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   SOMMARIO
 
 

 
Arriva una strega per i più piccoli
Sapevate che tra Natale ed Epifania anche le streghe amano festeggiare con un succulento cenone? E il loro piatto preferito sono i bambini, naturalmente quelli cicciottelli e saporiti. Ecco allora che, schivando una raffica di palle di neve, una terribile strega dagli occhi di gatta riesce ad acciuffare una bella bambina e a metterla in pentola. Manon finisce così… nel nuovo libro di Sebastiano Ruiz Mignone, La strega di Natale, con le straordinarie illustrazioni di Antongionata Ferrari (vedere per credere) per “Le rane piccole”amate dai piccoli lettori di Interlinea.
 

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Letture a Natale:Dostoevskij, Testori, Luzzati e…
Ogni dicembre la collezione “Nativitas” di Interlinea si arricchisce di nuovi attesi titoli dedicati al Natale. Quest’anno saranno, tra gli altri, il racconto di Dostoevskji Le feste di Natale e le pagine di Giovanni Testori raccolte in Un bambino per sempre – accanto alle grandi tavole di Emanuele Luzzati sui re magi (fuori collana) – a far riscoprire il piacere della lettura e di un approfondimento legato al sapore più vero delle feste.
Di Fëdor Dostoevskij esce il racconto Le feste di Natale in cui lo scrittore narra la psicologia umana della vita quotidiana in un carcere russo proprio durante un Natale, quando «i giorni delle feste si appiccicano alla memoria dei detenuti come indelebile ricordo». Pagine che sono quasi un diario in cui si specchiano luci e ombre di ogni uomo. Un piccolo capolavoro dimenticato di un grandissimo autore, tradotto appositamente per quest’edizione da Alessandro Niero.
Un bambino per sempre del titolo di Giovanni Testori è naturalmente quel bambino nato oltre duemila anni fa che tutt’oggi continua a interrogare e commuovere l’uomo. Il grande e indimenticato scrittore milanese offre toccanti e acute meditazioni rese più incisive dal suo essere anche critico d’arte, drammaturgo, poeta: queste sue sensibilità influenzano le sue riflessioni sul Natale, rendendole cariche di senso, profonde, utili spunti da cui partire per riscoprire l’essenza di una festa che rischia di annegare nel consumismo: «Ci siamo dimenticati e vergognati anche del Natale; invece questo è proprio il momento in cui l’uomo domanda di ritrovare la propria nascita» (nascita che pure, come mette in luce Fulvio Panzeri nella presentazione, non può escludere «l’ombra di una crocifissione»).
Sedici sorprendenti tavole del grande maestro genovese Emanuele Luzzati reinterpretano, accompagnate dai più suggestivi testi della tradizione, l’incanto del presepe dentro l’atmosfera delle grandi narrazioni dell’Oriente. Luzzati fa rivivere nelle tavole di La stella dei re magi (in grande formato) i personaggi dei magi, con il loro fascino speciale capace di incantare tutti coloro che guardano alla storia della Natività anche senza spirito religioso ma soltanto con la curiosità dell’animo umano o la passione per l’arte. Una straordinaria strenna per un grande Natale e una luminosa Epifania, da regalare o collezionare.
Accanto ai tre libri è possibile trovare sotto l’albero altri volumi di Interlinea. Ne parlano queste pagine. Per un Natale sempre più speciale Interlinea è a disposizione: e se avete un dubbio o desiderate un consiglio, telefonate allo 0321 612571 oppure scrivete a edizioni@interlinea.com.
 

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Con i libri di Natale biglietti d’auguri e calendari
Per venire incontro al sempre maggior numero di lettori delle collane natalizie, uniche in Italia, Interlinea propone anche segnalibri e biglietti d’auguri da accompagnare ai libri preferiti, con immagini e citazioni dei testi di “Nativitas” o delle “Rane”. La proposta può avvenire anche tramite i librai che aderiscono al progetto “AMICO LIBRAIO”, che ha un sito internet: www.amicolibraio.it.
 

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Natale secondo un grande romanziere: Dostoevskij lo festeggiò in prigionia
«Per i detenuti il rispetto del giorno solenne assumeva addirittura le forme di un certo qual decoro; pochi gironzolavano; tutti erano seri e come impegnati in qualche cosa, sebbene molti non avessero quasi nulla da fare. Ma anche gli oziosi e gli sfaccendati si sforzavano di mantenere un certo contegno... Oltre a un’innata venerazione per il giorno solenne, il detenuto inconsciamente percepiva che, osservando la ricorrenza, era come se si mettesse in contatto con il mondo intero… Anche Akím Akímycˇ si preparava molto intensamente alla festa. Non aveva ricordi familiari poiché era cresciuto orfano in casa altrui e praticamente all’età di 15 anni era stato mandato a fare un lavoro pesante… E non era religioso in alcun modo particolare dal momento che la sua morigeratezza pareva aver inghiottito tutti gli altri talenti e le peculiarità della persona, tutte le passioni e i desideri, buoni e cattivi. Una volta, una sola volta nella vita aveva provato a fare di testa sua: ed era finito in prigione». Così scriveva Fëdor Dostoevskij, in modo autobiografico: infatti il grande romanziere visse una terribile esperienza all’età di 28 anni, quando fu condannato a morte per aver aderito a un circolo di intellettuali socialisti; il giorno dell’esecuzione giunse la grazia dello zar e la condanna fu commutata in quattro anni di lavori forzati in Siberia, che lo scrittore rievocò in Memorie da una casa morta, di cui Le feste di Natale rappresenta un racconto centrale che può vivere come una storia autonoma e che per questo è proposto da Interlinea in una nuova traduzione. Un ritratto vivissimo di una tragica vita a parte, che si svolge al di là dei confini della normalità e ha le sue regole, i suoi comportamenti e i suoi tabù. Un racconto di grande umanità e compassione. 

Fëdor Dostoevskij, Le feste di Natale, trad. di A. Niero, pp. 48, euro 8.

   

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