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Letteratura

Eugenio Borgna. Curare con la parola

Microprovincia 54

rivista: Microprovincia

pagine: 160

Per la prima volta sono raccolte interviste e testimonianze varie su uno dei protagonisti e maggiori autori della psichiatria italiana, Eugenio Borgna, alla vigilia dei novant’anni: «La psichiatria ha cambiato la mia vita, è stata il mio destino». È stato libero docente alla Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università degli Studi di Milano ed è primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara, nonché autore di «libri bellissimi su temi sempre uguali e sempre diversi, sull’arcipelago delle emozioni che abitano la nostra vita interiore – come la nostalgia e i sentimenti di colpa, l’inquietudine e la disperazione, l’ansia e i rimpianti, le attese e le speranze, la gioia e la solitudine» (Luciana Sica). Tra i suoi successi editoriali, Le parole che ci salvano (Einaudi) e La solitudine dell’anima (Feltrinelli). Sua cifra autorale, che rifugge dal linguaggio dello specialismo, il costante incontro e confronto con la grande letteratura, da Proust a Thomas Mann a Goethe, e la poesia, da Emily Dickinson ad Antonia Pozzi a Leopardi: «come non ricordare le mirabili pagine, arcanamente fenomenologiche, di Giacomo Leopardi, sulla speranza e sulla malinconia, sulla morte volontaria, sulla nostalgia e sulla gioia? Non si può fare psichiatria fenomenologica senza fare riferimento a queste inenarrabili intuizioni letterarie». Con testi di Pierfranco Bruni, Barbara Castellaro, Marina Corradi, Andrea Dallapina, Luca Doninelli, Gillo Dorfles, Raffaele Fattalini, Angelo Gaccione, Umberto Galimberti, Giulio Giorello, Antonio Gnoli, Gianmaria Messina, Umberto Muratore, Ercole Pelizzone, Giannino Piana, Giovanni Scarafile, Gabriele Scaramuzza e Luciana Sica.  

Fiori di neve

di Sonia Maria Luce Possentini

editore: Interlinea

pagine: 32

Nina ha un albero bellissimo, nel suo giardino, che a Natale risplende di luci bianche. Di sicuro gli animali del bosco vengono a festeggiare la notte di Natale proprio lì. Come le piacerebbe riuscire a vederli! E come vorrebbe tenere in mano uno di quei fiori di neve che cadono dal cielo! Ma è Natale, e forse anche i desideri più magici possono realizzarsi.

Dal tuo al mio

Teatro

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: 314

«Non intendo fare un lavoro a tesi pro o contro il socialismo. Voglio rappresentare francamente e sinceramente degli uomini che agiscono in tali condizioni – e se vi riesco avrò fatto, quel che desidero, opera d’arte». Nel dramma Dal tuo al mio (1903) Verga ribadisce la teoria verista al di là delle posizioni ideologiche. È un ritorno al teatro importante, ma sofferto, per lo scrittore che non rinuncia alla sperimentazione più ardua puntando a una creazione artistica animata da spirito umanitario.      

Un canto di Natale

di Charles Dickens

editore: Interlinea

pagine: 152

Il più celebre libro di Natale della letteratura moderna torna in una nuova traduzione e con le illustrazioni dell’edizione originale del 1843. Ancora oggi il romanzo dell’arido e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di natale da tre spettri, si lascia leggere con interesse, unendo al gusto del racconto gotico un’appassionata critica sociale. Grazie anche al cinema non si arresta il successo di un’opera che ci commuove ancora e che ha fatto dichiarare ad Anthony Burgess: «Dickens creò un mondo e, nel tempo libero, inventò il Natale».    

Storia di uno schiaccianoci

Favola di Natale

di Alexandre Dumas

editore: Interlinea

pagine: 200

A Natale la piccola Marie riceve in regalo un buffo schiaccianoci dalle sembianze umane e dai denti aguzzi, «un delizioso omino che, appoggiato malinconicamente al tronco dell’albero di Natale, aspettava silenzioso e impassibile che arrivasse anche il suo turno per essere visto». Subito diventa il giocattolo preferito della bimba, che insieme con lui vivrà fantastiche emozioni, avventurandosi nel regno delle bambole e sconfiggendo il malvagio re dei topi. Questa immortale fiaba natalizia, che ispirò čajkovskij per il suo celebre balletto Lo schiaccianoci, è ora riproposta in una nuova traduzione, con le innumerevoli illustrazioni dell’edizione originale pubblicata da Dumas.

Natale in poesia

Antologia dal IV al XX secolo

a cura di Roberto Cicala, Luciano Erba

editore: Interlinea

pagine: 184

«Ispirata dall’evento del Natale, come si comporta la poesia? Si ferma solo alle apparenze? Coglie gli aspetti più suggestivi? Approfondisce il messaggio religioso? Lo illustra come meglio le riesce di fare? Promuove la nostra riflessione? Ci commuove? Ci fa migliori? Diremmo che la poesia, quando è davvero poesia, ottiene tutto questo d’un sol colpo» (dalla presentazione di Luciano Erba). Tutto questo è nell’antologia Natale in poesia, di cui era attesa una nuova edizione. Da Efrem Siro e Ambrogio a Iacopone da Todi e Lope de Vega, da Manzoni e Heine a Pascoli e Claudel, da Gozzano a Eliot, da Montale a Turoldo per arrivare anche a Rodari e a Luzi: oltre sessanta tra i maggiori poeti dal iv al xx secolo in una scelta impreziosita da illustrazioni d’arte. Con un’appendice di testi di poeti d’oggi.

