Verso il mare
Sono ormai molti anni che non rivedo
davvero San Miniato. La piccola città si allunga sul crinale e dall’altra
parte si affaccia sulla valle dell’Elsa disseminata in lontananza di
poderi e ville sui poggi mentre dai suoi margini estremi a sud-ovest
guarda il più spazioso e desolato rincorrersi dei clivi verso le biancane
di Volterra e della Maremma. Ma essa si apre soprattutto verso Pisa e
l’occidente, e da quella parte riceve la gran luce che vibra o fumiga o
languisce, ritta a tappe da sorrisi e da ombre sul cammino ampio e fecondo
dell’Arno. Tanto spazio intorno produce un silenzio che dove la città si
allarga e vi sono orti o giardini diventa quiete, ma dove invece si
rinserra nelle sue strade e nei suoi vicoli ristagna come invincibile
uggia. Non la possono rompere le modeste faccende della vita di ogni
giorno che scorre tranquilla e quasi invisibile in qualche mediocre
commercio, in qualche lavoro artigiano, in qualche ufficio pubblico da
sottoprefettura, dietro le vecchie e a volte insigni facciate, mentre gli
intensi e vitali traffici si svolgono laggiù sulle rive del fiume e nella
sua pianura.
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