Fotografie con brani di Mario Luzi dal libro Toscana Mater (in anteprima)


maremma e monte amiata
Visto da Siena, il monte Amiata è una solenne e delicata forma cinerina che affonda nei vuoti e ventosi spazi che circondano la città. Le ragazze nei collegi, gli studenti nelle aule delle scuole, quasi tutte situate sugli estremi speroni dell’abitato si fanno spesso alla finestra, pongono la fronte ai vetri e indugiano a guardarlo. Alcuni sono di là e la sua mole lontana, isolata nel celeste della profonda regione, formicola per loro di vecchie storie paesane; per altri è un mistero. Non per nulla di mezzo c’è l’immensa e irreale vallata dell’Orcia con le sue crete dissodate, i vasti seminati, le terre a riposo nel movimento continuo delle poggiate che occupano e aprono il cielo: mentre il colore della terra è di un grigio livido bruciato così rarefatto che la luce non assorbita vi si dilata sopra in vibrazioni violacee che si perdono oltre gli ultimi profili delle lontananze e accrescono il senso di vastità e di solitudine. Terra che appare come un fondale della memoria o un luogo del sogno su cui un oscuro senso esaltato percepisce il brivido d’una misteriosa ventilazione.
  


(da Mario Luzi, Toscana Mater, © Interlinea, Novara 2004, www.interlinea.com)


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