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Canti anonimi

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Canti anonimi
titolo Canti anonimi
autore
curatore
presentazione di
Argomento Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Poesia italiana
Collana Lyra, 100
marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato Libro
Pagine 264
Pubblicazione 2022
ISBN 9788868574369
 
28,00 26,60
 
risparmi: € 1,40
Spedito in 2-3 giorni

Informazioni importanti

Edizione commentata

Disponibile anche nel formato
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«Dall’imagine tesa / Vigilo l’istante / Con imminenza di attesa – / E non aspetto nessuno» sono i versi di chi è in ansia aspettando qualcuno e qualcosa: forse la donna amata, forse la conversione. Clemente Rebora, dopo l’annichilimento e la strage della Grande Guerra, scrive questi Canti anonimi perché vuole cercare, nel donarsi anonimo agli altri, una ragione per continuare a vivere, per ripartire, per trovare prima o poi chi «Verrà, se resisto / A sbocciare non visto, / Verrà d’improvviso, / Quando meno l’avverto». Per la prima volta un’edizione commentata di un libro fondamentale tra le due guerre.

 

Biografia dell'autore

Clemente Rebora

Clemente Rebora nasce a Milano il 6 gennaio 1885. Frequenta, ivi, tutte le scuole: dalle elementari al ginnasio-liceo (Parini), all’università (Accademia Scientifico-Letteraria) dove si laurea in Lettere. Dal 1910 al 1915 insegna a Milano, Treviglio e Novara. Ufficiale nella Grande Guerra 1915. Insegna a Como e a Milano. Quivi, anche all’Accademia Libera “Cento”. Nel 1929 viene alla Fede. Nel 1931 è novizio dell’Istituto della Carità (Padri Rosminiani) al Monte Calvario di Domodossola. 13 maggio 1933: ivi, emette la sua professione religiosa. 1936 (20 settembre): ordinato sacerdote a Domodossola. Vive a Stresa, nel Collegio Rosmini». Così l’asciutta Nota biografica dettata dal poeta per la prima edizione nel dicembre 1955 del Curriculum vitae (che riceve il premio “Cittadella”). Aggiungiamo che dall’ottobre di quello stesso anno è infermo a letto, ma un’emorragia cerebrale lo aveva colto già tre anni prima. Dopo una passio fisica e spirituale durata venticinque mesi muore il 1° novembre 1957. Scrive il giorno dopo Eugenio Montale per il “Corriere della sera”: «È un conforto pensare che il calvario dei suoi ultimi anni – la sua distruzione fisica – sia stato per lui, probabilmente, la parte più inebriante del suo curriculum vitae».

Per il resto, occorre almeno segnalare la giovinezza intellettualmente intensa, in amicizia con Antonio Banfi, Angelo Monteverdi, Michele Cascella, Sibilla Aleramo (legandosi affettivamente alla pianista russa Lidia Natus, grazie alla quale potrà tradurre opere di Andreef, Tolstòj e Gogol’), la collaborazione a riviste letterarie e in particolare alla “Voce” di Prezzolini, che nel giugno del 1913 gli pubblica i Frammenti lirici, mentre per le edizioni del “Convegno” escono nel 1922 i Canti anonimi, sette anni dopo un trauma provocato dall’esplosione di un obice mentre combatteva la Grande Guerra sul Podgora: gliene verrà un grave esaurimento nervoso diagnosticatogli emblematicamente come «mania dell’eterno». Finita la guerra, crescono i suoi interessi religiosi, che si innestano in una profonda fede mazziniana; e avverte l’urgenza di un impegno sociale, anche nell’insegnamento. Tiene corsi e conferenze. Nel 1928 al Lyceum di Milano, nell’ambito di una serie di incontri sulla storia delle religioni, inizia a parlare degli Atti dei Martiri Scillitani, ma s’interrompe: «Esitò, si sforzò. La vista gli si annebbiava. Qualche cosa gli stringeva la gola. Si prese la testa fra le mani. Si sentì smarrito. Non fu capace di proseguire» (così Margherita Marchione). La conversione è matura. Il 24 novembre 1929 Rebora riceve la prima Comunione dal cardinal Schuster. Passa poi al Collegio Rosmini di Stresa, sotto la guida spirituale di padre Giuseppe Bozzetti. Prende i voti religiosi nel 1936. Nel 1947 il fratello Piero cura un’edizione delle Poesie per Vallecchi e, dopo il Curriculum, nel 1956 il giovane editore Vanni Scheiwiller fa uscire all’Insegna del Pesce d’Oro i Canti dell’infermità,accresciuti l’anno dopo; nel 1961 dà invece alle stampe una più completa edizione delle Poesie, poi replicata nel 1982.

Una recente edizione di tutte le poesie, negli “Elefanti” Garzanti, è del 1994 – poi più volte ristampata – a cura di Gianni Mussini e dello stesso Vanni Scheiwiller; ma ora quei testi sono leggibili anche nel “Meridiano” di Poesie, prose e traduzioni, a cura di Adele Dei e con la collaborazione di Paolo Maccari, pubblicato da Mondadori nel 2015 con un’informatissima Cronologia.

Rassegna stampa per Canti anonimi

Da "il Popolo Cattolico", su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "L'Eco di Bergamo", Francesco Mannoni su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "Domenica - I Sole 24Ore", su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "Charitas", su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "Alias", Alberto Fraccacreta su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "Novara oggi", Roberto Gallurese sui 30 anni di Interlinea al Salone del Libro di Torino
Da "Il Venerdì di Repubblica", Giovanni Gavazzeni su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "Gazzetta di Parma", Francesco Mannoni su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "il Giornale", Luigi Mascheroni su "Canti anonimi" di Clemente Rebora
Da "Avvenire", Pietro Gibellini su "Canti anonimi" di Clemente Rebora

Eventi collegati a Canti anonimi

Sala Bevilacqua, il 27.10.2022 alle ore 18.30, via Pace 10, Brescia
Chiesa del SS. Crocifisso , il 29.05.2022 alle ore 16.30, via per Binda, 47, Stresa
Pad 3, Sala Argento, il 21.05.2022 alle ore 14.45, Lingotto Fiere, via Nizza 294, Torino
Università Cattolica - Aula Magna, il 06.04.2022 alle ore 17.00, largo Gemelli 1, Milano

Innumerevoli gocce del mare? / Tra fissità di riviere / Sorelle e straniere, / Incolmabile mar delle gocce / Bevute e spremute da un cielo / Ricurvo di stelle

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