia fissando come protagonista una grande casa di Novara. Vassalli attualmente è anche opinionista del “Corriere della Sera”. Con Interlinea ha pubblicato Il mio Piemonte e Terra d’acque, dedicati al territorio in cui vive.
 

UN BRANO DEL LIBRO

 
La notizia è di qualche settimana fa, ma rimarrà attuale almeno fino al prossimo Natale. Un uomo di quarantatré anni, Wolfgang Dirkcs, deceduto nel dicembre del 1993, è rimasto per cinque anni morto seduto davanti al televisore con l’albero di Natale ancora acceso senza che nessuno se ne accorgesse.
L’episodio è avvenuto ad Amburgo, nella Repubblica Federale Tedesca. Pare che il televisore, al momento del ritrovamento, non funzionasse più: la qualità di questi elettrodomestici, anche tedeschi, non è più quella di una volta. Tutto il resto, invece, era in perfetta efficienza. Le luci erano accese, il frigorifero conservava i cibi del 1993. Il telefono, per un po’, aveva suonato; poi amici e parenti si erano stancati di fare il numero: «Se vorrà, mi chiamerà lui». In qualche caso, c’era stata anche una ripicca. «Può fare a meno di me? Tanto meglio. Chi si crede di essere?»
La vicina di pianerottolo, interpellata dai giornalisti, ha ammesso di ricordare vagamente il signor Dirkcs. «Negli ultimi tempi stava poco bene: ho pensato che si fosse ricoverato». E poi? «Poi, non ci ho pensato più». Altri vicini non l’avevano mai visto. Erano arrivati in quella casa nel 1994, nel 1995, nel 1996, nel 1997.
La banca, come da mandato, ha pagato affitti e bollette finché il conto è andato in rosso, e poi ancora per un po’. Ma Wolfgang Dirkcs non rispondeva ai solleciti e nemmeno alle intimazioni di sfratto. Un uomo veramente imperturbabile.
La morale, ognuno se la ricaverà da solo. Buon Natale!
 

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