La prima messa di mezzanotte in tv

Testi natalizi

di Luciano Luisi

editore: Interlinea

pagine: 64

Inizia con la telecronaca in diretta di una messa di mezzanotte a Roma questa originale raccolta natalizia di Luciano Luisi con cui, tra poesia e prosa, si festeggiano i 95 anni dello scrittore e giornalista Rai. Ispirandosi alla cronaca di tutti i giorni, l’autore racconta una società dove convivono i piccoli grandi eroismi del quotidiano e le tragedie del consumismo. Dove, accanto a una donna che spende ogni sera settemila euro, si compie il dramma di una madre che ha avuto per destino di trascorrere in una grotta la gelida notte di natale: ha con sé il suo bambino ma non è la Maria dei Vangeli. Nella disperazione s’illude di riscaldarsi accendendo una candela e incendia la sterpaglia intorno creando un fuoco che uccide lei e il piccolo. Ma «nessuno sente i gridi, i lamenti… / nella città cristiana che non sa più la pietà e l’amore».

Quel primo bacio

di Renato Bianco

editore: Interlinea

pagine: 200

Iside e Filippo si conoscono giovanissimi, per caso, una mattina in biblioteca. Un incontro che resterà nel cuore ad entrambi: chiuso e introverso fino all’eccesso lui, aperta e spontanea lei, sembrano però destinati a vivere due vite completamente diverse e separate, due esperienze agli antipodi. Se lui infatti tende sempre di più a isolarsi e a cercare la solitudine, lei invece si apre a nuovi incontri, allacciando un legame sentimentale con Thomas, un ragazzo che grazie al suo sostegno riuscirà a trovare la propria strada nel mondo. Ma una serie di eventi, impossibili da prevedere, porterà le loro vite a incrociarsi di nuovo, dando ad entrambi una nuova possibilità di conoscersi: sapranno coglierla questa volta?

Sorsi

Come farsi una cultura alcolica

di Roberto Sbaratto e Marco Scardigli

editore: Interlinea

pagine: 112

Per gli amanti del vino e dei liquori ma anche dei libri: il volume racconta le bevande alcoliche nella nostra cultura. Come se fosse una grande degustazione, fra le pagine si assaggiano vari punti di vista (letterario, religioso, poetico, storico, umoristico), modi espressivi differenti (la citazione, la canzone, l’aforisma, la poesia) e si assaporano classici come Omero e Orazio o moderni come Hemingway e Simenon, passando da Lorenzo il Magnifico ad autori minori ma comunque divertenti e un po’ brilli.

Prova a cantare il mondo storpiato

di Adam Zagajewski

editore: Interlinea

pagine: 120

«Ma noi siamo vivi, / colmi di memoria e ragione» è la risposta di Adam Zagajewski ai drammi della storia e alla spersonalizzazione della società attuale, collocando sotto la sua lente d’ingrandimento piccoli particolari quotidiani molto rivelatori: così le ombre dei turisti sulla tomba di Brecht sembrano quelle degli informatori della stasi che lo pedinavano da vivo e la gatta di Ruth, ignara di essere ebrea come la sua padrona, di notte dal ghetto torna sempre alla parte ariana. Per l’autore di quest’antologia, che affronta la Shoah come l’11 settembre ma anche gli ex paradisi naturali fagocitati dal turismo di massa, resta lo spaesamento dei «poeti, invisibili come minatori, nascosti sottoterra» che «costruiscono per noi una casa», quella della consapevolezza civile di dover essere vivi e vigili «e talvolta particolarmente orgogliosi, / perché in noi grida il futuro / e quel balbettio ci fa umani».

Il fantasma del palazzo e altri racconti

di Renzo S. Crivelli

editore: Interlinea

pagine: 192

Presente e passato s’inseguono in queste storie tra sentimenti, mistero, spiritualità e introspezione che indagano il trascorrere del tempo in un microcosmo collocato nel Piemonte Orientale, da Novara ai laghi d’Orta e Maggiore fino all’Ossola. In un mondo in cui il passato è sempre in agguato, con i suoi insegnamenti e le sue premonizioni, tra fantasmi benigni e vendette postume, burle colossali e vicende d’amore impossibili, fanno capolino personaggi di oggi e di ieri, reali e storici, persino mitologici: dalla Sibilla Cumana a Petronio, da fra Dolcino e Margherita a Abelardo e Eloisa, al monaco Guglielmo da Volpiano e fino a Cicerone. La memoria riesce a mutare il rapporto fra realtà e sogno, dà nuova vita e luce a fatti scomparsi o perduti, facendo affiorare anche cose che sono state volutamente negate e allontanate da noi. E soprattutto emergono il luccichio delle acque del lago, il fascino di un monastero silenzioso, la pianura con le cascine e i personaggi da osteria, la montagna con i panorami da pittori, in una narrazione lirica che è un omaggio dell’autore, Renzo S. Crivelli, al territorio novarese natio.

Viaggio col padre

di Carlo Castellaneta

editore: Interlinea

pagine: 212

Un viaggio di tredici ore in treno può salvare i rapporti in crisi tra nord e sud, tra padre fascista e figlio che si oppone e vuol capire, tra la fedeltà alla moglie e il tradimento degli ideali. Nel viaggio tra Milano e Foggia, dentro il buio della notte ma anche dell’esistenza giovanile e della società, si celebra il processo a una generazione che affollò acriticamente le piazze portando il Paese al baratro. Torna il romanzo di formazione scoperto da Elio Vittorini che così rivelò Castellaneta: una storia sul conflitto generazionale e sulla difficoltà di parlarsi e dirsi tutto quello che non si è mai voluto (o saputo) dire.

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